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02/08/14

Operazione nightclubs, il riesame conferma gli indizi


Due settimane fa un'operazione dei carabinieri della compagnia di Chiari aveva portato al sequestro di due locali notturni e di una sala bingo e soprattutto all'arresto di 11 persone, tra le quali due carabinieri, con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. Ne avevamo già scritto qui e qui e oggi riportiamo la notizia che i giudici del riesame hanno confermato gli indizi di colpevolezza che avevano portato in carcere sei persone.

Di seguito l'articolo di Wilma Petenzi per il Corriere della Sera Brescia:


Per le difese non ci sono prove sufficienti, ma per i giudici del riesame gli indizi di colpevolezza che hanno fatto finire in cella sei persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione (compresi due carabinieri) ci sono. I sei erano finiti in manette per un presunto giro di squillo all’interno dei night Burlesque di Rovato, Lap 69 di Mazzano e il Red Beer di Rivarolo Mantovano. E i giudici hanno respinto la richiesta di revoca della custodia cautelare avanzata nei giorni scorsi dalle difese, ad eccezione della richiesta per Giuseppe Papaleo, accusato di tentata estorsione. L’imprenditore residente a Predore, in provincia di Bergamo, ma originario della Calabria era accusato di aver estorto 160mila euro a Rossi e di essere stato il mandante di una spedizione punitiva contro il Burlesque. L’avvocato, davanti ai giudici del riesame, ha sostenuto che Papaleo vantava un credito nei confronti del precedente proprietario e la famiglia Rossi, durante la trattativa, si era accollata anche i debiti. Restano invece in carcere Gianbattista Rossi, il figlio Michele, il carabiniere Fabrizio Sgrò, Emanuele Risari e Mauro Pocorobba: i giudici hanno respinto la richiesta di revoca. Respinta anche la domanda posta dalle difese di attenuare la misura concedendo gli arresti domiciliari. Respinta anche la ricusazione presentata dall’avvocato Alessandro Mainardi (difensore dei Rossi) nei confronti di due giudici su tre, perché si erano già espressi su sequestro di uno dei night finito nel fascicolo dell’inchiesta.

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