Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

Clicca sulla mappa e scopri quali sono le allerte in provincia di Brescia e
dintorni, dove sono presenti i beni confiscati, dove c'è stato smaltimento illecito di rifiuti o un rogo doloso. Tutti gli eventi sono tracciati e tenuti aggiornati dallo staff della rete.

12/08/13

Così ho difeso la mia azienda dalla criminalità organizzata

Da sempre come Rete consideriamo il tema dell'usura importante ed una gravissima piaga per la nostra provincia, sopratutto in questi tempi di crisi in cui le aziende e le imprese si trovano in carenza di liquidità. In questo articolo che vi vogliamo proporre ci piacerebbe focalizzare l'attenzione su un pensiero espresso dal coraggioso imprenditore: "Davvero quello delle infiltrazioni mafiose nelle aziende é un rischio reale in questi anni aggiunge ho capito sulla mia pelle perché la metafora della criminalità organizzata é la piovra.Queste organizazzioni hanno davvero un infinità di tentacoli,molti dei quali sono persone insospettabili,magari con ruoli importanti difficili anche solo da immaginare".
Da brescia.corriere.it:

«In quel periodo sono state tante le porte che mi sono visto chiudere in faccia - ricorda Mario (nome di fantasia) - e poi all'improvviso si è fatto avanti un imprenditore del mio stesso settore che si è proposto come il salvatore della Patria, mettendo sul tavolo un pacco di soldi. In un primo momento con fare suadente, poi con sempre maggiori insistenze. Niente di particolarmente rilevante, ma nelle trattative per la cessione delle quote societarie ho avuto come l'impressione che fosse sempre un passo avanti, che sapesse di più di quello che avrebbe dovuto sapere. L'idea di portarmelo in casa come socio non finiva di convincermi. A quel punto ho cominciato a prendere tempo, raccogliendo ulteriori informazioni, ne è emerso un quadro non proprio cristallino. Odore di criminalità organizzata. Quando ho fermato sono iniziate le prime allusioni, gli avvertimenti più o meno espliciti». E sono partite le prime denunce. Ma anche il percorso per «salvare» l'azienda con l'aiuto di nuovi professionisti, «perché ho avuto il sospetto che non tutti i nostri collaboratori fossero fedeli».A Brescia la criminalità organizzata è una realtà, tutti lo sanno ma nessuno parla. Fino ad ora. Il coraggio lo ha trovato un imprenditore bresciano che ha combattuto la sua battaglia per mantenere «sana» l'azienda. Una di quelle che le statistiche annoverano tra le piccole e medie imprese, con una storia consolidata alle spalle, attiva in un settore «in crisi da vent'anni». Ed è proprio l'acutizzarsi delle difficoltà e la conseguente carenza di liquidità che un paio di anni fa ha portato l'imprenditore a cercare una soluzione attraverso le vie convenzionali.La soluzione individuata è stata quella di chiudere l'attività rendendola poco appetibile. «Il rischio di perdere il frutto del lavoro di una vita o di mettere a repentaglio presente e futuro dei miei collaboratori e delle loro famiglie non mi faceva dormire la notte - ricorda Mario - sapere di altri casi simili al mio a Brescia, a Bergamo, a Milano, nel mantovano o in Liguria, non mi ha certo aiutato, ma mi ha aperto gli occhi su quanto questo fenomeno fosse diffuso e pericoloso. Che davvero quello delle infiltrazioni mafiose nelle aziende è un rischio reale».
«In questi anni - aggiunge - ho capito sulla mia pelle perché la metafora della criminalità organizzata è la piovra. Queste organizzazioni hanno davvero un'infinità di tentacoli, molti dei quali sono persone insospettabili, magari con ruoli importanti, difficili anche solo da immaginare». Grande l'aiuto e il supporto delle forze dell'ordine. «Mi sono sempre stati vicino e abbiamo lavorato insieme perché, come nel mio caso, vincesse la legalità. Oggi posso dire che ci siamo riusciti».
Ma per un caso positivo, troppi sono quelli che finiscono in tutt'altro modo. «Il dramma dell'usura è una piaga difficile da estirpare e purtroppo gode di ottima salute soprattutto in periodi di crisi come quello che stiamo attraversando. Ciò che mi sconvolge è che questi usurai sono "stimati" come ottimi imprenditori, appoggiati da noti professionisti che si sono fatti corrompere e che senza scrupoli non controllano da che parte provenga tanta liquidità. La speranza - auspica Mario - è che tutti i veri imprenditori e la nostra Confindustria denuncino i casi di usura e facciano fronte comune contro questi personaggi, ma soprattutto si puntino i riflettori su quei professionisti che li appoggiano, in modo da rendere loro la vita molto più difficile».
 

Nessun commento:

Posta un commento

Per evitare SPAM o la condivisione di contenuti inappropriati ogni commento verrà visionato da un moderatore prima della pubblicazione.