Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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18/09/15

Rifiuti e criminalità organizzata: la Selca di Berzo Demo

Dal resoconto stenografico delle audizioni della Commissione Parlamentare d'inchiesta sullo smaltimento illecito dei rifiuti avvenute a Brescia il 16 Giugno 2015.

PIER LUIGI MARIA DELL’OSSO, Procuratore generale di Brescia:
 L’ex Selca è una società che ha sede nell’alta Val Camonica, a Berzo Demo, un piccolo comune, che operava nel settore dello smaltimento dei rifiuti. Probabilmente, è ignoto, ma vale la pena saperlo, che quella che oggi chiamiamo Selca, sito e impresa, ha avuto una serie di vicissitudini. Bisogna seguire la storia se si vuole avere un una conoscenza adeguata per poi contrastare i fenomeni criminali. Prima lo stesso sito era della Union Carbide Corporation, che dal 1966 al 1990 ha tranquillamente sversato ingenti quantitativi di sostanze pericolose, costituendo gli accumuli nei tempi che vi ho detto. Dal 1990 al 1994 è subentrata la UCAR Carbon Italia, la quale ha fatto le stesse cose.

PRESIDENTE. Scusi, dove ha sversato? Nelle falde risulta…

PIER LUIGI MARIA DELL’OSSO. Ha sversato nei luoghi dove si trovano adesso i rifiuti della Selca. Nel terreno del sito.
Sempre più. parliamo, infatti, di stratificazione, di aumenti, tanto che, come dicevo, a Montichiari ci sono le colline.
Successivamente è subentrata la Gravitech, per arrivare alla Selca. Quelli che hanno preceduto hanno già fatto la loro parte nel creare una situazione assolutamente indegna del territorio di un Paese civile. La Selca ha poi cominciato a trattare illecitamente rifiuti tossici, ma presentandosi come un’azienda super specializzata. La realtà è che tutta questa specializzazione non l’aveva, questi rifiuti tossici non erano trattati adeguatamente, non ha mai avuto la disponibilità di attrezzature, macchinari e impianti che potessero abbattere in qualche modo significativo la pericolosità dei rifiuti tossici che importava. C’è da dire già questo per quanto riguarda la Selca. Inoltre, risulta che rivendesse stabilmente e continuativamente dal 2005 alla data della chiusura dello stabilimento – poi ne è stato dichiarato il fallimento cinque anni dopo – i medesimi rifiuti tossici come materie prime secondarie in dettaglio quali combustibili ad acciaierie e cementifici, molti dei quali nell’area bresciana e non nel nord del Paese, provocando in questo modo, come credo non sfugga alla loro attenzione, la dispersione in atmosfera delle sostanze pericolose già deterioratesi un po’ dappertutto. Dell’ex Selca è stato poi dichiarato il fallimento per decozione, per essere in stato di insolvenza nel 2010

[...]

PRESIDENTE. Scusi se la interrompo, ma prima che inizi con la Caffaro, sapevamo gran parte delle cose che ha detto, ma ci interessa approfondire sull’ex Selca l’eventuale esistenza di infiltrazioni criminali.

PIER LUIGI MARIA DELL’OSSO. Sì, ci sono infiltrazioni criminali. La sua domanda è molto appropriata per il discorso che sto facendo. Tenete presente che nel distretto e in questo settore, cioè quello dello smaltimento di rifiuti, con teorie di camion che vengono dalla Campania e da mille altri posti a Brescia, la presenza della criminalità organizzata, che qualcuno aveva ipotizzato, in maniera scherzosa evocato, è un’assoluta costante. Sappiamo benissimo che il movimento terra in tutto il territorio nazionale è tra le attività più appetite, e quindi praticate, da parte della criminalità organizzata. Mi riferisco non solo alla ‘ndrangheta o a Cosa nostra, alla ‘ndrangheta però in primo piano, ma anche alla camorra, perché questa è l’effettiva situazione. Orbene…

PRESIDENTE. Mi scusi, ma lo dice perché sono in corso dei processi, ci sono state delle sentenze?

PIER LUIGI MARIA DELL’OSSO. Esattamente. Lo dico non con fare giornalistico informativo, ma perché ci sono dei processi delle sentenze e, soprattutto – mi dà uno spunto di cui le sono grato – delle investigazioni in atto di particolare importanza.
Quando sono arrivato a Brescia come procuratore generale provenendo dalla Direzione nazionale antimafia, dove ero procuratore nazionale antimafia vicario, mi sono reso conto delle emergenze di cui vi ho parlato, ma anche della necessità di pianificare una politica criminalistica investigativa che affrontasse fenomeni che si possono affrontare soltanto in un’ottica di questo tipo.
Ovviamente, le investigazioni sono svolte dalle procure della Repubblica, quelle specialistiche dalle procure distrettuali, il che non elide l’apporto che prezioso che può arrivare e arriva spesso dalle procure circondariali, perché ci sono i reati spia, che a saperli individuare, sono di grande importanza anche per approfondire, inquadrare e fotografare organizzazioni criminali e dedite allo smaltimento dei rifiuti.
Esaurisco l’argomento in due battute. Nell’ambito delle riunioni endodistrettuali che convoco sistematicamente quasi tutti i sabati con i procuratori del mio distretto e con i sostituti procuratori generali del mio ufficio, ovviamente si trattano tutti gli aspetti più importanti dell’investigazione, delle forze investigative e via discorrendo, ma si trattano anche e soprattutto i grandi temi che richiedono l’apporto integrato e sintonico di tutte le procure.
Queste, quindi, sono su questo versante anche grazie a questi incontri diretti attraverso i quali si possono scambiare opinioni e concordare azioni in tempo reale – ho risposto prima, ma rispondo in maniera più conchiudente – soprattutto contro la criminalità organizzata, l’usura organizzata, piaga del bresciano in cui c’è anche la criminalità organizzata, avverso lo smaltimento illecito dei rifiuti, che ha assolutamente un che di organizzato e di estremamente allarmante.
Nel 2009 un’impresa australiana ha mandato decine di migliaia di tonnellate attraverso dei container alla Selca. Nelle fotografie potete vedere che si tratta di rifiuti molto pericolosi e nocivi, altrimenti l’impresa australiana non avrebbe fatto attraversare due oceani a questi rifiuti per farli approdare a Porto Marghera e poi a Berzo Demo. Ci troviamo, quindi, di fronte a problemi di grande impatto anche internazionale.
Mi sono reso conto della difficoltà dei controlli, ma è un fatto che la Tomago Aluminium Company, con sede in Australia, era la mittente di questi materiali. Molto probabilmente, essendo l’Australia agli antipodi, lì non erano stati fatti – io non ero qui – quando si è cominciato a procedere contro degli amministratori dell’ex Selca, ma altre indagini sono tuttora in corso nell’ambito della piattaforma investigativa che richiamavo. Sarà, però, interessante vedere gli esiti, perché per quanto riguarda le mie competenze ho già avviato indagini su quest’impresa australiana, perché in Australia la ‘ndrangheta c’è, contrariamente a quello che gli australiani pensavano. 

PRESIDENTE. Proprio per dare lo spessore che merita in questa Commissione, mi piacerebbe, visto che ha parlato di indagini e sentenze, che ci lasciasse la documentazione, magari non delle indagini, che forse sono in corso, ma di queste sentenze e dei nomi dei soggetti interessati.

PIER LUIGI MARIA DELL’OSSO. Credo che le sentenze siano tutte specificate nelle relazioni che vi sono state presentate.

PRESIDENTE. Non per infiltrazioni camorristiche e mafiose.

PIER LUIGI MARIA DELL’OSSO. Per le infiltrazioni, se ne avete proprio bisogno, tenete presente che sono in corso le più rilevanti e delicate investigazioni.
Per darle la misura della delicatezza e dell’importanza, un questore del distretto ne è stato allontanato precipitosamente.
Ribadisco che ci troviamo di fronte a questioni delicate. Se le investigazioni vengono effettuate in una certa maniera e sono in corso, nell’arco di qualche mese vedrete comunque i vari step che a mano a mano si completeranno.
Qui ci troviamo di fronte a esponenti della criminalità organizzata, e quando parlo di criminalità organizzata mi riferisco per esempio a dei cutresi.
Mi ero riservato l’argomento per parlarvi di Bergamo e di Cremona, perché immagino che di Brescia si sia parlato, forse meno, perché la procura di Brescia si occupa di Brescia, quella di Bergamo di Bergamo, quella di Mantova di Mantova e così via. Di sentenze c’è un numero anche di definitive e di procedimenti in corso, ma già con primo grado o con altro.

[...]

PRESIDENTE. Per quanto riguarda l’ex Selca, ha detto, come abbiamo verificato, che nonostante il curatore, tra l’altro indagato…

PIER LUIGI MARIA DELL’OSSO. Ah, sapete che è indagato.

PRESIDENTE. Sì. Non è stato speso un euro per la bonifica.

PIER LUIGI MARIA DELL’OSSO. Nonostante ne abbia…

PRESIDENTE. A noi, però, risulta che anche la Cassazione abbia dato come indirizzo, rifacendosi all’Europa, quello di privilegiare la bonifica. Da quanto avete verificato, secondo lei quali sono i motivi che impediscono di muovere un euro per la bonifica?

PIER LUIGI MARIA DELL’OSSO. Da parte del curatore?

PRESIDENTE. Sì.

PIER LUIGI MARIA DELL’OSSO. Gli stessi che hanno portato non voglio dire a incriminarlo, ma a metterlo nella posizione che a loro è già nota, e cioè evidentemente il fatto di voler favorire determinati altri utilizzi. Magari ci saranno dei creditori e andremo a verificare. È per questo che ho voluto che l’indagine avesse…

PRESIDENTE. Sono prevalentemente banche i creditori o che altre figure?

PIER LUIGI MARIA DELL’OSSO. Possono esserci creditori legati alla criminalità organizzata o a usurai o via discorrendo. Questa può essere una delle spiegazioni, ma ovviamente nel momento in cui si inizia un’indagine nei confronti di un’attività qualifica, credo che ci siano diversi milioni di euro di liquidità a disposizione…

TOMMASO BUONANNO, Procuratore della Repubblica di Brescia:
Per quanto riguarda il fallimento Selca, c’è un procedimento penale per bancarotta fraudolenta, che si è concluso con un avviso ai sensi dell’articolo 416-bis.

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