Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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dintorni, dove sono presenti i beni confiscati, dove c'è stato smaltimento illecito di rifiuti o un rogo doloso. Tutti gli eventi sono tracciati e tenuti aggiornati dallo staff della rete.

11/12/12

Ombre sull’azienda che bonificherà via Nullo?

La notizia, ripresa dal portale quibrescia.it, è di Andrea Tornago per Radio Popolare:

Un’impresa coinvolta nell’inchiesta sui fondi neri a Nicoli Cristiani si occuperà della bonifica di un’area Caffaro.
Lo ha riferito Radio Popolare, con un servizio realizzato da Andrea Tornago andato in onda nella serata di lunedì 10 dicembre. Secondo quanto riferito, per la bonifica dei giardini di via Nullo, a Brescia, contaminati da diossine e Pcb, lo scorso 29 novembre il Comune di Brescia ha incaricato la ditta “Vezzola” di Lonato, il cui consigliere delegato, Stefano Vezzola, è indagato dai magistrati di Brescia per aver versato illecitamente 20mila euro all’ex vicepresidente del Consiglio Regionale del Pdl Franco Nicoli Cristiani.
La “Vezzola” è una delle imprese impegnate nella costruzione dell’autostrada “Brebemi”, per cui starebbe effettuando lavori per un appalto superiore ai 50 milioni di euro. Ora si dovrà occupare di asportare terreno contaminato da Pcb fino a 140 volte oltre i limiti su un’area di 7mila mq accanto all’industria chimica “Caffaro”.
La bonifica dei giardini di via Nullo era già stata fermata dalla magistratura nel 2009, perché la ditta “Moviter”, incaricata dal Comune, falsificava le bolle di trasporto per smaltire illegalmente il terreno in una cava nella bassa bresciana. L’amministratore della “Moviter” è stato poi condannato per smaltimento illecito di rifiuti, e del caso si è occupata nel maggio scorso anche la Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta dall’onorevole Gaetano Pecorella.
Dopo il caso “Moviter” era stato chiesto al Comune di non affidare i lavori a chi offre il massimo ribasso sull’importo dell’asta pubblica: ma il nuovo appalto è stato vinto dalla “Vezzola” grazie a un’offerta al ribasso del 28%, addirittura superiore al 25% offerto a suo tempo dalla “Moviter”.

Un veloce riepilogo  della vicenda “Moviter”:

BRESCIAOGGI.it – 18 dicembre 2009
IL CASO. Il titolare della Moviter ribadisce «tranquillità ed estraneità»
VIA NULLO, CI SONO TRE INDAGATI NELLA VICENDA DELLA BONIFICA
Ci sarebbero tre indagati nella vicenda della bonifica dei giardini di via Nullo, ma nessuno di essi nell’ambito dell’Amministrazione comunale. La ditta Moviter, vincitrice della gara d’appalto comunale per la bonifica, con il suo legale non aggiunge altro alle dichiarazioni di ieri con le quali esclude di aver movimentato rifiuti speciali pericolosi, e ripete che si tratta di inerti di scavo non pericolosi. Gli inerti sono stati portati nella cava Esse Emme di Manerbio, e per parte sua il titolare Massimo Mombelli ribadisce «tranquillità e assoluta estraneità».
In attesa di avere in mano atti più concreti si riconferma parte lesa e, «a bocce ferme - dice -, quando tutto sarà chiarito, mi riservo di riprendere in mano la situazione per ripercorrerla da cima a fondo». Certo è che i giardini di via Nullo sono nel sito di interesse nazionale Brescia Caffaro. I carotaggi fatti a suo tempo da Arpa hanno dimostrato la presenza di inquinanti negli oltre 2 milioni di metri quadrati del quadrilatero tra via Milano, il Vantiniano, la ferrovia Milano-Venezia e il Mella.
Se così non fosse stato, ci sarebbe da chiedersi perché spendere 71 milioni di euro (300 mila in via Nullo) per asportare terra innocua. Ma dubbi e interrogativi per ora sono destinati a restare senza risposta. Al momento neanche il responsabile del dipartimento Arpa di Brescia, Giulio Sesana, è in grado di sciogliere l’enigma. Ammette che gli inquinanti c’erano, ma non si stupisce che dalle analisi più recenti non ne risulti traccia.
L’ultima parola su cosa ci sia davvero in quell’area oggetto del contendere la diranno le analisi che sono appena partite sui campioni di terreno già prelevati. La spruzzata di ieri non ha fermato i lavori. «Un po’ di neve non ci blocca e non ci rallenta - dice Sesana -, ma per completare il lavoro ci vorrà qualche giorno». Arpa è stata chiamata a dare supporto tecnico agli investigatori della Forestale, che hanno messo sotto sequestro sia i giardini di via Nullo, sia la porzione di cava Esse Emme dove è stato depositato il materiale.
Sarà un lavoro «difficile», ma «verificheremo fino in fondo di cosa si tratta», promette Sesana. In ogni caso, complici anche le vacanze natalizie, la risposta non arriverà prima di 15 o 20 giorni. MI.VA.

Bresciaoggi.it – 14 ottobre 2010
AMBIENTE. È la prima condanna per il caso della bonifica del terreno prelevato dai giardini di via Nullo. Davide Bianchi, 40 anni, camuno è amministratore della Moviter la società che si è aggiudicata l'appalto indetto dalla Loggia
PCB, PER SMALTIMENTO ILLECITO PATTEGGIA 3 ANNI E 2 MESI
Tre anni e due mesi di condanna. E' la pena patteggiata da Davide Bianchi, 40 anni, di Corteno Golgi, amministratore di fatto della «Moviter» di Edolo, accusato di smaltimento illecito del terreno del Pcb prelevato dall'area cittadina di via Nullo. Bianchi, detenuto a Canton Mombello, ha patteggiato la pena con il giudice Roberto Spanò.
Per la procura la società di Bianchi avrebbe smaltito in modo illecito del terreno al Pcb gettandolo in cava anzichè eliminarlo secondo le direttive imposte dalla legge. Oltre a Bianchi sono finite nei guai anche altre tre persone: Anna Maria Plona, moglie di Bianchi e amministratrice della Moviter, Andrea Pelucchi della «Onesti» e Massimo Mombelli, titolare della cava «EsseEmme» di Manerbio. Ma la vicenda processuale dei quattro si è divisa. I tre imputati sono comparsi nei giorni scorsi davanti al gup Francesco Nappo che li ha rinviati a giudizio: compariranno davanti ai giudici il prossimo 19 ottobre. Bianchi, invece, aveva ricevuto in carcere un decreto di giudizio immediato e ha scelto di patteggiare. Dopo il patteggiamento è tornato in carcere, dove si trova dall'arresto dello scorso novembre.
Nel processo si sono costituite parte civile il Comune di Brescia, che si ritiene danneggiato per lo smaltimento anomalo del terreno prelevato da via Nullo e contaminato da Pcb e A2A, per la gestione anomala dei rifiuti provenienti dai lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria delle fognature pubbliche della provincia di Brescia e di Bergamo, effettuata da «Locale» società che ormai non opera più, sempre riconducibile a Bianchi.
La condotta illecita, secondo quanto ricostruito dalla procura, sarebbe stata messa in pratica grazie anche all'utilizzo di documenti falsi che avrebbero consentito alla società che gestiva i rifuti fognari di truffare le aziende da cui aveva ottenuto l'appalto. La società otteneva da A2A compensi per lo smaltimento di rifiuti che venivano invece smaltiti illegalmente in siti che non sono stati individuati da chi ha condotto le indagini.
I GUAI per Bianchi e per gli altri tre indagati , erano iniziati a novembre, quando erano state sequestrate l'area di via Nullo e la cava «Esse Emme» di Manerbio. Nella cava di Mombelli, come accertato dagli investigatori del Nita, coordinati del procuratore aggiunto Fabio Salamone, era stato smaltito il terreno inquinato che gli scavatori avevano prelevato dai giardini di via Nullo per le operazioni di bonifica. A smaltire il terreno inquinato la «Moviter», la società che si era aggiudicata l'appalto indetto dalla Loggia. Ma il terreno prelevato dalla zona contaminata non avrebbe dovuto essere smaltito in cava, bensì in centri autorizzati per essere trattato e poi depositato in discarica.
Nella cava di Manerbio, secondo la ricostruzione dell'accusa, non sarebbero finiti alcuni camion di terreno al Pcb, ma ben oltre 4 mila tonnellate, tutta terra proveniente dai giardini di via Nullo.
Per il reato di smaltimento illecito di terreno contaminato si è arrivati, dunque, alla prima condanna in patteggiamento: una pena per Bianchi di 3 anni e 2 mesi. Ora a essere giudicati saranno gli altri tre imputati.
Wilma Petenzi

Dal blog di Andrea Tornago bracebracebrace.wordpress.com:

La bonifica infinita di via Nullo

Il degrado di via Nullo (foto brace b.b.)

Il degrado di via Nullo (foto brace b.b.)

Si ostinano ancora a chiamarlo «parco», anche se è ridotto a una spettrale discarica di se stesso. Il giardino pubblico di via Nullo, all’altezza dell’industria Caffaro, è in stato di abbandono da più di due anni. Dove cresceva l’erba ora ci sono le ferite della bonifica infinita, fermata dalla magistratura nel novembre del 2009: la terra alla diossina e ai Pcb (fino a 140 volte oltre i limiti), scavata e asportata dalle ruspe della ditta «Moviter» su incarico del Comune, veniva smaltita abusivamente in un laghetto di cava.

L'ingresso dei giardini contaminati (foto Tornago)
L’ingresso dei giardini contaminati (foto Tornago)
La recinzione aperta (foto Tornago)
La recinzione aperta (foto Tornago)
Il degrado (foto Tornago)
Il degrado (foto Tornago)
Degrado (foto Tornago)
Degrado (foto Tornago)
Sedie accanto a un cumulo di terra (foto Tornago)
Sedie accanto a un cumulo di terra (foto Tornago)
Cinema all'aperto (foto Tornago)
Cinema all’aperto (foto Tornago)

Dopo il dissequestro del cantiere, il 25 ottobre 2011, i lavori sarebbero dovuti ripartire (entro maggio 2012 assicurava il Corriere nel febbraio scorso; ora pare entro gennaio 2013). Ma ogni scadenza ormai è stata tradita. Gli abitanti di via Milano d’estate sono costretti a organizzare il loro cinema all’aperto su un piazzale di cemento all’esterno dei giardini, anche se sulla locandina il luogo indicato dalla Circoscrizione Ovest è il «parco di via Nullo». A pochi metri dal maxischermo i cumuli di terra alla diossina, privi di ogni copertura, si polverizzano nel vento mentre al cinema proiettano «Benvenuti al Nord».

> I dati Arpa sulla contaminazione del terreno

> La vicenda giudiziaria

Di notte via Nullo è territorio di spaccio e di deragliati in cerca di un rifugio. Si ritrovano lì, nelle terre di nessuno delle fabbriche dismesse del «comparto Milano». A volte li sorprendono le mille insidie delle ex fabbriche, come accaduto ai due tedeschi in cerca di riparo precipitati nei sotterranei dell’Ideal Clima in febbraio. E come la maggior parte degli stranieri che si aggirano intorno alla Caffaro, non hanno mai sentito parlare dei policloro bifenili.

Un ragazzo ha costruito il suo giaciglio di fortuna nel parco contaminato, e scruta nervoso le auto che passano in via Industriale. Ma in fondo lo sa, che lì non gli succederà niente. La polizia è interessata allo spaccio di droga e ai furti di rame lungo la ferrovia. E nei giardini avvelenati vicini alla fabbrica chimica, a Brescia, c’è un posto tranquillo anche per i disperati.

Andrea Tornago

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