Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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12/11/14

Bagnolo Mella: una discarica di scorie pericolose al posto del fontanile

L’articolo di Pietro Gorlani per brescia.corriere.it:

La «terra dei fuochi» è dietro l’angolo. Ad due passi dalla città, tra Bagnolo Mella e Montirone. Laddove fino a trent’anni fa c’era un fontanile d’acqua fresca e pura i carabinieri dei Noe e l’Arpa hanno scoperto un’enorme discarica abusiva.
Dentro c’è di tutto. Scorie e polveri di fonderia, morchie oleose, fanghi industriali, lastre d’amianto. E più giù anche sacchetti d’immondizia.
«E pensare che fino agli anni Settanta il dottore consigliava ai malati di bere quell’acqua perché era particolarmente leggera» ricorda con amarezza Giannino Bonomi di Legambiente-Montirone. Il ritombamento del fontanile (lungo 700 metri, largo 15 e profondo 4) è avvenuto a metà degli anni Ottanta. Prima qualche sacco d’immondizia, poi sono arrivati i camion di scorie. «In paese dicevano provenissero da industrie del posto ma anche dalla Valtrompia» aggiunge Bonomi. Poi gli anni d’oblio. Anni nei quali molto probabilmente le scorie hanno rilasciato i loro veleni nella falda, che qui è molto superficiale. Fino all’esposto di Legambiente che ha dato il via alle indagini. Per ora il procedimento penale di scarico illecito di rifiuti pericolosi è a carico di ignoti. L’azienda di escavazione Beton Gifa - che gestisce la cava a fianco e che pochi anni fa ha acquistato parte dell’area (il resto è del comune di Bagnolo Mella) - non c’entra quindi nulla. «Certo è che se la Regione nel piano cave del 2004 avesse imposto la Via magari si sarebbe scoperto il tutto con 10 anni d’anticipo» commenta Eugenio Fasser, di Legambiente. Il problema ora (ma di casi simili ce ne sono altri in provincia) è chi pagherà la bonifica. Portare in discarica 40mila tonnellate di scorie potrebbe costare 4 milioni di euro. Soldi che un piccolo Comune non ha. «Il nostro progetto è quello di realizzare una bonifica in sito, coinvolgendo anche i cavatori e ripristinando il prima possibile i fontanili - chiude Gabriele Pellegrini (Legambiente) -. L’alternativa è tenersi per decenni il sito inquinato. Caffaro docet».

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