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11/09/12

No alla 'ndrangheta: la lezione degli studenti In coda per comprare dalla vittima del racket

Una bella storia che merita di essere raccontata.
C’è un punto importante su cui vorremmo che si focalizzasse l’attenzione: l’unico modo per uscire dal tunnel delle estorsioni è denunciare.
E’ vero, non è facile. Ci si può trovare a dover affrontare momenti duri, a combattere con la paura, a lottare per mantenere viva la speranza. Ma si può contare sullo Stato, sulle Forze dell’Ordine, e soprattutto sulla parte migliore della società civile, come successo a Milano.
D’altra parte l’alternativa è una sola: una vita di pizzo e di terrore.

Da milano.repubblica.it

La vera lezione, alla fine, è arrivata dai ragazzi di Fisica. Hanno “adottato” quest’omone dall’aspetto burbero ma dal coraggio invidiabile che in Tribunale ­­- il solo tra una ventina di testimoni - ha riconosciuto gli ndranghetisti che per anni lo avevano taglieggiato. E che ha pagato in prima persona il prezzo di una città da sempre troppo indifferente davanti alla criminalità organizzata. Il suo nuovo furgone, con la fila di studenti-clienti e lo striscione di ben tornato, è accanto alla carcassa arrugginita del suo vecchio mezzo, dato alle fiamme in una notte di luglio. Sono stati gli universitari di via Celoria, ancor prima delle istituzioni - che pure stavolta si sono mosse con discrezione e decisione – a far capire al paninaro Loreno Tetti che Milano non l’avrebbe lasciato più solo. Non è stato facile. Perchè resta una diffidenza e un’indifferenza di fondo, perché queste storie di racket ed estorsioni contiuniamo a credere siano solo una questione del Sud. Non è così. Non lo è stato anni fa per altri negozianti e imprenditori che hanno denunciato i mafiosi. Maria Grazia Trotti, orefice, negli anni Novanta ha portato in Tribunale il clan Valle. Poi le accuse caddero e ci sono voluti vent’anni prima che la storia le desse ragione. Vent’anni vissuti sola. Loreno Tetti ha rischiato la stessa sorte, ma qualcosa sembra finalmente essersi svegliato. Merito dei presidenti del comitato antimafia Nando Dalla Chiesa e della Commissione comunale David Gentili, ma soprattutto merito dei ragazzi che non hanno creduto alla bugia di una Milano immune dalla mafia.

Cesare Giuzzi

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