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08/01/14

Lotta alla mafia? Solo a parole. Tagliati gli stipendi della Dia

La “questione DIA” è un tema che abbiamo già affrontato più volte su questo blog.
Abbiamo parlato di quanto sia importante la Direzione Investigativa Antimafia per le indagini contro la criminalità organizzata, dei tagli agli stipendi ed all’organico che si susseguono ormai da anni, della chiusura del presidio di Malpensa, e della necessità, denunciata a più riprese dall’ex Procuratore Generale Guido Papalia, di insediare una sede anche nella nostra città (qui tutti i post).  
Col passare del tempo la situazione non solo non è migliorata, ma è addirittura peggiorata.

Da espresso.repubblica.it:

La lotta alla mafia è ancora una priorità per il governo? A parole sì, nei fatti sembra di no. Lo dimostrano i costanti tagli al bilancio della Dia, la Direzione investigativa antimafia, alle prese con una crisi finanziaria senza precedenti. L’ultimo taglio lineare riguarda il “Tea”, il trattamento economico accessorio che viene erogato ai 1.300 dipendenti della Direzione. Sino a due anni fa questa voce di bilancio - che rappresenta il 20 per cento dello stipendio - era considerata spesa obbligatoria.
Dal 2011 in poi, con le leggi di stabilità, il “tea” per i dipendenti dell’Antimafia rischia di diventare un miraggio, perché quelle somme non sono più stanziate automaticamente per legge, ma soggette alla discrezionalità dell’esecutivo che ne dispone il pagamento con successivo decreto.
Per garantire il “tea” servirebbero 10 milioni di euro l’anno, ma la somma disponibile ammonta a poco più della metà. Dal 2001 al 2012 il bilancio della Dia è passato da 28 milioni di euro a 17. La Direzione investigativa sconta anche carenze di personale: per lavorare a pieno regime la pianta organica prevede circa 3 mila tra funzionari e investigatori. In servizio ce ne sono meno della metà.
P. M.

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