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17/07/15

Criminalità tra Sebino e Valcamonica, tra gli indagati anche 3 funzionari comunali

Ancora una volta Gezim Sallaku, ex Presidente del Darfo Calcio, nel mirino degli inquirenti (qui il post sul precedente arresto).
Gravissime le accuse per i 10 indagati: associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari, riciclaggio, bancarotta fraudolenta e reati contro la pubblica amministrazione.
Gli articoli tratti da brescia.corriere.it:

Anche tre funzionari pubblici sono coinvolti nell’inchiesta della Procura di Brescia per reati tributari, che ha portato all’arresto di tre persone e all’ obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Indagati esponenti dei comuni bresciani di Pisogne, Piancamuno e Sale Marasino che devono rispondere a vario titolo di turbativa d’asta e abuso d’ufficio. Per gli inquirenti avrebbero concordato con uno degli arrestati, Gezim Sallaku presidente della locale squadra di calcio Darfo Boario e imprenditore nel settore edile, le offerte da presentare in alcune gare d’appalto. 
«Abbiamo estirpato un cancro che stava contaminando il tessuto economico dell’Alto Sebino», ha spiegato il colonnello Giuseppe Arbore, comandante della Guardia di Finanza di Brescia. Nell’operazione le Fiamme gialle hanno sequestrato dieci aziende, novantadue immobili, un motoscafo e 32 vetture per un valore complessivo di 8 milioni di euro di beni. 
Dieci imprese, novantadue immobili, trentadue autovetture, un motoscafo e milioni di euro. Ecco il «bottino» sequestrato dalla Guardia di Finanza di Brescia dopo una maxi-operazione che ha coinvolto 120 militari in 30 perquisizioni nelle province di Brescia, Bergamo, Milano, Vercelli e La Spezia. E’ stata sgominata una banda criminale italo albanese che dominava gli appalti pubblici del lago d’Iseo e più in generale delle province di Bergamo e Brescia grazie alla collaborazione di amministratori locali (Tre funzionari pubblici di Sale Marasino, Pisogne e Piancamuno sono accusati di turbativa d’asta e abuso d’ufficio) professionisti e funzionari di banca. 
Due i volti noti condotti in carcere:i fratelli Sallaku Saimir e Gezim, quest’ultimo presidente del Darfo Boario calcio e già sotto la lente della giustizia lo scorso aprile per estorsione è truffa. Era stato scarcerato dopo pochi giorni, per lui si riaprono le porte dell’istituto penitenziario. 
Nel mirino sono finiti dieci soggetti per i quali è scattata un’ordinanza di custodia cautelare. Devono rispondere (tra le altre cose) di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari, riciclaggio, bancarotta fraudolenta e reati contro la pubblica amministrazione. Il sistema adottato dal sodalizio è stato ricostruito dai militari: accumulavano ingenti provviste di denaro mediante le sistematiche compensazioni di crediti tributari inesistenti con debiti fiscali e oneri contributivi dovuto, nonché con lo svuotamento di società decotte a beneficio di altre imprese neo-costitute, operanti nel settore alberghiero. La condotta ha creato un danno considerevole ai creditori, rappresentati principalmente dall’erario e dagli enti previdenziali I proventi illeciti accumulati sono stati prioritariamente reimpiegati in una riserva faunistico-venatoria ubicata ad Arborio (VC). 
Le indagini hanno permesso di ricostruire l’operatività criminale dell’associazione a delinquere, nonché di individuare una ramificata struttura costituita da diverse aziende edili, formalmente rappresentate da prestanome, ma di fatto tutte facenti capo e gestite dai citati fratelli albanesi, le quali fornivano manodopera in cantieri di rilevanti dimensioni a prezzi altamente concorrenziali.Il sodalizio assumeva il controllo di aziende edili già attive, ma in forti difficoltà economiche, grazie all’ingente disponibilità di capitali e alla contiguità compiacente e soggiacente di alcuni imprenditori, che restavano formalmente intestatari delle società. 
Tale modus operandi permetteva agli indagati di partecipare ed aggiudicarsi numerose gara di appalto pubblico, da cui altrimenti sarebbero rimasti esclusi a causa di due interdittive antimafia emesse nei confronti di società loro riconducibili. Inoltre, attraverso contatti diretti con alcuni amministratori locali dei comuni a ridosso del lago d’Iseo (Dopo le indagini sono finiti nel mirino tre funzionari pubblici di Sale Marasino, Pisogne e Piancamuno), la compagine criminale è riuscita a garantirsi l’aggiudicazione diretta di contratti pubblici mediante procedure «negoziate», per le quali non è prevista la pubblicazione dei bandi di gara. 
L’ambito territoriale di operatività del sodalizio albanese abbraccia, in particolare, il territorio delle province di Bergamo e Brescia.L’ascesa criminale ed economica degli indagati, oltre che dalla spregiudicatezza e dal particolare dinamismo criminale dimostrato, è stata di fatto resa possibile e agevolata dalla consapevole collaborazione dei «colletti bianchi»: amministratori locali, professionisti,funzionari di banca.

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