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27/08/12

Giovani che non si arrendono

Già da qualche settimana ormai stiamo seguendo con interesse l’inchiesta curata dal blog d’informazione “Infiltrato.it” riguardante la brutta storia che ha visto come protagonista l’Abbazia florense di San Giovanni in Fiore, piccola cittadina del cosentino.
Una vicenda che ha visto coinvolta la Chiesa, ma anche la politica locale. Una vicenda durante la quale sono sparite nel nulla ingenti quantità di denaro.
Nonostante le difficoltà, le minacce di querele, e l’indifferenza generale con cui questa inchiesta è stata accolta in Calabria, i giovani giornalisti dell’ Infiltrato proseguono con il loro lavoro senza arrendersi.

E’ triste constatare, e qui apriamo una breve parentesi, come sempre più spesso accade che a subire le conseguenze di certe malefatte non siano coloro che le hanno compiute, ma le persone che le hanno scoperte e denunciate.
Il caso di Emiliano Morrone e del gruppo di ragazzi da lui diretto, costretti a difendersi dalle accuse di diffamazione della Curia, dei politici e di una parte della popolazione, è solamente uno dei tanti esempi.
Chi “osa” parlare di mafia, poteri collusi, criminalità organizzata, è considerato un infame, un viscido approfittatore che “parla male” della propria terra per arricchirsi.
Capita addirittura che un Comune (si, proprio così!) per “tutelare la propria immagine e rispettabilità” citi in giudizio un giornalista, reo di aver raccontato le presunte infiltrazioni mafiose del territorio.
E’ successo ad Antonio Mazzeo, giornalista de “I giovani Siciliani”, come racconta Chiara Baldi nel suo pezzo su “Diritto di Critica”.
Il mondo che si rovescia insomma: ormai non è più chi commette i reati a doversi preoccupare dei Tribunali, ma chi li scopre e li racconta!

Ma torniamo a noi…
L’Infiltrato, come dicevamo, non si ferma, e viene in possesso di un documento che dimostra la complicità della politica nel caso dell’Abbazia florense.
Lo espone in un dibattito pubblico di fronte alla cittadinanza, e lo invia alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti allegandolo ad un esposto.
Emiliano Morrone ed i suoi ragazzi non si arrendono, e per questo noi gli siamo vicini.
Quello che fanno non riguarda solo la Calabria, perchè il malaffare, le commistioni tra poteri forti e collusi, sono presenti ovunque, anche vicino a noi.
Il nostro compito (o meglio “dovere”, come dice l’art. 4 della Costituzione) è quello di combatterli, ma soprattutto di difendere, sostenere e confortare tutti coloro che con coraggio e passione accettano la responsabilità di farsi carico di questo scomodo lavoro.

Ecco come Emiliano Morrone racconta gli ultimi sviluppi:

Abbazia florense: il documento col falso del Comune e le cazzatelle della politica, che tace sugli orrori

C’è un documento del Comune di San Giovanni in Fiore (Cosenza) che dichiara il falso.
Con questo, la casa di riposo nell’Abbazia florense è stata accreditata dalla Regione Calabria, pur operando senza contratto in locali del municipio. Gli immobili, del 1200, hanno l’agibilità per uffici. La gestione, la San Vincenzo De’ Paoli srl, all’interno ha realizzato lavori di adeguamento. Mancherebbe il parere delle soprintendenze. Ne parla Angelo Gentile, ex consigliere comunale dei Socialisti di Zavattieri, il solo a seguire scrupolosamente la vicenda, dopo l’accordo con cui l’allora parroco don Franco Spadafora, con l’avallo di monsignor Leonardo Bonanno per la Curia arcivescovile di Cosenza, cedette il vecchio ospizio alla San Vincenzo De’ Paoli srl.

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