Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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dintorni, dove sono presenti i beni confiscati, dove c'è stato smaltimento illecito di rifiuti o un rogo doloso. Tutti gli eventi sono tracciati e tenuti aggiornati dallo staff della rete.

05/03/13

Il bene confiscato “occupato” ora ospita 15 senzatetto

Pochi sanno che al civico 21 di via Corsica c’è un palazzo all’interno del quale diversi appartamenti sono stati confiscati per mafia. Tre anni orsono l’Agenzia Nazionale per la Gestione dei beni sequestrati e confiscati ne ha affidata la gestione al Comune di Brescia, che però ha avuto delle grosse difficoltà a trovare realtà  in grado di assumersi la responsabilità dell’affidamento del bene, visti gli alti costi necessari per sistemarlo e mantenerlo.
Da questi presupposti ha preso corpo l’idea di alcune associazioni cittadine (Comitato contro gli sfratti, associazione Diritti per tutti e Magazzino 47) di occupare l’immobile e metterlo a disposizione dei più bisognosi.
Dopo un mese di intenso lavoro oggi il palazzo è stato reso nuovamente vivibile ed ospita ben 15 senzatetto.

La bella storia tratta da www.giornaledibrescia.it:

Ad un mese dall’occupazione dello stabile, l’ex hotel Fornaci in via Corsica è stato completamente ripulito e sistemato dopo anni di degrado e di abbandono.

Oggi è divenuto sede del centro per l’emergenza abitativa, creato dall’associazione Diritti per tutti, Comitato contro gli sfratti, Magazzino 47 e Collettivo studentesco.

Nelle stanze ripulite e ritinteggiate trovano riparo quindici persone, tra italiani e stranieri, uomini e donne, che hanno perso il lavoro e la casa e che fino a poche settimane fa dormivano sui treni fermi lungo i binari morti in stazione o in auto. «Abbiamo dato risposte ad un bisogno vitale, alla gente che aveva bisogno. Abbiamo riempito un vuoto lasciato dalle istituzioni» hanno affermato Umberto Gobbi e Michele Borra nel mostrare il «rinnovato hotel».

A breve dovrebbe tenersi un incontro con la cooperativa il Solco che per l’immobile confiscato alla criminalità aveva un progetto per dedicare la struttura al sociale. «La nostra occupazione non interferisce per nulla con quanto la cooperativa intende realizzare» hanno voluto precisare sia Gobbi sia Borra.

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