Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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24/03/13

Tav e Brebemi, un mare d’amianto

Da brescia.corriere.it:

Un paesaggio lunare, costellato da decine di bianchi sacchi contenti scorie d'amianto. Siamo a ridosso del cantiere Tav a Bargnana di Rovato, lungo la strada provinciale 16 che prima dei lavori dell'alta velocità e di Brebemi zigzagava tra caratteristici scorci di Bassa. Sparita per sempre.
Le scorie ritrovate sottoterra durante i lavori di cantiere ammontano a migliaia di quintali, «ma non sono di nostra competenza» ribatte l'ingegner Franco Lombardi del Consorzio Cepav2.
Se non sono state trovate sotto il tracciato Tav, possono essere emerse dalla realizzazione di un sottopasso funzionale alla Brebemi, magari lungo il vecchio tracciato della s.p. 11. Eppure ad un tiro di schioppo si trovano altri cumuli di detriti, con tanto di cartelli Italferr che specificano la tipologia (materiale di demolizione, terre e rocce da scavo). Il cemento-amianto estratto dalla terra invece è stato riposto in appositi big bag sigillati, come vuole la legge. Quella legge che qualcuno in passato non ha rispettato, smaltendo rifiuti pericolosi sotto i fertili campi dell'ovest bresciano. Resti tossici che le ruspe oggi stanno riportando alla luce. Non solo a Rovato.
Dieci giorni fa è stata infatti scoperta dai carabinieri dei Noe una maxi discarica di scorie d'acciaieria e fluff in territorio di Ospitaletto, a ridosso del tracciato Tav. Non solo. Lo stesso consorzio Cepav2, che sta realizzando i 39 chilometri di strada ferrata tra Treviglio e Brescia, nei carotaggi fatti due anni fa ha trovato di tutto. A Castegnato la terra è contaminata da cromo, manganese e tricloroetilene. A Ospitaletto il cromo arriva a 1.500 milligrammi per chilo di terra, un valore doppio rispetto ai limiti di legge per le aree industriali (perché non valgono i parametri per i terreni agricoli?). E il problema si è presentato anche a Travagliato. Cepav, è bene precisarlo, dovrà farsi carico delle bonifiche. E il conto si presenta salatissimo. «Ad inquinare sono state aziende che hanno fatto buche e poi le hanno riempite di scorie - spiega un altro ingegnere del consorzio Cepav2 - ma a pagare sarà Pantalone, ovvero lo Stato, ovvero tutti i cittadini».
Ed è forte la preoccupazione per i sindaci del territorio. «Lungo il tracciato della linea ferroviaria Milano-Venezia, in territorio bresciano c'è una discarica dietro l'altra - commenta laconico Giuseppe Orizio, primo cittadino di Castegnato dal 2004 - e se non ci fossero stati i lavori della Tav non le avremmo nemmeno scoperte». Ma quante sono? È possibile avere una mappatura completa delle criticità? «Dopo Pasqua noi sindaci del territorio ci incontreremo - prosegue Orizio - e coinvolgeremo anche la Regione». Da valutare anche le possibili conseguenze per la salute pubblica, visto che sopra le vecchie discariche spesso e volentieri si trovano campi coltivati (come a Ospitaletto e Castegnato). «In merito alla discarica sequestrata a fianco dell'Acciaieria Stefana siamo in attesa dei risultati dell'Arpa - aggiunge Gianbattista Sarnico, sindaco di Ospitaletto - e in base a quelli dovremo poi confrontarci con la Regione e con lo stesso consorzio Cepav».

pgorlani@rcs.it

Pietro Gorlani

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