Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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18/06/15

Guadagnavano 130 milioni l’anno vendendo una tonnellata di cocaina: fermata organizzazione albanese


Beqja Altin e Beqja Fatos erano a capo di un gruppo di connazionali dedito allo spacciodi cocaina: sono stati arrestati tutti quanti con 16 chili di cocaina, armi e (tanti) contanti  
Smerciavano 20 chili di cocaina a settimana arrivando a guadagnare 5 milioni di euro al mese. Ricchi, ricchissimi: una tonnellata all’anno, 130 milioni di euro di ricavi. Si sentivano invincibili: avevano armi, auto con doppi fondi, contanti a non finire, nelle intercettazioni dicevano: «Gli sbirri non ci arrivano mai, ignoranti come sono...». Lo scorso anno era stata fermata a Firenze una donna mentre comprava 30 chili di mannite, sostanza lassativa per bambini usata anche per tagliare la cocaina. A febbraio, durante un sequestro di 3 chili di cocaina e 40mila euro «cash» andato a segno a Iseo, gli uomini della guardia di finanza si erano insospettiti rinvenendo una sorta di contabilità settimanale.  
Arrestati tredici albanesi
Per il gruppo criminale albanese capeggiato dai cugini Beqja Altin e Beqja Fatos e che sotto di loro vedeva in posizioni di responsabilità Sokol Xheta, il parente Emirijan Beqja e Shamku Defrim, i mesi erano contati. A aprile l’arresto di un cliente albanese di Bergamo con 250 grammi di cocaina, pochi giorni dopo scattavano le manette a due connazionali di Tirana a Parma, presi con un chilo. A maggio, il blitz in una cascina nel parco dell’Adda e adibita a fattoria: arrestato il custode, sequestrati 10 chili di cocaina e arresti in tutta Bergamo per possesso di sostanze stupefacenti. I cugini Beqja, sentendosi braccati, hanno pensato di fuggire dall’Italia: si sono rifugiati a casa di amici, ma nei primi giorni di giugno sono stati arrestati così come tutti gli altri ricercati undici implicati nell’operazione «Refresh»

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