Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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24/05/13

Mafia: società siciliana aveva investito anche a Brescia

Da brescia.corriere.it:

Aveva investito anche in una società con sede a Brescia (la T.M.I. srl), l'imprenditore Ezio Brancato (morto nel 2000) regista di un radicato malaffare fatto di tangenti e appalti per la metanizzazione della Sicilia, dove sono risultati coinvolti politici e boss mafiosi. La Guardia di finanza ha sequestrato beni per 48 milioni alla Gas spa, costituita negli anni Ottanta dallo stesso Brancato. Il provvedimento di sequestro colpisce i suoi eredi: le figlie Monia e Antonella Brancato, rispettivamente di 34 e 31 anni, e la moglie Maria D'Anna. Socio occulto dell'imprenditore sarebbe stato Vito Ciancimino mentre le quote azionarie erano divise tra lo stesso Brancato e il tributarista Giovanni Lapis, arrestato e condannato per avere riciclato nel gruppo parte del «tesoro» di Ciancimino.

Redazione Online

Da palermo.blogsicilia.it:

La società di metanizzazione al centro dell’operazione della Guardia di finanza che ha portato al sequestro di beni per 48 milioni di euro è la Gas spa. Le vicende societarie e le attività della Gas sono state ricostruite nell’ambito di un altro filone di indagine che l’aveva individuata come lo snodo di un giro di tangenti a politici siciliani.

La Gas è stata costituita negli anni Ottanta da un funzionario regionale, Ezio Brancato, morto nel 2000. Il provvedimento di sequestro colpisce i suoi eredi: le figlie Monia e Antonella Brancato, rispettivamente di 34 e 31 anni, e la moglie Maria D’Anna, di 67. Socio occulto dell’imprenditore sarebbe stato Vito Ciancimino mentre le quote azionarie erano divise tra lo stesso Brancato e il tributarista Giovanni Lapis, arrestato e condannato per avere riciclato nel gruppo parte del ‘tesoro’ di Ciancimino.

Utilizzando appoggi politici, la società si è sviluppata fino a ottenere 72 concessioni per la metanizzazione di comuni della Sicilia e dell’Abruzzo.
Tra il 2003 e il 2004 l’azienda è stata ceduta a una holding spagnola, la Gas natural, per 115 milioni di euro. L’operazione sarebbe stata favorita, come ha rivelato Massimo Ciancimino subentrato al padre, dalla distribuzione di tangenti a politici siciliani.

Dall’inchiesta sono affiorati i nomi degli ex ministri Saverio Romano e Carlo Vizzini e dell’ex assessore regionale Salvatore Cintola (poi morto). La Procura di Palermo ha ipotizzato il pagamento di tangenti legate alla concessione di appalti che avevano fatto crescere il valore della società Gas.

Altre sarebbero state pagate come ‘contropartita’ di un provvedimento legislativo: la legge 350 del 24 dicembre 2003 che previde per le aziende del gas un abbattimento dell’Iva e contributi per i trattamenti pensionistici.
I politici chiamati in causa hanno sempre negato di avere preso soldi in cambio di ‘favori’. E alla fine le loro posizioni sono state archiviate. E’ andata invece avanti l’indagine sui legami tra le società del gruppo e personaggi di mafia o comunque vicini a Cosa nostra. E da questo filone e’ scaturito ora il sequestro dei beni.

Secondo l’accusa, nel territorio siciliano, facendo affari con la mafia attraverso appalti e subappalti a imprese controllate dai boss. I giudici del Tribunale di Palermo hanno emesso i provvedimenti di sequestro nei confronti dei beni appartenenti alle due figlie Monia Brancato di 40 anni, Antonella Brancato di 31 anni e della moglie dell’imprenditore Maria D’Anna di 67 anni.

Il provvedimento riguarda diversi terreni tra Partinico e Sclafani Bagni in provincia di Palermo. Appartamenti e autorimesse a Palermo Valdesi e Arzachena in provincia di Sassari. Immobili, uffici, fabbricati commerciali, opifici industriali e negozi tra Palermo e Balestrate. Il 50% della “T.M.I. Srl”, con sede a Brescia via Cefalonia. Ben 24, l’attività di “commercio all’ingrosso di combustibili per riscaldamento”.

L’intero capitale sociale della ditta individuale di Maria D’Annache si occupa di “colture miste viti-vinicole, olivicole e frutticole”. L’intero capitale sociale e complesso dei beni aziendali delle società immobiliari, “Victoria srl”,”Emb srl”, della “Chloe srl”, e dell’Ambra srl. Tutte queste cinque società hanno sede a Palermo, in piazza Alberico Gentili 12. Ancora il 50% della “Antichità Franconeri srl” con sede a Palermo via Isidoro La Lumia 50.

Il 39% della “Res srl” con sede a Palermo via Libertà 78, società di commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi. Il 50% della “G.R. Gioielli srl” con sede a Palermo in via Siracusa e un 1/3 del capitale sociale (€ 10.000) della “R2B srl” con sede a Palermo via Siracusa 16, società che si occupa “fabbricazione di bigiotteria ed articoli simili”. Infine disponibilità finanziane, polizze assicurative, deposito titoli, fondi comune di investimento, polizze assicurative per oltre 3 milioni di euro.

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