Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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12/08/13

I tentacoli della camorra sul bresciano

Vi proponiamo questo vecchio articolo datato 2001 de “Il Mattino” segnalatoci da un amico che delinea un quadro storico abbastanza chiarodella presenza e degli interessi della camorra nella nostra Provincia.

Il Mattino 27 Settembre 2001

La lunga marcia della camorra al Nord

E' il 1978, quando l' allora latitante Raffaele Cutolo comincia a tessere l'espansione del suo progetto sanguinario di camorra centralizzata anche nelle regioni settentrionali.
In una villa di Soiano sul lago, non lontana da Brescia, uno storico summit. Oreste Pagano, Oronzio Palma, Luigi Buono, Michele Coppola, Antonio Lepre e Arturo Tiritelli giurano fedeltà ai disegni della Nco.
Dinanzi al «vangelo» dell'organizzazione: don Raffaele Cutolo, ospite, ricercato dalla polizia, nella casa di Oreste Pagano.
È a quell'episodio che gli inquirenti bresciani riconducono l'avvio della presenza dei clan camorristici nel distretto di Brescia. Quando Oreste Pagano, capo indiscusso per riconoscimento cutoliano della prima colonia di camorra nel Bresciano, decide di lasciare l' Italia, gli succedono Oronzio Palma (che poi morirà a Salò nel novembre del'97) e Luigi Buono.
Sono le premesse dell'inchiesta della Dda bresciana, che ha coinvolto il cantautore - musicista Gigi D'Alessio.
Scrive Giancarlo Tarquini, procuratore di Brescia, nella relazione inviata al Csm nel febbraio scorso: «Non siamo ancora al controllo del territorio da parte delle organizzazioni criminali, ma a presenze di gruppi: delinquenziali italiani e stranieri, che hanno instaurato tra di loro anche rapporti di collaborazione». Sulla cosiddetta «camorra bresciana», due le inchieste della Procura nel '99; ben tre nell'anno successivo.
Ora, l’ultima, sfociata negli arresti di due giorni fa.
La Dda di Brescia è convinta che nella provincia esista un'imprenditoria gestita da elementi legati a clan camorristici, attraverso una rete di «teste di legno». In un rapporto degli inquirenti, si parla di «collegamenti personali ed economici tra l'organizzazione criminale camorrista bresciana, nonchè tra membri della cosiddetta Alleanza di Secondigliano ed alcune imprese commerciali medio-piccole aventi natura lecita».
Usura, estorsioni, ricettazione, traffico di droga sarebbero le attività che danno profitti al gruppo di origini napoletane.
Un gruppo - sostengono gli inquirenti - attualmente « in stretto contatto con l'associazione criminale denominata Alleanza di Secondigliano, composta dalle famiglie camorriste campane Licciardi, Mallardo, Bocchetti, Contini, Lo Russo e Giuliano, risultate vincenti nella guerra che le vide contrapposte alle famiglie Misso e Mazzarella».
La Dda è sicura che la cocaina che passa per Napoli, che arriva al mercato della nostra città sia fornita, in «via esclusiva», dal gruppo bresciano.
Cocaina, ma anche eroina e hashish.
Ma la specialità della “camorra bresciana” sarebbe l'acquisizione di attività imprenditoriali, attraverso prestiti ad usura (con tassi fino al dieci per cento) ed estorsioni. I malcapitati che non riescono a onorare il debito usuraio, o che non ce la fanno a pagare le richieste del racket si sarebbero visti private della proprietà di imprese finite nelle mani dei prestanome dei camorristi.
Nell'inchiesta in corso, sarebbero documentate acquisizioni illecite di ristoranti e locali notturni nella zona del lago di Garda, di un albergo in Valcamonica, di una grande discoteca nel Lazio, di un complesso immobiliare (oltre venti appartamenti) in Campania, di ricevitorie del totocalcio e lotto, di autosaloni per la vendita di veicoli, di negozi e appartamenti di lusso nel centro di Brescia.
Tutti beni già sequestrati.
Il terrore, poi, assale i taglieggiati. La Procura ha accertato l'esistenza di dichiarazioni false di commercianti taglieggiati. Uno si è addirittura autoaccusato, su richiesta del clan, di detenzione di armi e di documenti falsi a copertura di uno dei capi camorristi.
Scrive ancora il Procuratore Capo Tarquini: “Sono stati provati e documentati rapporti commerciali diretti tra i capi della camorra bresciana e narcotrafficanti internazionali di stupefacente operanti in Grecia, Spagna, Francia e Colombia. Stiamo verificando, attraverso rogatorie, se il clan abbia depositi bancari, frutto di attività illecite, e il Canton Ticino”.

Gigi Di Fiore

Emeroteca Associa<ione Messinese Antiusura Onlus

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