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28/10/16

Processo Pesci

Articoli della Gazzetta di Mantova
25 e 26 ottobre 2016

Testimonianza dell'investigatore

Quasi nove ore sotto torchio. A ricostruire gli intrecci tra l'inchiesta Aemilia, che ha sgominato la 'ndrangheta nel Reggiano e l'indagine mantovana. Il luogotenente Camillo Calì, del nucleo investigativo di Piacenza, ieri ha testimoniato al processo Pesci, che nell'aula di palazzo Zanardelli a Brescia vede alla sbarra sedici persone accusate di far parte della cosca capeggiata da Nicolino Grande Aracri, dedite ad estorsioni e a maneggi per mettere le mani sull'economia mantovana, in particolare nel campo dell'edilizia. Calì, pungolato per diverse ore dal sostituto procuratore Paolo Savio (foto), ha raccontato con dovizia di particolari le attività di pedinamento e di intercettazioni di quelli che vengono considerati i puledri del boss, da Francesco Lamanna, ad Antonio Gualtieri. L'interrogatorio proseguirà oggi, con il controesame degli avvocati difensori. Al termine potrebbe cominciare la testimonianza di Giampaolo Stradiotto, ex socio di Antonio Muto nella società Ecologia e Sviluppo di Curtatone.

Testimonianza dell'imprenditore

L'imprenditore di Curtatone Giampaolo Stradiotto si è seduto ieri al posto del testimone al processo Pesci (in foto il giudice Villani), che vede ancora alla sbarra sedici persone accusate di far parte della cosca di 'ndrangheta di Nicolino Grande Aracri. Secondo la ricostruzione dei carabinieri mantovani, partiti dalle denunce di estorsioni e minacce, Stradiotto e Matteo Franzoni, allora soci di Antonio Muto nella società Ecologia e sviluppo, sarebbero stati costretti a cedere ad una ditta vicina alla cosca l'appalto per la costruzione di un complesso immobiliare a San Silvestro e di una villetta a Campitello. Per questi episodi Antonio Muto è stato assolto in primo grado ad aprile. Mentre è ancora a processo Antonio Rocca, il muratore di Borgo Virgilio. Contro la sentenza del giudice Vincenzo Nicolazzo la Procura di Brescia ha presentato ricorso in Appello.

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