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21/11/13

A Bedizzole si uccide per strada

Da brescia.corriere.it:

Omicidio la sera di martedì 19 novembre in via Caselle a Bedizzole, dove un uomo, il 54enne Tiziano Stabile, di Rivarolo Mantovano, con precedenti penali per droga, è stato trovato accanto alla sua auto raggiunto da un colpo di pistola al torace e con la nuca squarciata da un secondo sparo. A trovarlo cosi, poco dopo le 20 , un passante, che credendolo colpito da un malore ha chiamato la centrale operativa del 118.

Quando sul posto sono giunti i soccorritori, l’uomo era cosciente, ma non parlava. I soccorsi sono stati immediati, ma al pronto soccorso della clinica Poliambulanza i medici hanno potuto fare poco per far fronte ad una situazione che si è rivelata disperata. L’uomo è morto poco. Sul luogo dell’agguato hanno lavorato a lungo i carabinieri di Desenzano e Brescia e gli uomini della sezione investigazioni scientifiche. Si indaga anche sulle amicizie dell’uomo, già conosciuto alle forze dell’ordine. L’ipotesi investigativa è che si sia trattato di un regolamento di conti legato al mondo dello spaccio. L’uomo, aveva precedenti per traffico di droga e nel 1981 fu coinvolto in un sequestro di persona. Il magistrato Claudio Pinto ha ordinato l’acquisizione di tutte le immagini delle telecamere installate in zona. Altri elementi importanti potrebbero arrivare dai tabulati telefonici. Il killer potrebbe aver commesso la leggerezza di dare appuntamento alla sua vittima lasciando tracce importanti di sé.

Aggiornamento del 23/11 da www.bresciaoggi.it. Interessante il particolare riguardante l’automobile utilizzata per l’agguato: ritrovata senza targa  abbandonata in un fosso a Rezzato.

La vittima potrebbe aver ingaggiato una colluttazione con il suo killer prima di essere freddata dai due colpi di pistola. È uno degli scenari suggerito dall'esame degli abiti indossati da Tiziano Stabile, ucciso martedì sera nel parcheggio dell'area industriale di Bedizzole. La giacca indossata dal 54enne di Rivarolo Mantovano era strappata. Un dettaglio magari insignificante, ma che non viene trascurato dagli inquirenti impegnati in un'indagine complessa, non fosse altro per l'enorme mole di indizi da passare sotto la lente.
Ci sono le immagini sfocate delle telecamere puntate sulla zona del delitto da analizzare, ma anche gli appunti disordinati trascritti dal 54enne su foglietti volanti, post-it e biglietti da visita ammucchiati nel cruscotto della sua Golf Volkswagen passata minuziosamente al setaccio, così come l'Alfa 156 ritrovata senza targa poche ore dopo l'assassinio in un fosso a Rezzato. Il legame con l'omicidio in questo caso sembra sottile come il filo di una ragnatela, ma come detto i carabinieri non tralasciano nessuna traccia. La chiave però resta lo smartphone di Stabile, non tanto e non solo perchè sembra assodato che il suo killer lo abbia attirato in trappola con una telefonata. Nell'incessante flusso di sms e di chiamate effettuate e ricevute nelle ore precendenti l'agguato si nasconde probabilmente anche il movente dell'esecuzione. La vittima è stata raggiunta frontalmente da un primo colpo di pistola calibro 7,65 al torace, poi l'omicida ha esploso un secondo sparo più ravvicinato.  Il proiettile ha in questo caso colpito la nuca del 54enne, forse quando era già carponi sull'asfalto. A completare il mosaico della dinamica saranno i risultati dell'autopsia. Gli investigatori intanto, sotto l'egida del pm Claudio Pinto, scavano nel turbolento passato della vittima che dà consistenza alla pista del regolamento di conti maturato nel sottobosco della criminalità. Nelle prossime ore è atteso il nullaosta alla sepoltura. Stabile sarà seppellito a Vho di Piadena, dove abita la mamma e un fratello.

Mario Pari

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