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24/07/12

Amianto non trattato a Montichiari, Arpa: “Presto controlli all’Ecoeternit”

Riprendiamo e condividiamo l’interessantissimo servizio curato dal giornalista Andrea Tornago ed andato in onda su Radio Popolare nella trasmissione “Semaforo blu” di ieri riguardante l’incidente che ha coinvolto un Tir carico di amianto e diretto alla Ecoeternit di Montichiari avvenuto due settimane fa.
Venerdì 13 luglio 2012 un tir carico di amianto diretto alla discarica “Ecoeternit” di
Montichiari ha perso per strada 5 quintali di eternit, finiti in frantumi nel corso di una
curva. Grazie a questo incidente si è scoperto per caso che l’amianto che stava per
essere conferito in discarica non era trattato. Con che garanzie di sicurezza viene
smaltito l’amianto che finisce nella discarica più grande della Lombardia, gestita da
Mauro Papa, l’imprenditore amico di Franco Nicoli Cristiani?
Il primo ad accorrere sul luogo dell’incidente è stato il presidente del comitato
“Montichiari Sos Terra”, Luigi Rosa:

LUIGI ROSA (Montichiari Sos Terra):
“Lo abbiamo scoperto per caso. Un nostro amico passava nelle vicinanze, ha visto l’incidente in
diretta e ha chiamato subito noi del comitato. Per fortuna eravamo in zona e siamo arrivati subito.
Il carico era disperso in mezzo alla strada e abbiamo fermato tutto, prima che lo portassero via
senza controllarlo e senza metterlo in sicurezza. I dirigenti dell’Asl dicevano che si poteva caricare
image su, metterlo in sicurezza e portarlo in discarica, mentre il dirigente dell’Arpa ha constatato che
l’amianto che era scaricato in strada non era conforme, cioè non era trattato come doveva essere
trattato, e anche quello che c’era sul camion era uguale per cui ha ritenuto opportuno sequestrare il
mezzo e il carico”.

L’Asl aveva fatto delle considerazioni sulla presenza di amianto...
“Sì, i dirigenti che sono usciti prima han detto: lo mettiamo in sicurezza poi si può caricare sul
camion e si può portare via. Cosa invece molto diversa quella detta dall’Arpa. Noi eravamo convinti
che l’eternit dovesse essere trattato sia da una parte che dall’altra, difatti quando ho chiamato
l’Arpa gliel’ho detto anche al telefono e mi han detto: «Veniamo subito». Perché probabilmente
han sentito che c’era qualcosa che non andava...han capito. Era trattato solo da una parte
l’amianto, abbiamo anche fatto delle foto delle lastre, che non eran verniciate per niente. L’esito
finale è questo: il camion è stato sequestrato col carico”.

Cosa sarebbe successo se non aveste visto l’incidente?
“Dopo mezz’ora è arrivata la ditta che aveva smaltito questo amianto da Castelgoffredo. Sono
arrivati subito, probabilmente chiamati dall’autista. Sembrava che loro volessero agire
abbastanza in fretta: «Ma sì. Un bancale di eternit...lo carichiamo sul camioncino e lo portiamo in
discarica». Invece noi ci siamo opposti, han visto che eravamo fermi sulle nostre convinzioni:
«Finché non arriva l’Arpa qui non si muove nè camion né carico disperso!»
Il sospetto è che possa essere molto più frequente l’arrivo di materiale non
conforme.
“A noi fa pensare che questo camion non sia stato il primo, e neanche l’ultimo. Abbiamo avuto
quest’incidente che ci ha svelato questa cosa, a noi interesserebbe che gli enti preposti entrassero a
vedere”.

Con una capacità di 510mila metri cubi, la discarica “Ecoeternit” di Mauro Papa può
smaltire circa un ottavo dell’amianto dell’intera regione.
Nelle intercettazioni allegate alle richieste di arresto per Franco Nicoli Cristiani,
Giuseppe Rotondaro e gli uomini del gruppo Locatelli, Nicoli Cristiani dice di Mauro
Papa: “Mauro è grande e vaccinato, di lui ti puoi fidare fino a dieci”. È il 24 ottobre
2011 e Nicoli Cristiani sta proponendo di formare un cartello per il dominio
dell’amianto a Pierluca Locatelli, l’imprenditore bergamasco arrestato nell’inchiesta
BreBeMi, e a Mauro Papa. Il tutto con la benedizione del numero due dell’Agenzia
Regionale per l’Ambiente (Arpa), Giuseppe Rotondaro, che poco dopo chiamerà
Pierluca Locatelli per dire: “Spero di non averti fatto perdere tempo”.
Dopo l’incidente al camion di amianto il direttore dell’Arpa di Brescia Giulio Sesana ha
assicurato: “Cercheremo di capire come lavorano anche alla discarica Ecoeternit”.
Ma su Montichiari qualcuno ha fatto una scommessa ancora più importante: è
l’imprenditore bresciano Alessandro Faustini, che ha richiesto l’autorizzazione per una
discarica di amianto chiamata “Padana Green”: un milione di metri cubi di rifiuti, con
possibilità di ampliamento fino a due milioni. In totale, se la Regione desse il via libera
al progetto, potrebbe smaltire più della metà dell’amianto della Lombardia.

Radio Popolare, “Semaforo blu”, 23-7-12
Andrea Tornago

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