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22/01/14

Mafia dell’Est, nel mirino anche Brescia

Tratto da quibrescia.it:

Una struttura gerarchizzata, quasi militaresca. Furti, rapine, immigrazione clandestina, omicidi e tratta di essere umani sono solo alcuni dei reati ad essa imputati. Una serie di arresti, ora, hanno sgominato un’organizzazione criminale che operava anche a Brescia.
Dopo sei anni di indagini, un’appendice della mafia dell’Est Europa che operava in Italia è stata scoperta dai carabinieri di Verona.
La direzione distrettuale antimafia di Venezia ha emesso ordinanze di custodia cautelare a carico di 34 moldavi che avevano messo radici nel Nord Italia, alcuni dei quali nel Bresciano.
L’operazione, seguita nella città scaligera da un colonnello dell’antiterrorismo moldavo ha portato, al momento, a 14 catture in Italia ed altre 8 nel paese dell’Est.
L’indagine è iniziata nel 2008, quando erano stati effettuati gli arresti di altri 36 moldavi.
Nella giornata di mercoledì 22 gennaio sono state eseguite una trentina di perquisizioni, con sequestro di materiale definito interessante dagli inquirenti.
Non è stato infatti facile per l’Arma sbrogliare la matassa dell’organizzazione, che si era ramificata tra Venezia, Padova, Milano, Brescia, Modena, Reggio Emilia, Piacenza, Bologna e Verona.
Gli uomini dell’organizzazione criminale moldava sono ritenuti responsabili di numerose estorsioni, soprattutto ai danni di autotrasportatori moldavi, di aver favorito l’immigrazione clandestina, la tratta di esseri umani, il traffico di stupefacenti, oltre che di furti, rapine, e tentati omicidi. Il tutto con introiti per vari milioni di euro.
Arrestati anche i vertici “zonali” del gruppo criminale, mentre un provvedimento ha interessato il capo dei capi, una sorta di “padrino”, al momento in carcere in Romania.
Come gran parte delle associazioni mafiose,  anche quella moldava è fortemente gerarchizzata.
I “gradi” dei vari componenti, pare,  vengono vergati sulla pelle con tatuaggi, che nelle organizzazioni criminali dell’Est Europa, secondo gli investigatori,  hanno un ruolo fondamentale. I componenti, pare,  usano anche un codice comportamentale un linguaggio convenzionale.

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