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08/02/13

L’allarme del Procuratore Generale “Nel nostro distretto preoccupanti segnali di presenza ed espansione dei fenomeni criminali”

Anche quest’anno, come il precedente, la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario è stata l’occasione per tornare a discutere di una presenza mafiosa sempre più evidente sul nostro territorio.
Dopo aver riportato alcuni stralci del discorso del Presidente della Corte d’Appello di Brescia, la dott. Graziana Campanato (qui l’articolo tratto dal Bresciaoggi), vogliamo ora focalizzarci sull’intervento del Procuratore Generale Guido Papalia (consultabile per intero dalla sezione “Documenti” del nostro blog):

Come già evidenziato lo scorso anno, anche nel periodo preso in considerazione dall'odierna relazione, sono stati rilevati nel nostro distretto ulteriori ed ancora più preoccupanti segnali di presenza e in fase di espansione di fenomeni criminali molto pericolosi.
La D.D.A. di Brescia ha espressamente segnalato che “le variegate investigazioni, specie in materia di traffico di rifiuti e associazione di stampo mafioso, stanno facendo emergere sempre più frequentemente il coinvolgimento di ambienti della pubblica amministrazione e della politica con i fenomeni criminosi oggetto di indagine”.
Le ulteriori indagini, cioè, hanno confermato quanto già segnalato lo scorso anno circa le infiltrazioni mafiose sempre più in espansione e reso ancora più urgente l'attivazione di tutte le misure più efficaci per intervenire tempestivamente ed evitare ulteriori più gravi danni.

Lo scenario è abbastanza chiaro, il dott. Papalia non usa mezzi termini per delineare il quadro della situazione.
Un aspetto del lavoro delle autorità spesso sottovalutato è quello dell’approfondimento dei cosiddetti “reati civetta”, di cui il Procuratore ci aveva già parlato nel corso dell’intervista concessaci qualche settimana fa.

E' ovvio che l'attenzione particolare deve essere diretta non solo alla repressione dei reati tipici della criminalità organizzata ma anche, se non soprattutto, alla individuazione e repressione dei c.d. “reati civetta” che, pur aggredendo beni di minore rilevanza sono prodromici di ulteriori e più gravi reati. […]
Altro versante di particolare importanza per contrastare efficacemente le infiltrazioni mafiose è quello della aggressione dei patrimoni illeciti e della individuazione tempestiva di tutti quei canali che in vario modo consentono il riciclaggio e le costituzioni di detti patrimoni.
La magistratura inquirente è impegnata a tutti i livelli in questo settore e le indagini patrimoniali vengono sempre disposte in tutti i procedimenti relativi a reati che impongono tali accertamenti in considerazione della natura del bene tutelato.
Al fine di portare avanti sempre più efficacemente l'azione di individuazione ed aggressione dei patrimoni illeciti è importante che, oltre a tutte le altre indicazioni acquisite nel corso di indagini specifiche relative a singoli reati (come già emerso con riferimento a reati collegati al traffico di rifiuti) vengano opportunamente sviluppate ed approfondite tutte le segnalazioni di operazioni sospette che riguardano il nostro territorio e che risultano di concreto interesse antimafia in quanto sintomo specifico dell'esistenza di organizzazioni criminali di stampo mafioso.
Il fatto che nel 2011 le segnalazioni di operazioni sospette provenienti dalla Lombardia siano state il 18,16% del totale, rispetto al 4,7% della Sicilia e il 2,35% della Calabria, non vuol dire che la mafia è più radicata nella nostra regione che in Sicilia o in Calabria, ma significa che il mercato finanziario della Lombardia è considerato più “attraente” dalla criminalità organizzata per le sue maggiori potenzialità ai fini di riciclaggio e ad altro uso illecito.

Ed eccoci arrivare al punto caldo, il nodo intorno a cui molto si sta discutendo in questo ultimo periodo: la necessità di una sede DIA a Brescia.
I dati snocciolati dal Procuratore sono impressionanti:

Le segnalazioni di operazioni sospette di interesse antimafia vengono trasmesse alla D.I.A. dall'U.I.F. della Banca d'Italia e da questa approfondite quale organo espressamente specializzato per tale attività, anche a seguito di un protocollo con il reparto speciale della Guardia di Finanza cui vengono indirizzate le operazioni sospette di interesse esclusivamente fiscale.
Se si considera che nel periodo luglio 2011 – novembre 2012 su complessive 137 segnalazioni pervenute al Centro D.I.A. di Milano ne sono state approfondite solo 14 e, tra queste, nessuna delle 28 provenienti da Brescia e delle 4 provenienti da Bergamo, appare evidente la necessità e l'urgenza di istituire un centro D.I.A. a Brescia non potendo, con le limitate risorse a disposizione, il centro di Milano, nonostante gli sforzi di tutti gli addetti e la disponibilità sempre assicurata, soddisfare compiutamente anche le esigenze di Brescia.
Proprio per questo da tempo è stata chiesta la creazione di questo centro e, dopo una prima positiva risposta del direttore D'Alfonso, che ha richiesto ed ottenuto dal comune di Brescia l'assicurazione della disponibilità dei locali necessari e della conseguente assistenza logistica, il direttore De Felice, succeduto a D'Alfonso di recente, ha comunicato che, per il momento, non è possibile attuare quel progetto per insufficienza delle dotazioni organiche e finanziarie.

Mi rendo conto che in questo particolare momento il Ministro dell'Interno, ancora in carica per l'ordinaria amministrazione, non sia nelle condizioni di provvedere in merito, e mi auguro che il ministro che verrà nominato dopo le elezioni dia una risposta finalmente e definitivamente positiva a questa richiesta e sollecito fin da ora tutti coloro che saranno eletti quali rappresentanti di questo territorio nei vari schieramenti politici a sostenere con convinzione tale iniziativa.

L’importanza di avere una sede DIA anche nel nostro distretto è evidente, e non riteniamo necessario aggiungere altro alle già abbastanza eloquenti parole del dott. Papalia.
Non dobbiamo dimenticarci che la lotta alla criminalità organizzata non è solamente una battaglia in difesa della legalità, ma anche tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini, del tessuto economico e del mondo del lavoro.
Per questo motivo ci uniamo all’appello rivolto ai politici bresciani da parte del Procuratore affinchè nei prossimi mesi venga profuso il massimo impegno verso il raggiungimento di un obbiettivo fondamentale come quello dell’instaurazione di una sede DIA nella nostra città.

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