Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

Clicca sulla mappa e scopri quali sono le allerte in provincia di Brescia e
dintorni, dove sono presenti i beni confiscati, dove c'è stato smaltimento illecito di rifiuti o un rogo doloso. Tutti gli eventi sono tracciati e tenuti aggiornati dallo staff della rete.

16/10/12

Succede in Lombardia…

Due notizie che ci riguardano molto da vicino…

Da “L’Eco di Bergamo”: La bergamasca non è immune “70 episodi di stampo mafioso”

La mafia in Bergamasca alza muri, vende droga, sfrutta. E non da ora. Da almeno cinquant'anni. Lo documenta un dossier di «Libera» in costruzione, che raccoglie 70 episodi di stampo mafioso, con base qui, nel cuore del Nord ricco e operoso.
L'autore è Rocco Artifoni, uno dei portavoce del coordinamento bergamasco di associazioni contro le mafie: amministratore di una cooperativa, 52 anni, almeno dieci impegnati nelle battaglie di don Luigi Ciotti.
Proprio oggi si costituisce un gruppo di lavoro che lo affiancherà nella verifica di fonti e dati per completare il quadro. E che la mafia non sia un'«astrazione», ma che abbia «fondamenta», lo dimostrano anche i 18 beni immobili confiscati alla criminalità organizzata in provincia, e i molti altri in arrivo, per ora solo sotto sequestro.
Nelle intercettazioni sul «caso Zambetti», la 'ndrangheta dice: «Prendiamo Bergamo». Che effetto le fa?
«Di certo non mi stupisce. Solo qualche mese fa erano uscite intercettazioni in cui la 'ndrangheta usava le stesse parole, dicendo che avrebbe "preso" un'azienda di scavi, poi fallita. L'intenzione non è andata in porto, ma c'era».
Dalle intenzioni, però, spesso si passa ai fatti.
«Decisamente. Negli ultimi tre anni, attraverso libri, sentenze, ordini di custodia cautelare, ho raccolto almeno 70 episodi di attività mafiose che si sono svolti in provincia di Bergamo negli ultimi cinquant'anni».

Da “Il Giorno”: Taglieggiato chiede aiuto alla ndrangheta. Arrestato ristoratore di Crema

Crema, 11 ottobre 2012 - Veniva taglieggiato dai delinquenti e al posto che sporgere denuncia si è rivolto alla 'ndrangheta. Che ha sì risolto il problema principale, ma che gli ha chiesto in cambio alcuni favori, come quello di custodire armi e altro materiale poco lecito. Per questo motivo è finito in manette anche Valentino Gisana di Crema, marito della titolare di una società di ristorazione della zona. E' uno dei filoni che ha portato all’arresto dell’assessore regionale lombardo alla Casa Domenico Zambetti.

L’arresto è stato eseguito dalla compagnia dei carabinieri di Milano nella casa dell’uomo. I carabinieri hanno condotto l’arrestato a Milano. Secondo gli inquirenti appunto, Gisana veniva taglieggiato e invece di sporgere denuncia si è rivolto alla ‘ndrangheta. L’ organizzazione criminale lo ha aiutato, chiedendogli in cambio alcuni favori. Lui, che non è affiliato, aveva probabilmente il ruolo di custodire armi e altro materiale compromettente. Nel corso della perquisizione, i carabinieri hanno rinvenuto pistole con la matrice abrasa e sembrerebbe anche alcune carte di credito clonate oltre a 200.000 euro in contanti.

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