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23/05/13

Come onorare davvero il ricordo di Falcone

Il 23 Maggio non può essere, per tutti coloro che si occupano di antimafia, un giorno come gli altri.
Il 23 Maggio è il giorno dell'anniversario della strage di Capaci, il terribile attentato in cui persero la vita il Giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.


Il 23 Maggio è anche il giorno in cui l'Italia intera si ricorda di ricordare.
Ed allora ecco fioccare foto, citazioni, frasi ad effetto. Tutti quanti sentono il bisogno di onorare la figura dell' "eroe morto perchè combatteva la mafia" e delle splendide persone che stavano al suo fianco.
Non c'è niente di male in questo, anzi. A patto, però, che l'intenzione sia quella.
L'impressione, d'altro canto, è che in molti casi si tratti di vera e propria strumentalizzazione.
Cosa pensare, infatti, di chi 2/3 giorni l'anno, in occasione degli anniversari delle stragi, si erge a paladino del "ricordo" e per i restanti 362 vive nell'indifferenza, se non nella connivenza?

In questi giorni siamo stati costretti ad assistere a situazioni con cui davvero non avremmo mai pensato di doverci confrontare.
Ci riferiamo all'incredibile (nel senso che è proprio difficile credere che sia vero!) proposta di legge lanciata qualche giorno fa da un Senatore del PDL che intendeva dimezzare la pena per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa.
Ma più in generale al pericoloso attacco perpetrato ormai da anni ai danni della Magistratura, che si trova costretta a difendersi dagli attacchi della criminalità organizzata e contemporaneamente da quelli di una buona parte della politica.
Proprio oggi Ilda Boccassini, collaboratrice ed amica del Giudice Falcone, ha ricevuto l'ennesima minaccia di morte.
Come si può credere che chi fino a ieri attaccava la Boccassini oggi voglia davvero onorare il ricordo di Giovanni Falcone?

Come possiamo credere a chi si erge a paladino dell'antimafia e non ha mai proferito parola contro i tagli che le forze dell'ordine hanno subito negli ultimi anni?
L'ultimo tragico esempio di quanto alle parole non corrispondano i fatti ci arriva da Milano, la città che in molti definiscono "la seconda capitale della ndrangheta".
Pochi giorni fa la locale sezione della DIA (la Direzione Investigativa Antimafia, un organismo fortemente voluto da Falcone) è stata infatti costretta a chiudere il proprio presidio presso l'aeroporto di Malpensa, un avamposto strategico e fondamentale.
Ora ci chiediamo: è smantellando la DIA che si vuole combattere la mafia?

Se lo chiede anche il sindacato dei della Polizia, il SILP-CGIL, che proprio ieri è stato ascoltato dalla neonata Commissione antimafia Regionale:
(AGENORD) – Milano, 22 mag. – “Oggi si è riunita in Regione la Commissione speciale Antimafia per discutere in merito alla soppressione dell’unità informativa Dia presso l’aeroporto di Malpensa. Si è trattato di uno dei primi interventi della neonata Commissione che costituisce una novità positiva introdotta recentemente dalla Regione. Il Silp Cgil – dichiara Daniele Bena, Segretario generale – esprime il proprio grande apprezzamento per l’attenzione che la commissione ha dedicato alla questione dell’organizzazione della Divisione investigativa Antimafia della Lombardia. Ora chiediamo che il lavoro della Commissione sia improntato più che a realizzare interventi spot seguendo i più gravi fatti di cronaca, a svolgere una funzione costante di controllo e di intervento sulle possibili infiltrazioni mafiose nel territorio e nel sistema economico lombardo, sollecitando le istituzioni statali a svolgere i propri compiti e ad essere pienamente investite nella lotta alla mafia in Lombardia. Abbiamo ribadito la nostra contrarietà –ha sottolineato Bena – alla chiusura dell’unità Dia di Malpensa, e l’esigenza dell’apertura di una struttura della Dia a Brescia con competenza sulle province di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova sulla base dell’organizzazione della Direzione Distrettuale Antimafia; ciò per rispondere alla necessità di questi territori, che sono interessati alle grandi opere, di poter contare sull’esercizio di un controllo e di un efficace intervento investigativo di contrasto alle possibili infiltrazioni”.
Chi davvero vuole onorare la memoria di figure come quelle di Falcone e Borsellino secondo noi lo deve fare OGNI GIORNO, evitando di scendere a compromessi, combattendo l'indifferenza, stando vicino a chi lotta per continuare le loro battaglie e dando il proprio contributo per la crescita morale del nostro Paese.




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