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23/10/12

Campagna “Pizzo e Usura” a Roncadelle: i risultati

Ci abbiamo lavorato per più di un anno insieme al Sindaco di Roncadelle Michele Orlando ed ai ragazzi di Libera. Avevamo lanciato il progetto, ed avevamo chiesto a più di 500 operatori del Comune di rispondere, in forma anonima, al nostro questionario facente parte del “Progetto Integrato per la conoscenza e l’analisi del territorio e della diffusione della cultura e del contrasto alla criminalità organizzata nelle sue Migliori Pratiche” (qui tutte le informazioni).
Oggi possiamo finalmente analizzare i frutti di questo lavoro, grazie alla tabulazione delle risposte operata da Giuseppe Giuffrida di Libera Brescia.

Poche parole di commento alla relazione che troverete poco più sotto.
Sono stati 64 (dei 536 arrivati a destinazione) i moduli riconsegnati al Comune. Certo il dato non è dei più entusiasmanti e mette in luce l’esigenza di continuare in questo percorso di sensibilizzazione che abbiamo intrapreso. E’ evidente infatti che se la grande maggioranza (e qui siamo oltre l’80%) degli interessati ha deciso di non compilare il questionario non può essere che per due motivi: per paura o per disinteresse all’argomento. Ed in entrambi i casi è necessario perseverare a battere il chiodo sul tema, perchè se è vero che i risultati dimostrano che il pizzo e l’usura non sono un problema radicato a Roncadelle, è anche vero che è di vitale importanza mantenere altissima la guardia per impedire che lo diventi.
Lo abbiamo già anticipato: i risultati, per quanto possano dare indicazioni solo su una fetta del campione interessato, sono confortanti.
La parte di questionario su cui abbiamo lavorato era dedicata alle esperienze dirette vissute dagli operatori. I numeri sono sicuramente positivi, ma non bisogna sottovalutare quell’unico caso di estorsione emerso. Altrettanto significative ed importanti le percentuali di persone che riferiscono di aver conosciuto vittime di Racket o Usura. Non è possibile stabilire se il caso di estorsione sia avvenuto a Roncadelle (l’operatore in questione ha avuto esperienze anche in altri Comuni), e nemmeno lo si può sapere per i casi di reati “riferiti”. Il dato certo, però, è che il fenomeno aleggia, ed è importante che le Amministrazioni, la Associazioni di Categoria e le Autorità siano pronte ad intervenire.

Aldilà di quanto emerso possiamo affermare che l’esperienza è stata fino ad ora molto positiva per diversi aspetti.
Innanzitutto con questa campagna il Sindaco di Roncadelle ha dato un segnale importante ai propri concittadini: l’Amministrazione è presente e vigile anche riguardo ad un tema importante ma spesso sottovalutato come quello del contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata.
In secondo luogo si è finalmente sfondata una porta: anche nella nostra Provincia si è cominciato a portare avanti progetti ed iniziative su Pizzo ed Usura. Quella di Roncadelle è stata la prima campagna dedicata al tema, e sicuramente aver creato un precedente servirà ad altre realtà per trovare lo stimolo a prendere d’esempio questo lavoro.
Infine ha permesso a noi della Rete Antimafia di fare un’importante esperienza che ci ha dato la possibilità di accumulare informazioni utili per lavorare al prossimo progetto che ci verrà proposto.
Perchè la nostra intenzione è quella di non limitarci a Roncadelle, ma di esportare questo tipo di iniziativa , con l’aiuto di associazioni, amministrazioni e realtà locali, anche in altri Comuni della nostra Provincia.  

La relazione:

Tra il mese di maggio ed il mese di giugno 2012 sono stati distribuiti dal Comune di Roncadelle n. 550 Questionari.

N. 13 sono stati restituiti per assenza dei destinatari o cessazione di attività.

N. 64 Questionari sono stati compilati e riconsegnati al Comune di Roncadelle

I DATI EMERSI

A) LEGALITA’

Il 93% ritengono che la legge deve essere sempre rispettata, anche quando la si considera sbagliata o lede gli interessi personali:

il 63 % danno del termine legalità il significato di libertà, perché le regole comuni assicurano a ciascuno lo spazio di agire senza essere sottoposto al potere altrui, oltre che annettono anche l’idea stessa di sviluppo economico, perché la criminalità soffoca la concorrenza ed impedisce l’iniziativa di chi lavora e di chi dà lavoro.

L’83% ritiene non ammissibile pagare le tasse meno del dovuto, dare “bustarelle” in cambio di favori

L’ 86% ritiene ammissibile collaborare con gli organismi preposti ai controlli ed osservare le norme. Parimenti ritiene non ammissibile sottrarsi volontariamente alla verifica fiscale.

Il 73% denuncerebbe senza alcuna esitazione l’autore di un furto, di una piccola frode se commesso in suo danno. Ma di questi, il 38 % denuncerebbe solo se ritenesse il fatto “grave”.

Il 9% non denuncerebbe nulla per la scarsa fiducia nella giustizia.

L’ 84% ritiene l’atteggiamento delle Forze dell’Ordine corretto, rispettoso dei diritti dei cittadini, e valuta pronto ed efficiente, il loro intervento.

B) RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Per quanto riguarda il rapporto con la P.A: dello Stato centrale, il dato viene frazionato in piccole percentuali rispetto alle quali emerge sostanzialmente un sufficiente giudizio complessivo.

Infatti, il 36 % lo ritiene “faticoso” , il 28%, lo ritiene “inefficace”, il 28% lo ritiene soddisfacente.

Quanto agli enti locali, il giudizio complessivo appare meno “faticoso” e più “soddisfacente”.

Infatti il 25% lo giudica “faticoso” mentre il 50% lo giudica soddisfacente.

Soltanto l’ 1% giudica i rapporti amministrativi con gli enti locali “inefficace

Interessante il “consiglio” che viene dato alla P.A. per garantire corretti rapporti con il cittadino.

Infatti il 77 % ritiene che la P.A. debba coinvolgere il cittadino nelle decisioni più rilevanti, organizzando, secondo il 66%, momenti di verifica del gradimento del proprio operato.

La preoccupazione in sede locale si riscontra nella valutazione della ricorrenza delle problematiche con cui un imprenditore deve confrontarsi nel suo territorio.

Il timore viene espresso nelle percentuali di truffe (46 %) e furti (52 %).

Nella tipologia delle risposte multiple, il 60% valuta in aumento i reati di truffa, poco meno, il 53 % quelli di furto.

Il 23 % ritiene in aumento i reati di estorsione ed il 41% quelli di usura.

Proprio il 63% rileva il maggior rischio di estorsione nel settore del commercio e dell’artigianato.

Il contrasto a tutto questo può realizzarsi, secondo il 66% con un maggior controllo da parte delle forze dell’ordine.

Ma a tutto questo segue l’80% che ritiene necessarie sanzioni certe e più severe.

C) ESPERIENZE DIRETTE/INDIRETTE

Il Questionario ha affrontato, come detto, il tema delle esperienze dirette/indirette, per verificare se ciò che è percezione si identifichi anche in dato certo e riscontrato personalmente, seppur anche nella forma indiretta.

Il 34 % opera nel commercio , il 15% nell’artigianato, il 15 % nell’industria, il 10 % nei servizi ed il 17 % liberi professionisti.

Il 79% non è mai venuto a conoscenza di episodi di estorsione nella cerchia delle sue conoscenze, contrariamente al 12 % che ha risposto positivamente.

Il 73 % non ha mai conosciuto imprenditori o commercianti che hanno fatto ricorso agli usurai, contrariamente al 17 % che ha risposto positivamente.

Nessuno ha dichiarato di essere stato vittima di tentativi di usura

1% i casi di estorsione e 49 % i casi di furti subiti.

Questi i dati reali restituiti dal Questionario nella parte relativa ai fatti concretamente accaduti.

Il 77 % ritiene che l’imprenditore o il commerciante “taglieggiato” o “usurato” dovrebbe chiedere aiuto alle forze dell’ordine.

Il 23 % alle associazioni di categoria e l’1 % a persone influenti.

L’ 81% ritiene che la paura per ritorsioni a se o alla propria famiglia impedisca di chiedere aiuto alle istituzioni nei casi di usura o estorsioni.

Il 9 % ritiene che le mancate denuncie derivino da sfiducia nelle forze dell’ordine .

Il 71 % ritiene che la modalità più diffusa di estorsione sia la richiesta di danaro, il 20 % ritiene invece che si sostanzi nella imposizione di forniture, l’1,5% mediante partecipazione in azienda.

Il giudizio che viene dato alle forze dell’ordine nell’azione di contrasto ai fenomeni di criminalità diffusa nel territorio è un giudizio positivo.

Infatti il 62 % lo valuta “abbastanza incisivo”, mentre il 25 % lo valuta poco incisivo.

Quanto all’azione della magistratura nel contrasto al racket ed all’usura, il 39% la giudica incisiva ed il 41 % poco incisiva.

La mafia a Brescia e nel suo hinterland esiste?

No, per l’1 %.

Sì, ma è un fenomeno marginale, per il 27 %

Sì, e sta sempre più infiltrandosi nell’economia e nelle istituzioni, secondo il 57 %.

Anche in questo caso con il sistema delle risposte multiple, il giudizio sulle azioni maggiormente efficaci per il contrasto ad estorsioni ed usura, assegna il

54 % alle azioni che rendano più breve la durata dei processi,

60 % alle leggi per garantire la certezza delle pene,

35 % a norme che tutelino maggiormente gli imprenditori che denunziano.

Il 28 % ritengono utile facilitare l’accesso al credito legale, coma vera azione di contrasto ai fenomeni di usura.

CONCLUSIONI FINALI

La risposta all’iniziativa voluta dal Comune di Roncadelle, è una risposta positiva.

La novità del Questionario proposto, motiva in parte anche la modesta restituzione degli stessi compilati.

Ma il dato che emerge dai 63 Questionari è un dato significativo, concordante per alcune domande proposte e congruo rispetto alle emergenze statistiche del territorio.

Infine un accenno ai molteplici giudizi apposti dai compilatori al termine del questionario.
38 su 63 hanno voluto esprimere un giudizio finale.

36 casi di valutazione apprezzata per l’iniziativa.

1 “poco utile”

1 “troppe parole pochi fatti e poca coerenza”

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