Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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11/12/12

Schiavi nei campi: triste realtà della Franciacorta

Ne parla Elena Ciccarello sul “Fatto  Quotidiano Online” analizzando il primo rapporto su agromafie e caporalato redatto da Flai-Cgil:

Lavoro nero e caporalato sono fenomeni molto diffusi sul territorio nazionale, con particolari concentrazioni nel Mezzogiorno e in regioni del nord come Veneto, Alto Adige, Piemonte,Toscana e Lombardia. Secondo il primo Rapporto Flai-Cgil su agromafie e caporalato, queste zone ospitano una rete di sfruttamento della manodopera fortemente radicata e legata alla criminalità organizzata.

Nel Rapporto le situazioni territoriali sono classificate sulla base di tre valori. Sono ritenute buone le condizioni di alloggio decente, con orario e salario che rispettano il contratto nazionale e rapporti accettabili con il datore di lavoro. Sono classificate come indecenti/non dignitose le condizioni lavorative di chi vive in un alloggio precario, con orario e salario inferiore al contratto nazionale, rapporti inesistenti con il datore di lavoro, clima strumentale e di totale distacco. È infine classificato come gravemente sfruttato chi possiede solo un alloggio di fortuna, orario lungo, salario a cottimo, rapporti di lavoro mediati dal “caporale” a pagamento e clima di assoggettamento. Vive rapporti ingannevoli con il datore di lavoro, subisce false promesse e frode.

La ricerca condotta dall’Osservatorio ha coinvolto 14 Regioni e 65 province, e ha censito oltre 80 epicentri di rischio, di cui 36 sono risultati ad alto tasso di sfruttamento lavorativo.

LOMBARDIA. In Lombardia i lavoratori stranieri occupati nel settore agro-alimentare ammontano a circa 21.600 unità (su un totale di occupati di poco superiore alla 100.000 unità), e si tratta prevalentemente di romeni e indiani (circa 6000 per nazionalità), seguiti dai lavoratori marocchini e albanesi. La provincia che occupa il maggior numero di lavoratori stranieri nel settore agro-alimentare è Brescia, con circa 6.200 unità.

Le condizioni di lavoro peggiori si registrano nella zona della Franciacorta e nei dintorni di Milano, Mantova, Pavia, Sondrio e Lecco. Ci sono caporali e dunque pratiche di sfruttamento derivanti da truffe/inganni sull’ammontare dei salari o delle ore lavorative, nonché da minacce e violenze psico-fisiche. Nella zona di Franciacorta si rilevano addirittura forme di lavoro gravemente sfruttato, assimilabile al lavoro para-schiavistico.

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Non serve ricordare come la gestione del “business del caporalato” sia di fatto in gran parte in mano alla criminalità organizzata, come segnalato anche nella Relazione 2011 della DNA inerente al nostro distretto.

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