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01/05/16

Processo Pesci a Brescia: assolto Antonio Muto


di Rossella Canadé su La Gazzetta di Mantova



MANTOVA. Oggi a Brescia erano cinque gli imputati, ma tutti gli occhi erano puntati su di lui. Era il giorno della sentenza per Antonio Muto, alla sbarra con rito abbreviato nel processo Pesci. Accusato di concorso esterno all’associazione mafiosa, l’imprenditore trapiantato da anni a Curtatone, con affari nei più grossi cantieri edili della provincia, è considerato dai Pm Claudia Moregola e Paolo Savio l’anello di congiunzione tra il boss della ’ndrangheta e il mondo degli affari e della politica mantovana, grazie al suo legame con l’ex sindaco Nicola Sodano, che Muto, tra l’altro, avrebbe coinvolto nella tresca per far togliere il vincolo di inedificabilità al piatto ghiotto di Lagocastello.

Invece Muto è l'unico assolto, perché il fatto non sussiste, oltre a Josè Antonio Da Silva, accusato di aver ripulito un assegno sporco. Tutti condannati, invece, gli altri imputati: sei anni al pentito Paolo Signifredi,condanna a nove anni e quattro mesi a Francesco Lamanna, a cui è stato riconosciuto il 416 bis cioè associazione mafiosa ma non le estorsioni per cui è stato assolto; otto anni e duemila euro di multa ad Alfonso Martino cui sono state riconosciute associazione mafiosa ed estorsione (venerdì scorso è stato condannato ad altri nove anni nel corso del processo Aemilia).
Il giudice di Brescia comunque ha riconosciuto l'esistenza di una organizzazione mafiosa che fa capo al clan Grande Aracri a Mantova.
In lacrime Antonio Muto: "Per me è finito un incubo, un anno di inferno per me e i miei famigliari. Ha vinto la giustizia. Adesso con animo diverso posso affrontare il processo a Roma, per le vicende legate a Lagocastello".
L'ALTRO FILONE. Brescia, Roma e alla fine Mantova. È stata fissata l’udienza preliminare del terzo filone del processo Pesci, che vede imputati Nicola Sodano e Domenico Laratta per il caso Fum. L’ex sindaco e il commercialista devono rispondere di corruzione per la nomina del secondo nel collegio dei revisori dell'Università in cambio di prestazioni professionali gratuite.
La corruzione commessa da Sodano, pubblico ufficiale, era stata inserita dalla Procura antimafia nel faldone principale, che mette sotto accusa le attività dell’associazione mafiosa capeggiata dal boss cutrese Nicolino Grande Aracri, ma già nella prima udienza preliminare a Brescia il Gip Vincenzo Nicolazzo aveva accolto la richiesta degli avvocati difensori di scorporare i capi d’imputazione sulle corruzioni da quelli delle estorsioni. Lagocastello il 17 giugno a Roma, quindi, con imputati Sodano, l'imprenditore Antonio Muto, l'ex senatore Franco Bonferroni, l'ex presidente del Consiglio di Stato , il faccendiere Attilio Fanini, l'ex senatore Luigi Grillo e l'intermediario Tarcisio Zobbi. E la Fum a Mantova: l’udienza preliminare è stata fissata per il 12 maggio davanti al gip Antonella Toniolo.



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