Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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dintorni, dove sono presenti i beni confiscati, dove c'è stato smaltimento illecito di rifiuti o un rogo doloso. Tutti gli eventi sono tracciati e tenuti aggiornati dallo staff della rete.

01/12/12

Sistema economico e criminalità ambientale a Brescia

Molto interessante l’incontro organizzato da Legambiente e da Libera presso la Sala Piamarta di Brescia il 27 Novembre.locandina

Ad introdurre Sergio Cannavò, del gruppo regionale di Legambiente, che spiega quanto sia opportuno lavorare sulla conoscenza nel campo ambientale.
Per questo motivo l’associazione ha organizzato una serie di incontri: oltre questo il 17 dicembre verrà affrontato il tema del “consumo del suolo” e poi in Gennaio incontro sulla mobilità sostenibile. Entrambi gli eventi si svolgeranno al Parco dell'Acqua vicino a Piazza Arnaldo.

Secondo il rapporto annuale di Legambiente sulle Ecomafie la situazione nella nostra città desta allarme mentre “qualcuno ci sta facendo i soldi”.
E’ quindi importante definire cos'è un'ecomafia, come si sviluppa e dove si può installare.
Alla luce delle indagini si può affermare che nascono coperte dalla legalità e da autorizzazioni lecitamente rilasciate. E’ dunque necessario scoprire come queste autorizzazioni vengano concesse, ed è proprio su questo punto che spesso emergono situazioni poco chiare.

Per uscire dal circolo vizioso, riferisce Cannavò, è molto importante la collaborazione tra cittadinanza, organi politici e magistratura, in modo da poter iniziare una sana azione di risanamento del nostro territorio.

Il giornalista Andrea Tornago sottolinea la provocazione del titolo dell'incontro “SISTEMA ECONOMICO e CRIMINALITA' AMBIENTALE A BRESCIA“.
Il nostro attuale sistema economico ha creato i margini affinchè ci siano crimini contro l'ambiente, lo si può riscontrare con la situazione di Taranto.
È un sistema, ormai i riscontri sono molteplici, sopraffatto dalle mazzette e dalle pressioni per ammorbidire funzionari pubblici e soggetti addetti ai controlli.
Il sospetto che questo valga anche per Brescia c'è, anche se al momento,in assenza di prove certe, non possiamo affermarlo con assoluta decisione.
Sono diversi i casi nel bresciano in cui l’ombra di questo sistema marcio appare inequivocabilmente, basta ricordarne solo alcuni: 
I giardini di via Nullo, nell'area Caffaro, dove un' azienda sulla carta senza requisiti nè capacità ha ricevuto l'incarico di “bonificare” il terreno inquinato. Sono intervenuti semplicemente rimuovendo la terra senza nessuna precauzione spostandola in un area diversa, per giunta non idonea.
E’ stato arrestato l'amministratore della ditta, ma restano impunite le responsabilità politiche ed amministrative, e della bonifica non si è saputo più nulla.
E come non ricordare l'ex cava Piccinelli: da almeno vent'anni si cerca di risolvere il problema della presenza del Cesio 137, pericolosamente vicino alla falda acquifera da cui pesca l’acquedotto della città. Ma i responsabili per ora ancora non si sono individuati.
Ancora: la discarica di via Brocchi, dove inizia il conferimento di amianto nonostante la protesta dei comitati che hanno segnalato situazioni non chiare con permessi oscuri. Il conferimento è stato fatto senza rispettare le norme di sicurezza ed oggi la discarica è posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria....
Non scordiamoci di via Rose, dove è stato fato il sovrappasso senza le adeguate attenzioni da seguire nella difficile area Caffaro. 
E nemmeno dell' incidente avvenuto nell'agosto di quest'anno all’inceneritore: è comunque stato segnalato un metodo spregiudicato di smaltire i rifiuti.

Sergio Cannavò, avvocato di Legambiente Lombardia, ha poi brevemente presentato il rapporto sulle Ecomafie 2012 spiegando che tutte le inchieste fatte in ambito ambientale hanno costantemente riscontrato il coinvolgimento di colletti bianchi della pubblica amministrazione.

La regione Lombardia è la prima regione per reati ambientali.
Su 78 grandi inchieste effettuate in Italia nel corso del 2012 ben 15 sono partite dalle procure lombarde, e molte altre, pur non partendo dalla Lombardia, la vedono coinvolta.
Gli ecomafiosi sono soggetti che hanno conoscenze e competenze e si legano ad imprenditori puliti che fanno i loro sporchi affari a discapito del nostro territorio e della nostra salute.

Il Dott. Federico Bisceglia, Sostituto Procuratore della Repubblica, è a Brescia da poco meno di un anno dopo l’esperienza alla procura di Napoli.
Molto attivo, si sta occupando di due importantissime inchieste: la discarica Profacta di via Brocchi, e l’incidente all'inceneritore di A2A.
Spiega che la Procura di Brescia sta svolgendo un ottimo lavoro e prosegue raccontando che le inchieste in materia ambientale che sta seguendo sono molto complesse e coinvolgono soggetti perno della nostra società.

Un grandissimo ostacolo nei reati ambientali è la mancanza di limpidezza delle norme, cioè non è chiaro cosa sia consentito e cosa vietato!

Inoltre sarebbe fondamentale che gli amministratori pubblici non rilasciassero mai autorizzazioni solo leggendo accuratamente il progetto, ma dopo aver studiato e conosciuto a fondo il territorio e dopo aver ascoltato, prendendolo nella giusta considerazione, ciò che viene consigliato dai tecnici.

La situazione a Brescia è difficile: ad esempio il NOE (Comando Carabinieri Tutela per l'Ambiente)vede all'opera solo tre o quattro uomini in tutta la provincia. Inoltre gli operatori dell'Arpa non hanno più la qualifica di Ufficiale Giudiziario, per questo motivo non possono intervenire direttamente in caso riscontrino irregolarità, ma solo fare segnalazioni alla PG (per info: http://www.linkiesta.it/procura-contro-formigoni-restituite-i-poteri-all-arpa)

In parlamento chiuse in un cassetto ci sono le norme per i reati ambientali, auspicabile sarebbe finalmente iniziare a parlarne....

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