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10/03/14

A Brescia la Commissione regionale antimafia

Ha preso il via Venerdì il viaggio con il quale la Commissione regionale antimafia, presieduta dal bresciano Gian AntonioCommissione regionale antimafia a Brescia Girelli, intende monitorare il territorio per approfondire il grado di infiltrazione della criminalità organizzata, ma anche scoprire e conoscere le varie realtà antimafia presenti nelle diverse Province.
Prima tappa a Brescia, e non si tratta certo di un caso visto che, dati alla mano, siamo secondi solo a Milano in quanto a presenza mafiosa.
E’ stata una giornata ricca di impegni per i Consiglieri membri della Commissione, che nell’arco di poche ore hanno incontrato il Procuratore Generale, il Prefetto ed esponenti del mondo associativo e sindacale (qui gli articoli di Bresciaoggi e Giornale di Brescia).
Abbiamo trovato molto positiva, ma soprattutto utile, questa iniziativa grazie alla quale si è creato un tavolo di lavoro molto promettente.
Ci sono tanti modi di fare antimafia, ogni realtà si batte sfruttando le proprie capacità e competenze. Ma è importantissimo che si crei un fronte comune tra Istituzioni, sindacati, media e società civile che possa lavorare compatto su tematiche di interesse generale.   
Da questo primo incontro sono scaturiti numerosi spunti di riflessione ed anche qualche proposta interessante, per questo motivo auspichiamo (e siamo convinti sarà così) che si tratti dell’inizio di un lungo percorso  che ci permetta, insieme alla Commissione, al Comitato cittadino, ai Sindacati, ed alle altre associazioni, di essere sempre più efficaci e concreti nella lotta alla criminalità organizzata. 

Di seguito un sintetico report dell’incontro avvenuto nel pomeriggio al “Pirellino” di via Dalmazia:

Introduzione (Gian Antonio Girelli)

Le finalità dell'incontro sono di quelle di concretizzare il contrasto alla criminalità organizzata tessendo rapporti con le realtà territoriali; Si sta avviando una serie di incontri nei vari territori, tanto più sono periferici tanto più è importante essere presenti. Brescia è una delle realtà maggiormente compromesse. Oggi, prima dell'incontro con le associazioni, si sono svolti gli incontri con il Procuratore generale, il Prefetto e rappresentanti delle forze dell'ordine.

La realtà associativa è importante, è importante tessere rapporti con cittadini organizzati, creare una rete fra le Istituzioni e associazionismo. Il venirne meno indebolirebbe il contrasto.

Un proposito prossimo è la creazione di un portale in cui mettere a disposizione di chiunque fosse interessato tutto il materiale che mano a mano si raccoglie sul territorio.

Il ruolo delle associazioni:

1) Concreto: formare gli amministratori locali; si auspica la nascita di un percorso formativo.

2) Obiettivo vero e proprio: spetta alla politica e al cittadino far crescere una vera cultura antimafiosa, tramite rapporti con i mondi della scuola e del lavoro (impresa e sindacato).

Il lavoro che si svolgerà consisterà in una presentazione delle varie associazioni e da domande da parte dei Consiglieri presenti.

Presentazione

1)Comitato della legalità (dr. Porqueddu)

Allibito dalla dichiarazioni del sindaco di Opera che disse che la sua realtà è esente dalla presenza mafiosa.

Desidera fare un appello alla scuola per una cultura della legalità e che la politica impari a comunicare certi allarmi a dovere.

Infine auspica che la Regione Lombardia stabilisca contatti con Bologna visto l’ottimo lavoro che la Regione Emilia Romagna sta svolgendo nel campo antimafia.

2)Rete Antimafia

I cittadini devono avere la possibilità di rivolgersi ad istituzioni attente al tema.

Proposte:
-provare ad unire associazioni, sindacati e Istituzioni in un progetto atto ad istituire uno sportello che possa in maniera efficacie aiutare le vittime di usura, con a disposizione le competenze necessarie (avvocati, psicologi).

-collaborare con le amministrazioni per l’elaborazione di protocolli di intesa volti a monitorare la gestione di appalti e sub-appalti (es. protocollo di Merlino)

Sottoposta la questione dell'assenza della Dia sul territorio bresciano.

3)Comitato Antiusura della Val Trompia

Non è nato facendo attività tipica delle associazioni ma meramente mettendo a disposizione un numero di telefono al cittadino. Il piccolo imprenditore vittima di usura non sa a chi rivolgersi.

L'esperienza del comitato nasce rivolgendosi ai vari comini della Val Trompia. Rispondono in tre coi quali comincia la collaborazione. In sette anni circa 600 telefonate di cui solo in 4 sono passati allo step successivo, ossia la denuncia formale ( quattro persone di cui tre imprenditori e un privato cittadino). Collaborando con associazioni ( Rete Antimafia e Libera) il comitato comincia ad andare nelle scuole per educare all'uso corretto del denaro. "Usura è direttamente collegata al mondo del lavoro"

Fondo antiusura--> la legge prevede solo per chi ha la partita Iva ma non al privato cittadino. Perchè questo limite? Richiesta: allargare ai privati cittadini.

4)Libera

La memoria delle vittime di Mafia: impegno quotidiano nel ricordo.

I beni confiscati sono strumento per arrivare al bene comune. I nuclei di supporto presso le prefetture organizzano forum sulla prassi della buona gestione di beni confiscati(in Lombardia oltre il 70% riutilizzati). Richiesta di rimpinguare il Fondo Regionale per la gestione previsto dalla legge 9/2011

Sportello SoS giustizia per l'accompagnamento alla denuncia.  Libera Brescia è il motore lombardo dato che nemmeno a Milano c'è ancora.

Biblioteca della legalità (inaugurazione del 28 maggio) presso la scuola media Kennedy. Lo scopo è di riempirla di contenuti, cioè che diventi un centro informativo, centro studi e di documentazione,  ossia una sorta di laboratorio.

Educazione alla legalità nella scuole-->non più rifinanziato il bando regionale per il 2014

Antimafia e anticorruzione-->la corruzione fa da contesto politico e sociale preparando terreno utile per infiltrarsi. Richiesta che commissione si spenda  per rendere trasparente l'attività regionale.

Fase delle domande e dei pareri dei consiglieri

1) Gian Antonio Girelli

Il suo desiderio è che la commissione si trasformi da commissione speciale a commissione permanente.

Il nostro territorio sta subendo una perdita di competitività causato dalla presenza della Mafia.

" non c'è un'omertà diffusa, piuttosto un' indifferenza diffusa". L'ambiente culturale non ha saputo reagir nella maniera giusta. Con la Mafia non si può avere a che fare, non si possono fare affari.

Un proposito è organizzare una seduta del consiglio regionale sul tema per rivisitare la normativa regionale, cioè capire quello che bisogna fare per riequilibrarla.

Talvolta le istituzioni non conoscono quante associazioni si battono con azioni importanti.

Un altro proposito è compiere un percorso della  legalità coinvolgendo magistrati e forze dell'ordine  con  l'auspicio che diventi tradizione.

Sul tema D.i.A. ribadisce l'impegno in proposito e che ci sarà un ulteriore mozione. Non è più rinviabile e lo dicono tutti, dalla Procura alla Prefettura , dalla Regione al Comune, oltre che alle associazioni.

2)Mario Barboni

Obiettivo è capire come la mafia lavora sul territorio, che percezione ha il cittadino e come si può fare cultura antimafia.

3)Marco Bizzoni

Consigliere che viene da Rho dove si era candidato alle amministrative e aveva rifiutato l'offerta di un pacchetto di voti  perdendo le elezioni. In seguito il gruppo di 'ndrangheta che lo avvicinò fu bloccato dalla Bocassini. Ha l'intenzione di organizzare un tour per convegni culturali con cui divulgare dati che man mano si raccolgono.

4)Silvana Carcano

Il fondo antiusura è tematica di giunta e M5s farà interrogazioene.

La politica si è autolimitata e si autolimita. Limiti che devono essere tolti. Occorre indagare e sfruttare il potere comunicativo.

L'atto istitutivo della commissione deve essere modificato per ampliarne i poteri poichè ora mancano strumenti. D'altro canto sfruttare di più i poteri che già ci sono per fare emergere questioni. La politica sottovaluta il suo stesso potere, su expo ci sono tante questioni che si dovrebbero urlare, invece se ne parla poco e timidamente.

Per quanto riguarda i Beni confiscati si aveva intenzione di istituire un'agenzia a livello regionale, ma progetto sfumato poichè incostituzionale.

Per quanto riguarda l'anticorruzione la legge 190 è povera, prevede un piano triennale di prevenzione ma non sui politici; dovrebbe essere allargata anche a loro.

5)Giampietro Maccabiani

Domanda 1: com'è il rapporto delle associazioni con i cittadini e quanto sentono elevato il grado di disattenzione.

Domanda 2: si è parlato tanto di cultura della legalità ed è bello, ma fino a che punto è utile?

6)Fabio Rolfi

Questione 1: Com'è il rapporto con le scuole;

Questione2: Bene confiscato di via Corsica in una zona centrale denota la serietà del tema;

Questione3: Per la Dia a Brescia è lo Stato competente ma è debole;

Questione 4: Qual’è il rapporto fra le varie associazioni?

7)Michele Busi

Per quanto riguarda il livello bresciano vuole sapere:

-La consistenza del fenomeno usura;

-quali sono le zone più a rischio;

Auspica che si faccia formazione per gli aspiranti amministratori.

Sono seguite le risposte degli esponenti delle varie associazioni, ma il limite del tempo non ha permesso di approfondire, per ora, tutte le questioni emerse.

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