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11/10/13

Il nuovo Procuratore si presenta

In questa intervista di Wilma Petenzi per brescia.corriere.it la presentazione del nuovo Procuratore di Brescia, il dott. Tommaso Buonanno.

Massima attenzione ai reati ambientali, ai reati contro la famiglia e alla sicurezza sul lavoro.
Parte da questi tre punti essenziali il neo procuratore della Repubblica di Brescia Tommaso Buonanno insediatosi ieri mattina nell’ufficio al quarto piano del palazzo di giustizia di via Gambara. Buonanno torna a Brescia dopo 13 anni: dal 2006 al 2010 era stato sostituto procuratore aggiunto nel vecchio palazzo della corte d’appello in via San Martino della Battaglia. E in quegli anni ha imparato ad amare la nostra città: «Con molti colleghi di allora ho mantenuto buoni rapporti e abbiamo continuato a sentirci e vederci nonostante la distanza. Ho apprezzato fin da allora la concretezza e l’operosità dei bresciani».

Dopo aver giurato davanti al presidente del tribunale Adriana Garramone, anche sotto gli occhi dei due procuratori aggiunti Fabio Salamone, che per due anni abbondanti ha retto la procura di Brescia, e Sandro Raimondi, il nuovo procuratore ha varcato la porta dell’ufficio rimasto vuoto da quando il procuratore Nicola Pace si era ritirato per motivi di salute. Proprio come il procuratore Pace, anche il nuovo procuratore di Brescia è molto attento ai reati ambientali. «Sono un vecchio ambientalista - esordisce Buonanno - ritengo che non vadano trascurati i reati in materia ambientale perché c’è di mezzo la vita delle persone». Ambiente, lavoro e famiglia sono le priorità del procuratore senza, ovviamente, mettere in secondo piano i procedimenti di competenza della direzione distrettuale antimafia «che meritano una corsia assolutamente preferenziale, così come quelli che riguardano la criminalità economica».

Arrivato da Lecco, il procuratore non nasconde che quello a Brescia è «l’incarico più importante che ho mai avuto. Per me è una sfida - dice - sono stato scelto e ho accettato con entusiasmo. Io credo molto nel gioco di squadra e credo che chi è al vertice debba dare l’esempio». Buonanno si prepara a lavorare a ritmi intensi. Sono bastati pochi istanti, i primi incontri e ragguagli, per rendersi conto che la procura di Brescia soffre una grossa carenza di personale, soprattutto amministrativo. Ma la prima impressione è che la dotazione organica potrebbe essere sufficiente se fossero coperti tutti i posti. Ma così non è: gli amministrativi sono sotto organico in modo preoccupante e dei 21 magistrati in pianta organica tre sono stati trasferiti nel corso dell’estate e presto un altro sostituto godrà di un periodo di maternità. La pianta organica non è coperta, ma i fascicoli e le indagini non aspettano in una realtà come quella bresciana piuttosto complessa e variegata. «Parto dal presupposto che nessuno fa miracoli - dice pensando alla ricetta che potrà usare per migliorare le condizioni di lavoro e i ritmi della procura - ma sono convinto che l’esempio vale tanto e come in ogni struttura è il capo che dà l’esempio».

Lo stesso criterio Buonanno l’ha applicato nella procura di Lecco dove si è trovato per cinque anni a lavorare con l’organico al minimo, tre o due sostituti procuratori invece dei quattro previsti. «Nonostante ciò abbiamo ridotto in modo importante le pendenze, dimezzandole. Nonostante le carenze, grazie alla collaborazione delle istituzioni siamo riusciti anche a realizzare il sito web della procura, ed è l’unico ufficio con il gabinetto di medicina legale. Lecco è stata una delle prime procure in cui è stato possibile inviare da parte delle forze dell’ordine le notizie di reato con la posta certificata».
Spero di mettere a frutto l’esperienza vissuta a Lecco anche nella realtà bresciana.

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