Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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dintorni, dove sono presenti i beni confiscati, dove c'è stato smaltimento illecito di rifiuti o un rogo doloso. Tutti gli eventi sono tracciati e tenuti aggiornati dallo staff della rete.

03/10/14

Gaetano Saffioti : l'imprenditore che ha detto no alla 'ndrangheta

-La vita:

Nasce e cresce a Palmi, piccolo comune in provincia di Reggio Calabria, in una famiglia numerosa.

Inizialmente lavora con l'impresa del padre che si occupa di produzione olearia, dal 1981 si dedica invece al settore del movimento terra (che come il settore sanità fa gola alle mafie) integrato poi dalla produzione di calcestruzzo. Un'impresa che dá lavoro a circa 50 famiglie. 
E' con l'aggiudicarsi di appalti pubblici e privati che Saffioti si ritrova a fare i conti con le richieste della 'ndrangheta. Richieste estorsive e di pizzo che sfoceranno in atti quali l'incendio di un camion di sua proprietà e costrizioni, visto che non era libero di utilizzare la propria cava per la sabbia, ma doveva comprarla per forza dalle imprese mafiose.
 Per diversi anni Saffioti è costretto a subire e pagare finché nel 2002 decide di dare una forte svolta e denuncia il tutto alla magistratura.


-La scelta di diventare testimone di giustizia e di denunciare quindi:

"Fu così che decisi di immolare sull’altare del sacrificio tutti i miei sogni, le mie aspettative di crescita, consapevole che la scelta sbagliata non sarebbe rimasta immune da una consistente quota di dolore e da un disagio sufficientemente profondo per dare un fondo di amaro anche al più solare dei sorrisi ed allo strenuo esercizio per una salvifica ironia. Ma finalmente LIBERO da questa idra, fosca,vivida piaga, presenza endemica del territorio".

L'incipit di questa frase lascia un graffio vivido nel cuore di chi legge ; sono la rabbia e lo sdegno che scaturiscono dal non voler accettare che chi si schiera dalla parte della giustizia  e del bene comune sia in qualche modo poi anche colui che sarà costretto a vivere nella paura della minaccia di morte certa o blindato in casa o che comunque debba stravolgere la propria vita lavorativa e soprattutto familiare e quotidiana.
Il paradosso per cui il vincitore ,a seguito di una collaborazione con la giustizia, sembrerebbe la 'ndrangheta viene spazzato via con la conclusione dalla quale traspare la vera forza che anima il cuore di eroi come Gaetano: la voglia di libertà e giustizia.
E' qui che deve inserirsi il ruolo di tutti noi, è questo il momento di non lasciare sole queste persone e di evitare di far gravare unicamente sulle loro spalle il peso di una lotta così dura. 
«Credo che si possa e si debba cambiare, con tutto quello che ci può accadere. Si deve combattere in prima linea, in trincea a fianco di chi ne ha bisogno, e come non si abbandona un amico in difficoltà, così come non si deve abbandonare una terra e i suoi abitanti, che non bisogna fare come lo struzzo o le tre scimmiette, che se si vuole veramente si può cambiare pagina. Certo, con la volontà di tutti, in sinergia con le istituzioni, con lo Stato, ma bisogna che la gente anche quella comune, anche quella che crede di essere immune da questo fenomeno si convinca di fare la sua parte»

Con le sue dichiarazioni ha dato vita all'importante operazione di polizia "Tallone d'Achille", che ha portato all'arresto e alla successiva condanna, per associazione di tipo mafioso ed estorsione, di 43 esponenti delle 'ndrine dei Bellocco, Piromalli e Gallico.

Attualità:

Poche settimane fa la ditta di Gaetano Saffioti ha assolto il compito che nessuna ditta aveva ancora avuto il coraggio di fare. Tra il 16 e il 17 Settembre ha infatti avuto luogo la demolizione della casa confiscata ben 11 anni fa alla potente 'ndrina di Rosarno dei Pesce.

Nel link che segue potrete leggere l'intervista rilasciata da Gaetano al blog di "Giustizia Giusta"
http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&task=view&id=2813&Itemid=80


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