Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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26/12/13

Scorie sotto la A4

Da brescia.corriere.it:

In uno dei territori più inquinati d’Italia mancava solo un’autostrada dei veleni. L’Agenzia regionale per la protezione ha scoperto che la terza corsia della A4 nel tratto di Castegnato (Bs) è nata sopra una montagna di scorie industriali altamente tossiche. Il velenoso regalo di Natale è arrivato durante la realizzazione di un sottopasso per la linea ad alta velocità.

L’IPOTESI DI ALTRE SCORIE, FINO A MILANO - I tecnici dell’Arpa hanno trovato concentrazioni di cancerogeno cromo esavalente 1400 volte oltre i limiti di legge (per la falda il limite è di 5 microgrammi/litro). La scoperta apre ad interrogativi ancora più inquietanti: sotto l’asfalto della Serenissima, da Brescia fino a Milano, si nascondono altri veleni? «Domanda più che lecita» commenta la direttrice dell’Arpa Brescia, Maria Luisa Pastore: «È possibile ma per dirlo si dovrebbero effettuare nuovi carotaggi sotto altri punti dell’infrastruttura mentre ci sono analisi solo su Castegnato».Analisi che a breve potrebbero essere imposte dalla Procura di Brescia, che ha ricevuto una doppia denuncia da parte del Comune di Castegnato e dalla stessa Arpa. Se oggi è possibile utilizzare scorie industriali -opportunamente inertizzate - come sottofondi stradali, il timore di tecnici e amministratori è che nel passato, proprio per risparmiare alla voce «smaltimento rifiuti» delle aziende del territorio abbiano deciso di sbarazzarsi dei propri veleni nascondendoli sotto l’asfalto delle nascenti strade.

GLI ALTRI CASI: DA BREBEMI ALLA A 31- Anche recentemente non sono mancate scoperte simili: veleni industriali nascosti sotto i «tappeti d’asfalto» del Nord Italia. Basti pensare a i 18 chilometri dell’autostrada Valdastico (A31 ) finiti a luglio nel mirino della Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia: per realizzare la massicciata erano state utilizzate 155mila metri cubi di scorie di acciaieria non inertizzate. Tra gli indagati anche cinque bresciani, tra cui Ettore Lonati (presidente della Alfa Acciai) e Pierluca Locatelli con consorte, l’imprenditore bergamasco accusato di avere avvelenato anche il sottomanto della direttissima Brescia-Bergamo-Milano e accusato pure di aver versato una tangente a Franco Nicoli Cristiani, ex vicepresidente della Regione Lombardia. L’ipotesi di reato per cui procede la procura è di falso ideologico e traffico illegale di rifiuti in forma organizzata.

ALTRE SCORIE SOTTO LA LINEA TAV - Ritornando al caso di Castegnato , il timore di Arpa è che i veleni possano già aver raggiunto la prima falda. Per questo è stato chiesto a Cepav Due (general contractor per la linea ad alta velocità) di installare piezometri a monte e a valle della velenosa scoperta e di procedere con la bonifica. Cepav ha già in corso una bonifica 500 metri più a ovest, verso Ospitaletto: anche lì nel tracciare il percorso dei binari sono emerse centinaia di tonnellate di scorie di acciaieria. Una scoperta non «rara» purtroppo in un territorio, quello a ridosso della Franciacorta, dove (dati Legambiente) ci sono 25 discariche (tra abusive e regolari) in un raggio di dieci chilometri e 20 milioni di metri cubi di rifiuti interrati.

LEGAMBIENTE CHIEDE CONTROLLI - Silvio Parzanini, presidente di Legambiente Franciacorta, chiede all’Arpa «controlli immediati fino a Milano. Qui ne va della salute pubblica ». E chiede alla procura di accertare in tempi stretti le responsabilità di questo disastro: «Non credo sia impossibile risalire alle procedure di appalto e sub appalto per capire chi, 20 anni fa, ha realizzato questo disastro ambientale».
pgorlani@corriere.it

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