Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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04/07/12

Bomba a casa del PM: intimidazione mafiosa?

Il Procuratore Generale di Brescia Guido Papalia era stato suo malgrado profetico quando, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario (qui l’intero discorso), aveva proferito queste parole:

Occorre, peraltro, sottolineare che alcuni fatti, all’apparenza rientranti tra i c.d. “crimini di strada”, sono in realtà sintomatici di una diversa e ben più pericolosa presenza criminale nel territorio in cui si verificano. Mi riferisco, in particolare, a quanto segnalato dal procuratore di Mantova circa un‟allarmante incremento in alcune zone di quel circondario di incendi e distruzioni di autoveicoli ed altri mezzi impiegati nell‟attività edilizia.
E‟ noto che attraverso “avvertimenti” di questo tipo le organizzazioni criminali mafiose cercano di intimidire gli operatori economici per assoggettarli al loro volere e per controllare agevolmente il territorio dove intendono agire indisturbati per conseguire illeciti profitti anche attraverso la gestione o, comunque, il controllo delle attività economiche lecite.
Occorre alzare la guardia ed intensificare gli sforzi non solo per individuare gli autori materiali dei singoli fatti ma anche l‟organizzazione che li ha pianificati ed attuati.

Come dicevamo queste parole sono state purtroppo profetiche.
Nella notte di ieri, infatti, un ordigno è stato fatto esplodere di fronte all’abitazione del dott.Giulio Tamburini, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Mantova, impegnato anche come distaccato per la DDA di Brescia.
Ecco la nota pubblicata al riguardo dalla Prefettura di Mantova:

Nella mattinata odierna si è svolta in Prefettura una riunione di coordinamento delle Forze di Polizia -presieduta dal Viceprefetto Vicario Angelo Araldi- per approfondire i profili connessi al gesto criminale compiuto, nelle prime ore della mattinata medesima, nei confronti del dott.Giulio Tamburini Sostituto Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Mantova e per definire le misure di protezione del caso. Al cennato incontro hanno altresì partecipato il Questore Antonino D’Aleo, il Comandante Provinciale CC Roberto Campana, il Comandante Provinciale GDF Dario Guarino nonché, tenuto conto della rilevanza della questione, il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Brescia Guido Papalia ed il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Mantova Antonino Condorelli. L’episodio in questione attiene alla deflagrazione di un ordigno rudimentale davanti al cancello dell’abitazione in Mantova del cennato magistrato con la rottura di vetri e con la caduta di calcinacci nonché con un boato e con una fiammata ampiamente percepiti dalle circostanti ulteriori abitazioni. Unanimemente si è rilevata l’eccezionalità del descritto episodio che non ha precedenti nel mantovano in relazione all’attività di un magistrato della carriera requirente. Nell’ampia disamina condotta nella riunione, non è stata esclusa alcuna matrice cui ricondurre il gesto criminale, nella considerazione che il dott.Tamburini è da tempo titolare di importanti indagini penali che spaziano dall’inquinamento ambientale, alla criminalità organizzata, alla criminalità di etnie straniere (ad esempio di provenienza indiana) fino a singoli procedimenti riguardanti minacce ed aggressioni riferite a cittadini italiani ed anche a soggetti stranieri presenti nel territorio. Nel rispetto del segreto istruttorio e della necessaria riservatezza degli accertamenti in corso, non è stata esclusa alcuna pista investigativa e sono state disposte, tramite l’Arma Carabinieri, verifiche da parte del R.I.S. di Parma in ordine alle modalità di confezionamento dell’ordigno ed al materiale utilizzato. La Prefettura ha ampiamente recepito le condivisibili preoccupazioni degli alti magistrati presenti nonché le accurate informazioni rassegnate dagli Organi di Polizia e ha disposto, con effetto immediato, specifiche misure di protezione nei confronti del dott.Tamburini e con riguardo anche ai suoi familiari, secondo dettagliate modalità operative nel cui merito non ci si diffonde per comprensibili ragioni di sicurezza. Si è unanimemente convenuto di tenere continuamente monitorata la delineata situazione, ricalibrandone i profili tutori in base alla progressiva futura acquisizione di ulteriori elementi e rassegnando immediate notizie al Ministero dell’Interno. Lo si apprende da un comunicato stampa del UTG - Prefettura di Mantova.

E’ troppo presto per giungere a conclusioni che sarebbero certamente troppo affrettate, ma il sospetto che si tratti di un’intimidazione mafiosa è forte.
In attesa di conoscere i risvolti di questa brutta vicenda esprimiamo la nostra più sincera solidarietà al dott. Tamburini ed alla sua famiglia.

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