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24/01/13

"O la smette o gli sparo in bocca": preso il boss della 'ndrangheta che ha minacciato il giornalista



Giovanni Tizian, blogger dell'Huffpost, giornalista della Gazzetta di Modena e inchiestista di Repubblica, Espresso e del sito Re le Inchieste, è nel programma di protezione con scorta armata da più di un anno.
Le inchieste di Giovanni hanno portato al sequestro di 1500 slot machine truccate, all'esecuzione di 29 ordinanze di custodia e al sequestro di beni per oltre 90 milioni di euro nei confronti di appartenenti a un'associazione a delinquere e altri fiancheggiatori capeggiata da Nicola "Rocco" Femia
Femia è un boss della 'ndrangheta che da Ravenna dirigeva un'intensa attività illecita nel settore del gioco on line e delle video slot manomesse. In una telefonata fra il boss e il faccendiere Guido Torello, si possono ascoltare le lamentele del primo verso gli articoli di Tizian che avevano cominciato a parlare dei legami di Femia con la criminalità organizzata. Torello subito lo rassicura: "O la smette o gli sparo in bocca", con la sicurezza spavalda di chi sa che basta una telefonata: "Mi dici come si chiama il giornale, il nominativo, e lo facciamo smettere immediatamente. Ci penso io [...] gli dico che c'è un giornalista che rompe le balle a una persona che mi sta aiutando e gli dirò che giornalista è, e vediamo, o la smette o gli sparo in bocca".
Giovanni Tizian, in un'intervista a Repubblica Tv, dichiara: "La cosa grave è che uno di Asti, quindi un imprenditore, un insospettabile, con qualche passato di truffe ed evasioni, si affidi e ascolti quello che ha da dire un ex trafficante della 'ndrangheta."
Le 29 ordinanze restrittive hanno riguardato anche tre persone appartenenti a forze di Polizia in servizio e in congedo, e hanno comportato l'esecuzione di oltre 150 perquisizioni presso le residenze degli indagati e nelle numerose sale da gioco coinvolte.


Qui la registrazione della telefonata:


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