Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

Clicca sulla mappa e scopri quali sono le allerte in provincia di Brescia e
dintorni, dove sono presenti i beni confiscati, dove c'è stato smaltimento illecito di rifiuti o un rogo doloso. Tutti gli eventi sono tracciati e tenuti aggiornati dallo staff della rete.

19/05/16

Udienza del 16 maggio

Nicolino Grande Aracri, nel corso dell'udienza di lunedì 16 maggio, è intervenuto dal carcere di Opera per rilasciare spontanee dichiarazioni. Poco prima era stato ascoltato come testimone un ispettore dello SCO della Questura di Brescia, su fatti riguardanti Francesco Lamanna.

Articolo della Gazzatte di Mantova:

NIcolino Grande Aracri
BRESCIA. «Non sapete quello che dite. Parlate di cose che non conoscete. E quel Cortese, il pentito, mente. Lo dimostro con i documenti, ho tutte le carte».Nicolino Grande Aracri, il boss della cosca cutrese, è intervenuto ieri mattina in videoconferenza dal carcere di Opera all’udienza del processo Pesci, che lo vede imputato con altre 15 persone per associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsioni e minacce con lo scopo, secondo la procura antimafia bresciana rappresentata dai Pm Claudia Moregola e Paolo Savio, di mettere radici ai tentacoli allungati da tempo nel tessuto economico e politico mantovano. Se questo è il quadro accusatorio, costruito dalle indagini dei carabinieri del reparto investigativo di via Chiassi, supportate da una mole imponente di intercettazioni ambientali e telefoniche, oltre che dalle testimonianze delle vittime delle estorsioni, il chiodo fisso delle difese, Luigi Antonio Comberiati ieri in prima linea, punta a smontare l’attendibilità dei testimoni, da una parte, e il legame del boss con Mantova. Solo una volta mostrato quel filo più esile, ritengono gli avvocati degli imputati, l’intero quadro delle accuse potrebbe rivelarsi inconsistente.
Ieri si sono seduti al banco dei testimoni un ispettore dello Sco (Servizio centrale operativo) e un imprenditore cremonese vittima di estorsioni, che ha raccontato di essere stato tenuto sotto scacco da due individui: secondo l’accusa si tratterebbe di Francesco Lamanna, il referente del boss per il Cremonese, amico-nemico del muratore Antonio Rocca, di stanza a Borgo Virgilio, e di Salvatore Muto. Un riconoscimento che i difensori non hanno avallato. Un terzo testimone citato dai pm non si è presentato e il giudiceGianfranco Villani ne ha disposto l’accompagnamento coatto alla prossima udienza. Rinviata al 13 giugno la consegna delle trascrizioni delle intercettazioni da parte dei periti. (r.c.)

Nessun commento:

Posta un commento

Per evitare SPAM o la condivisione di contenuti inappropriati ogni commento verrà visionato da un moderatore prima della pubblicazione.