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30/01/15

Disastro ambientale tra Dello e Ospitaletto: arrestati 3 imprenditori

Tratto da www.bresciatoday.it:

Il Nucleo Investigativo della Polizia Ambientale e Forestale di Brescia ha arrestato tre persone, ora accusate di aver provocato un “disastro ambientale”, tre volti noti dell’imprenditoria della Bassa Bresciano. Si tratta di tre amministratori di due diverse aziende della provincia, una con sede a Dello e una di Ospitaletto.

Aziende specializzate nella produzione e nel trattamento dei cosiddetti “panni tecnici”, panni ‘speciali’ utilizzati nell’industria pesante per la pulizia e la rimozione dei residui e delle scorie. Panni che non sono ‘usa e getta’ ma riutilizzabili, e che devono essere sottoposti a delicate procedure di pulizia e sterilizzazione.

Procedure che non venivano assolutamente rispettate: gli agenti della Polizia Ambientale negli anni hanno rilevato irregolarità e illeciti continui, lungo tutta la filiera della lavorazione. Il panno da lavare, quasi contaminato, veniva lavato e pulito senza rispettare le minime norme di sicurezza.

Il rifiuto, o meglio il residuo industriale fino ad arrivare alle scorie, veniva quindi smaltito senza essere trattato. Provocando quindi un inquinamento irreversibile sui terreni circostanti, fino a contaminare anche le falde acquifere.

Gli inquirenti hanno poi rilevato violazioni sulla mancata tracciabilità dei rifiuti trattati e sul mancato controllo dei panni ‘contaminati’ che venivano trasportati. I tre imprenditori sono sotto inchiesta anche per violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro. Sono tutti e tre in carcere, in attesa di giudizio.

L’articolo di brescia.corriere.it:

Le prime segnalazioni risalgono a oltre 5 anni fa. Fu il Comune a presentare un esposto affinché si andasse a vedere cosa stava succedendo nei terreni e nella falda della Bassa per colpa di quell’azienda che scaricava trielina nella roggia. A Dello.
Gli inquirenti, adesso, presentano il conto ai vertici della Eco Noproma: una lavanderia industriale (che fino al 2010 sul suo sito si fregiava di un riconoscimento ricevuto dal ministero dell’Ambiente) che però avrebbe scaricato veleni per anni - il cancerogeno tetraclorotilene avrebbe raggiunto in prima falda fino a 23mila volte i limiti di legge. Almeno secondo l’accusa. Su ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip, in manette - e in cella - sono finiti gli ultimi amministratori (unico e di fatto) dell’azienda di Dello, e un terzo imprenditore, amministratore unico di una srl di Ospitaletto. Che altro non sarebbe che «la nuova veste» della Eco Noproma, già fallita.

Le indagini dell’Antimafia

Pesantissime, oggi, le accuse: «attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e disastro ambientale». A eseguire il provvedimento restrittivo sono stati gli uomini del Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale di Brescia, coordinati dalla Dda di Brescia. In sostanza, nell’insediamento produttivo di Dello, i panni venivano forniti alle imprese industriali e, dopo l’utilizzo, ritirati (pieni di oli e idrocarburi) per il lavaggio e riconsegnati per il nuovo impiego. Ma la trielina utilizzata per sgrassarli finiva nelle rogge, e in falda, anziché essere stoccata come rifiuto speciale. A Ospitaletto, invece, in mancanza di un’autorizzazione per il lavaggio panni, la srl procedeva con la raccolta per poi conferirli ad altre società «anche non autorizzate» allo smaltimento (la più grande ha sede in Svizzera), finite nell’inchiesta, che si occupavano di ripulirli. Ma anche in questo caso le aziende agivano in contrasto alla normativa di settore «non garantendo la tracciabilità dei panni» restituiti al cliente e nel mancato rispetto dell’accordo internazionale del trasporto su strada di prodotti pericolosi, oltre che sulla sicurezza. Non da ultimo: chi noleggia deve lavare, non altri.
«Stiamo valutando se costituirci parte civile», commenta il sindaco di Dello, Ettore Monaco, soddisfatto che «la giustizia abbia fatto il suo corso». E precisa: «Con i 240mila euro conferiti dalla Regione la messa in sicurezza dell’area è già in atto. Si pompa acqua nella falda che grazie ai filtri a carboni attivi rientra pulita».

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