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06/01/13

20 anni dopo è ancora vivo il ricordo di Beppe Alfano

20 anni.
Sono passati 20 lunghissimi anni, ma la verità sulla morte di Beppe Alfano resta ancora avvolta nel mistero...
L'iter processuale ha solo in parte compiuto il suo percorso, portando alla condanna dell'esecutore materiale ed il mandante del delitto: rispettivamente Antonino Merlino e Giuseppe Gullotti, il boss di Barcellona Pozzo di Gotto. Restano ancor oggi ignoti i mandanti occulti, i veri responsabili della morte di Beppe, l'insegnante con l'hobby del giornalismo...
Nel frattempo il tempo scorre, ma il ricordo di quest'uomo tenace e coraggioso resta sempre vivo anche grazie allo splendido lavoro della figlia Sonia, dei blogger e di quei pochi giornalisti che si occupano di raccontare le storie eroiche di chi, come Beppe, ha sacrificato la propria vita per combattere la mafia.
Le iniziative che nei prossimi due giorni si terranno a Barcellona saranno utili per ricordare la storia di questo eroico personaggio, ma anche a rimarcare la differenza di spessore tra un vero giornalista e la lunga lista di "servi" che oggi occupano sedie e poltrone nella maggior parte delle redazioni italiane.
Se per la mafia (anche se sarebbe più appropriato parlare di connubio mafia-stato-massonerie) è stato facile sbarazzarsi di quel corrispondente "scomodo" la responsabilità è anche di chi ha permesso che Beppe Alfano fosse isolato. Di chi ha lasciato che fosse solo, che fosse l'unico ad affrontare certi temi, l'unico ad approfondire le vicende che altri invece preferivano ignorare.
Spesso abbiamo sentito dire a Sonia che suo papà non era un eroe, ma semplicemente un giornalista vero; Ed è solo a causa della bassezza dei suoi colleghi, e non per straordinarie doti investigative o giornalistiche, che la sua passione l'ha portato a distinguersi da tutti gli altri, e di conseguenza alla morte.
Siamo d'accordo solo in parte.
Non sono solo le qualità e le virtù che fanno la differenza tra una persona "normale" o un eroe. Sono soprattutto le scelte che uno compie nell'arco della sua vita.
Beppe Alfano, pur sapendo che questo avrebbe fatto di lui un facile bersaglio, scelse di lottare per la verità e per la giustizia.
Sono la sua forza, il suo rigore, ma anche la sua scelta di tenere alta la testa che lo rendono un punto di riferimento per tutti noi.
Nella speranza che si possa un giorno arrivare a far luce sulla morte del padre, mandiamo un virtuale ma calorosissimo abbraccio a Sonia Alfano, una donna coraggiosa che da 20 anni combatte per la verità e la giustizia come suo papà fece prima di lei...
Lei, però, non resterà mai sola!

Dal sito www.soniaalfano.it:

L’8 gennaio 2013 saranno trascorsi vent’anni dalla sera in cui Beppe Alfano venne ucciso a Barcellona Pozzo di Gotto (ME). La famiglia, insieme ad un gruppo di associazioni e comitati, sta organizzando una due giorni di eventi per commemorare degnamente la morte del cronista siciliano. Giorno 7 gennaio si terrà una giornata di studi sul tema del contrasto alle mafie a livello europeo ed internazionale, suddivisa in tre panel: uno dedicato alle tecniche investigative, uno relativo alla cooperazione giudiziaria, uno sul ruolo del giornalismo investigativo e dell’informazione. Parteciperanno i più importanti organismi nazionali, europei ed internazionali impegnati nel contrasto alle mafie. Tra questi Interpol, Europol, la DIA, l’FBI, lo SCICO, oltre ad importanti magistrati antimafia e giornalisti, italiani e non. Previsti, tra gli altri, un contributo di Roberto Saviano e la presenza del figlio della giornalista russa, Anna Politkovskaja. Il programma di giorno 7 si concluderà in serata con lo spettacolo teatrale (ingresso gratuito) di Giulio Cavalli, consigliere regionale lombardo e attore impegnato nella denuncia della ‘ndrangheta attraverso le sue opere.

Durante la mattina di giorno 8 gennaio verrà organizzato un evento sul tema della legalità in presenza di studenti delle scuole siciliane e col contributo di artisti impegnati, esponenti della società civile, istituzioni, testimoni di giustizia e familiari di vittime di mafia. Infine, nel pomeriggio dell’8 gennaio, don Luigi Ciotti celebrerà la messa di commemorazione al Duomo di Santa Maria Assunta. E, a seguire, grazie alla volontà del Comune di Barcellona, sarà intitolata proprio a Beppe Alfano l’attuale piazza Trento, antistante alla casa del giornalista. La giornata si concluderà con un convegno proprio sull’omicidio e sul percorso ormai ventennale che aspetta di giungere a fare completa luce su quei fatti. La due giorni si terrà a Barcellona Pozzo di Gotto (ME).

Integrazione del 20 Gennaio:

A questo link i video degli interventi della 2 giorni barcellonese.

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