Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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19/02/14

Usura ed estorsione in Provincia: arrestati due calabresi

Qualche considerazione su questa ennesima vicenda di usura emersa sul nostro territorio:
prima di tutto da notare come sia stato necessario per le indagini il contributo della DIA milanese. Si fà sempre più pressante l’esigenza di un distaccamento DIA anche nella nostra città, un tema che abbiamo già abbondantemente approfondito (qui).
In secondo luogo è essenziale prendere consapevolezza di quanto i fenomeni pizzo ed usura stiano prendendo sempre più piede sul nostro territorio, specialmente in un periodo in cui a causa della crisi molte persone versano in difficoltà economica e non trovano il giusto supporto dagli Istituti di credito (che anzi, talvolta, indirizzano le vittime fra le braccia degli strozzini).
E’ di fondamentale importanza lavorare sia sulla sensibilizzazione riguardo questo fenomeno (qui la nostra proposta), sia sul sostegno alle vittime, che spesso sono costrette ad affrontare in totale solitudine il difficilissimo percorso della denuncia.

Da brescia.corriere.it:

Prestavano soldi a piccoli imprenditori strozzati dalla crisi, ai quali le banche chiudevano le porte in faccia. Ed esigevano dalle loro vittime interessi del 100%. Gli strozzini, due imprenditori calabresi residenti sul Garda e nell’Ovest bresciano sono stati arrestati dalla polizia di Brescia, con il supporto della direzione investigativa antimafia di Milano di Milano (sono il 48enne Giuseppe I. ed il 46enne Antonio L.).
L’indagine, coordinata dal pm Alberto Rossi, inizia dall’ sos della moglie di un imprenditore , vittima di un episodio di usura. La donna ha capito i rischi che stava correndo il marito quando è rimasto coinvolto in un gravissimo incidente stradale. Nella denuncia raccontava che il marito, socio in uno studio di progettazione, con sede nella zona del Garda, trovatosi in difficoltà a seguito della crisi economica, e non riuscendo ad ottenere il finanziamento dagli Istituti di credito, si era rivolto ad un imprenditore calabrese dimorante sul lago di Garda conosciuto per motivi di lavoro, dal quale si era fatto prestare somme di denaro, pattuendo in cambio la corresponsione di interessi mensili pari al 50% della somma inizialmente elargita (50mila euro). Nel giro di pochi mesi, ovvero da luglio a novembre, ne aveva restituiti come interessi più del doppio: 107.000 euro. Senza però riuscire ad estinguere il debito. La vittima doveva rilasciare assegni in bianco a garanzia degli interessi.

LE VITTIME - Nella rete degli strozzini altri due imprenditori vicentini. Mentre le indagini hanno permesso di far emergere i ruoli anche di altri soggetti calabresi che, per conto degli arrestati, partecipavano alle attività di intimidazione nei confronti degli imprenditori usurati. Tuttavia il Gip non ha ritenuto la sussistenza delle esigenze cautelari per emettere una misura restrittiva anche nei loro confronti. Nell’ambito delle attività di prevenzione delle infiltrazioni nel tessuto socio economico della provincia di Brescia, erano già state segnalate all’ufficio competente le aziende riconducibili agli arrestati, a carico delle quali era stato emesso provvedimento di interdittiva Antimafia ex art 10 drpr 252/98 emessa dalla Prefettura di Brescia.

Dal Bresciaoggi di mercoledì 19 febbraio 2014 – PROVINCIA – Pagina 17

In Valtrompia il Comitato che sostiene chi denuncia

Difficilmente il «pubblico» riesce ad affrontare il problema andando oltre le indagini e la repressione giudiziaria. Così è il «privato» che cerca di sostenere e indirizzare le tante vittime del diffusissimo fenomeno dello strozzinaggio. Nel 2007, per esempio, è stato istituito il «Comitato antiusura della Valle Trompia»; un´associazione unica, per ora, sul territorio provinciale, nata con l´idea di fornire assistenza e supporto a tutti i soggetti alle prese con i cravattari.
Anche sul nostro territorio, e anche alla luce delle evidenti difficoltà di accesso al credito, questo fenomeno risulta in espansione. Colpa soprattutto della crisi economica che sta mettendo in ginocchio numerose aziende e tante famiglie. Con i canali tradizionali chiusi o comunque meno disponibili al rischio spuntano all´orizzonte persone e più spesso vere organizzazioni pronte a prestare soldi senza problemi in cambio di tassi di interes! se mostruosi.
«Il nostro comitato è nato qualche anno fa in seguito a una vicenda che aveva riguardato mia madre - racconta Gabriele Guerini, presidente degli anti usura valtrumplini -. Era stata indirizzata da un impiegato di banca verso uno di questi personaggi e si era trascinata per molto tempo in situazioni spiacevoli e indescrivibili. Il nostro obiettivo è quello di venire incontro alle esigenze dei cittadini facendoci carico delle loro storie e facendo da tramite con le forze dell´ordine. Non avendo a disposizione degli avvocati, noi possiamo solo ascoltare queste persone in difficoltà, aiutandole a tirar fuori il problema fino al contatto risolutivo della denuncia degli usurai».
Numeri impressionanti quelli raccolti in questi primi anni di vita: «Finora abbiamo avuto circa 700 contatti - conferma Guerini -; una media di 100 all´anno, uno ogni tre giorni». Ma il compito del comitato è anche quello di fare formazione e prevenzione all&ac! ute;interno degli istituti scolastici bresciani, restando sopr! attutto a contatto con i giovani delle superiori. «I nostri messaggi li indirizziamo a un pubblico giovane - conclude Guerini - per cercare di responsabilizzare i ragazzi a un uso corretto del denaro». A.MAFF.

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