Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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07/01/14

La settimana della legalità del CFAIB di Castelmella


Bellissima e molto interessante l’iniziativa proposta e condotta da un gruppo di insegnanti del Centro di Formazione Aib di Castelmella.
Sono sempre più numerosi i docenti che si impegnano ad approfondire un tema importante come quello della legalità.
Auspichiamo che questo percorso, come le tante esperienze simili condotte in altri Istituti, venga colto come esempio e che possa ispirare l’Ufficio scolastico provinciale nell’elaborazione di un progetto da inserire nei programmi ufficiali delle nostre scuole.
 
L’articolo sulla settimana della legalità pubblicato sul sito www.cfaib.it a firma Michela Arcai: 
Un percorso educativo proposto alle classi seconde
Come far capire a degli studenti di quindici anni l'importanza della Costituzione Italiana, in un periodo socio politico in cui tutti valori sembrano essere in crisi e in cui scarseggiano modelli di riferimento? I padri costituenti sono troppo lontani nella storia, i politici cambiano troppo spesso bandiera, gli eroi del mondo del calcio non sono certo un modello di legalità!
Gli insegnanti del Centro di Formazione AIB hanno deciso che l'importanza di questo messaggio superasse gli schemi preconfezionati dei programmi didattici e hanno dedicato in modo trasversale diverse ore di lezione per guidare i ragazzi in un percorso di educazione alla legalità, cercando di partire dal basso, dalla realtà di tutti i giorni. Hanno portato in classe degli esempi di convivenza civile, di eroi quotidiani di cui non si parla mai. Hanno cercato di spiegare quali sono i rischi, non così remoti, di vivere al limite, se non al di là della legge e di quanto sia facile doverne pagare le conseguenze, finendo in carcere, perdendo la propria reputazione e mettendo a rischio il proprio lavoro e, nei casi più estremi la vita propria e della famiglia.
Dopo aver letto la Costituzione nel dettaglio i ragazzi delle classi seconde hanno incontrato i volontari dell'Associazione Carcere e Territorio onlus, che si impegnano nella costruzione di un percorso educativo per i detenuti e nel reinserimento sociale di persone che hanno scontato una pena in carcere.
Hanno poi approfondito il tema delle associazioni mafiose con la visione di film sui giudici Falcone e Borsellino, su Don Puglisi e su Peppino Impastato, persone che si fatica a considerare degli eroi perchè, invece che essere al centro dell'attenzione per i gossip, sono finite sui giornali per aver perso la vita, perchè credevano fermamente nel senso della giustizia e nella possibilità che qualcosa potesse essere cambiato.
Grazie ad internet, è stato possibile anche ascoltare interviste a personaggi come Roberto Saviano, che ancora oggi si dedicano a divulgare le informazioni sull'esistenza e sulla infiltrazione delle cosche in tutti gli ambienti e in tutte le regioni d'Italia.
Inoltre sono stati invitati a scuola i volontari dell'Associazione Rete Antimafia, che hanno portato agli studenti esempi concreti della presenza di mafia, camorra e 'ndrangheta a Brescia, lasciando i ragazzi e gli insegnanti a bocca aperta davanti ai dati relativi ai beni confiscati alla mafia, ed ai numerosi casi di pizzo ed usura sul nostro territorio. 
Infine, al termine del percorso, i ragazzi di seconda si sono resi protagonisti con dibattiti, con la stesura di elaborati e con la realizzazione di cartelloni, in cui hanno dimostrato il proprio impegno e la propria creatività per rendere partecipi anche gli altri studenti dell'istituto sull'attività svolta. Per quanto si trattasse di un tema difficile e spinoso, per loro è stato entusiasmante confrontarsi con persone che, ogni giorno, lottano per poter cambiare un po' le cose, invece che trasmettere solo messaggi apocalittici e senza speranza.
"Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo" (Paolo Borsellino).







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