Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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dintorni, dove sono presenti i beni confiscati, dove c'è stato smaltimento illecito di rifiuti o un rogo doloso. Tutti gli eventi sono tracciati e tenuti aggiornati dallo staff della rete.

24/06/17

RELAZIONE DELLA DNA SUL DISTRETTO DI BRESCIA

Il 22 giugno 2017, è stata pubblicata la relazione relativa all’anno 2016 della Direzione Nazionale Antimafia. L’analisi compiuta evidenzia come sia in atto un proceso di trasformazione delle organizzazioni criminali di stampo mafioso, che non sarebbero più associazioni “eminentemente militari e violente” ma delle “entità affaristiche con un sostrato militare”. Il fatto che le mafie, per lo svolgimento della loro attività criminale, non ricorrono necessariamente all’uso della violenza giustificherebbe, secondo il Procuratore Franco Roberti, la necessità di una modifica del reato di associazione mafiosa.
L’organizzazione criminale, ormai considerata la più forte e pericolosa, alla quale si fa maggiormente riferimento è la ‘ndrangheta. Essa si infiltra nei settori più importanti della società, coltivando relazioni con ambienti della pubblica amministrazione, della politica e dell’economia. Le relazioni appunto costituiscono la cosiddetta zona grigia che fornisce alla ‘ndrangheta “occasioni di grandi arricchimenti e, a volte, garanzie di impuntità”.
Con particolare riferimento al territorio bresciano, si descrive un contesto che appare tutt’altro che immune dal pericolo dell’infiltrazione da parte delle organizzazioni mafiose, in primo luogo considerando l’assenza di veri e propri “anticorpi” all’interno del tessuto sociale. Un esempio è la presenza della ‘ndrangheta sul territorio, si precisa che l’interesse della mafia calabrese sia prevalentemente economico, non interessandosi particolarmente al cosiddetto controllo del territorio: “la ‘ndrangheta che delocalizza ma non colonizza, e crea strutture criminali di tipo mafioso attorno a centri di interesse per tutelarli ed espanderli attraverso il classico reticolo che lega al crimine altre entità: del mondo politico-istituzionale, finanziario, economico. Un crimine che della propria origine calabrese sfrutta essenzialmente il “marchio di fabbrica”, ovverosia una sorta di “made in Calabria”, che serve per accreditarsi verso quelle diverse realtà cui si è appena fatto riferimento, purtroppo ancora molto sensibili (in termini di attrazione) a quel “marchio” e, nel contempo, per indebolire le difese dei cittadini, specie quando questi si accorgono della liaison di cui si diceva. E che opera in autonomia nel detto territorio settentrionale, non infiltrandolo alla stregua delle strutture criminali della Provincia di Reggio Calabria, bensì innestandovi delle succursali che, più che al dominio del territorio, mirano al controllo degli affari che hanno individuato quali loro, appunto, centri di interesse...”. Inoltre si specifica che sul medesimo territorio c’è la presenza di sodalizi di diversa matrice, anche stranieri fra i quali interazioni [...] neppure ragioni di contesa, visto che non vi è un territorio da dominare, ma degli interessi da tutelare ed espandere, cui il territorio non è affatto funzionale.
La zona grigia, come detto, rappresenta la fonte da cui la mafia trae i maggiori benefici e anche nel bresciano si verificano spesso collusioni fra esponenti della società civile e gruppi criminali. Fra gli altri, il settore dei rifiuti fornisce un’opportunità di profitto-anche per imprese attive nell’economia legale-soprattutto per lo svolgimento di operazioni di illecito smaltimento e che diventano un vero e proprio business. Si legge infatti che il territorio è caratterizzato dalla “strumentalizzazione del modello imprenditoriale ai fini della consumazione del delitto di attività organizzata finalizzata al traffico illecito dei rifiuti, attraverso la creazione di un vero e proprio reticolo imprenditoriale retto da una politica aziendale che può ben definirsi criminale”. Un business non esclusivamente mafioso ma che crea, almeno potenzialente, una convergenza di interessi fra imprenditori e membri delle cosche.

Passando dalla zona grigia ad un settore propriamente criminale come il traffico di sostanze stupefacenti viene evidenziatoil ruolo dominante di soggetti di nazionalità albanese ma residenti nel territorio nazionale, alle cui dipendenze operano correi di nazionalità diverse, tra cui italiani e rumeni.non fine a se stesso, ma funzionale o concorrente con altre strategie criminali”. Accanto al mercato della droga, le attività dei gruppi criminali presenti variano dalla contraffazione delle merci, al favoreggiamento dell’immigrazione illegale e clandestina ed alla tratta e riduzione in schiavitù (quest’ultima promossa soprattutto da sodalizi nigeriani nei confonti di cittadini connazionali).

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