Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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15/07/15

LE STORIE DI ANTIMAFIA RICONOSCIUTE O ANCORA DA DEFINIRE IN CITTA'

E' con piacere che pubblichiamo il testo di Erica Ferri, studentessa del Liceo "De Andrè" di Brescia, pubblicato nella sezione Scuola del portale Repubblica.it.
Tratto da scuola.repubblica.it:
Il documentario “La Leonessa e la Piovra” è un’inchiesta giornalistica realizzata da Fabio Abati e Igor Greganti che ci racconta quanto le mafie siano presenti nel territorio bresciano, attraverso racket, usura, traffici illeciti, riciclaggio, con interviste a esponenti dell’antimafia e a commercianti e imprenditori che ne sono stati vittime.
Dimostra senza ombra di dubbio la presenza delle mafie italiane a Brescia, che essendo una città ricca e molto produttiva, attira la criminalità organizzata che qui reinveste, grazie ai colletti bianchi e all’edilizia, i profitti della droga e controlla il territorio tramite le estorsioni e l’usura.
Alcune vittime che hanno denunciato la propria storia la raccontano e ci fanno capire quanto purtroppo sia semplice ritrovarsi invischiati in questa situazione.
Mi ha molto colpito nel suo piccolo la storia di un piccolo imprenditore valtriumplino che per poter far fronte a debiti di modesta entità, parliamo di 6 mila euro si è trovato a doverne pagare 60 mila e a vivere ancora nella paura.
Mi ha colpito perchè potrebbe succedere a chiunque non si parla di grandi interessi ma di persone in difficoltà che si ritrovano a chiedere aiuto e lo trovano in persone che senza scrupoli ne approfittano.
Quando si parla di Mafia si pensa a qualcosa di lontano da noi, radicato nelle regioni del Sud Italia.
I giornali di questi giorni ci ricordano che è più vicina di quanto noi immaginiamo.
Oggi le mafie non sono solo un’organizzazione che controlla il territorio con la forza, ma un complesso organismo che si è infiltrato in tutti i rami della società
La nuova generazione di mafiosi mette a frutto le conoscenze informatiche, finanziarie e gli studi intrapresi.
Non è più composta da un’accozzaglia di meridionali che se ne va in giro a delinquere per l’Italia.
Ne fanno parte imprenditori e politici che con essa collaborano, ne coprono le attività e si fanno sottomettere senza denunciare.
Insomma: ormai è stabilmente insediata al nord.
La sua presenza e diffusione è certa fin dagli anni 80.
Ma non si era sempre detto che la mafia al nord non esiste?
I giornali di questi giorni ci ricordano che un ristorante bresciano, a Cologne, è stato sequestrato in un blitz antimafia e che con cave e tangenziale sud fanno affari d'oro.
Segni di speranza arrivano dalle numerose manifestazioni di solidarietà a Magistrati e Forze di Polizia, le iniziative culturali, i dibattiti, perchè fanno pensare a una presa di coscienza collettiva che fa ben sperare per il futuro .

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