Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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17/03/13

Colline di amianto nella discarica abusiva

Da bresciaoggi.it:

Cumuli alti fino a quattro metri di amianto e altri rifiuti tossici smaltiti irregolarmente.
Dopo la «collina dei veleni» scoperta tra Ospitaletto e Travagliato, ancora un caso di scorie pericolose abbandonate e occultate. Stavolta nel cremonese, a Cignone, località che si trova nel Comune di Corte de' Cortesi. È lì che è stata sequestrata, dai carabinieri del Noe di Brescia del capitano Alessandro Placidi, un'area industriale di 40mila metri quadri, del valore produttivo di 10 milioni di euro.
Un terreno che nascondeva 60 mila metri cubi di rifiuti speciali: non soltanto amianto, ma anche batterie esauste, bidoni colmi di acidi, rottami e resti ferrosi. Nel mirino del nucleo operativo ecologico è finita anche un'azienda di Chiari, che si occupa di riparazioni di macchine per il movimento terra. Non è la sola a controllare l'area posta sotto sequestro: indagate anche due ditte cremonesi che lavorano nel campo dell'edilizia.
Tre persone, tutte over sessanta, sono state denunciate per «abbandono incontrollato di rifiuti speciali»: due uomini residenti in provincia di Cremona, e una donna, C.C., bresciana.
L'AREA ERA GIÀ stata posta sotto sequestro dal Noe nel 2010, quando furono scovati 20mila metri cubi di scorie ritenute pericolose. Allora fu nominato un curatore giudiziario, che è stato denunciato per omesso controllo dell'area sequestrata. Non sono nuovi a denunce di questo tipo nemmeno due degli indiziati, accusati di realizzazione di discarica non autorizzata di rifiuti pericolosi. Maggiore quindi la sorpresa dei militari quando hanno scoperto il reiterarsi del crimine: montagne di rifiuti pericolosi, tra cui il fatale amianto, a ridosso del canale di irrigazione del terreno agricolo al confine dell'insediamento produttivo. Un pericolo non solo per l'ambiente, ma anche per gli impiegati della zona industriale, per i quali non sono state adottate sufficienti cautele in materia di salute e sicurezza. Alla denuncia per abbandono incontrollato di rifiuti speciali si è dunque aggiunta, per i tre sessantenni, quella di omissione in materia di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Il Noe, con la Procura della Repubblica, sta effettuando ulteriori accertamenti al fine di valutare complessivamente i rischi per la salute. L'appello del capitano Alessandro Placidi è rivolto a tutta la cittadinanza. «La popolazione è invitata a segnalarci casi analoghi. La pericolosità dell'amianto è più subdola di quanto voglia apparire: le fibre di questo materiale cancerogeno sono molto sottili, il loro spessore è di 1300 volte inferiore a quello di un capello. L'invisibilità e la volatilità lo rendono maggiormente fatale».

Sara Napolitano

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