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14/06/12

Truffa e minacce, succede a Desenzano

Sempre per la serie “Parlare di mafia a Desenzano è patetico” (Sen. Achille Serra, 4 Maggio 2012) ecco l’incredibile quanto tragica storia dell’imprenditore Lino Cauzzi.
Il lungo calvario ha inizio nel 2009, ma per lungo tempo denunce e richieste d’aiuto sono state inascoltate.
Oltre al danno la beffa dunque: prima un gruppo di delinquenti (secondo gli inquirenti di Napoli riciclatori del clan Gionta, camorra) gli porta via con la violenza tutto quello che possiede, poi, quando prova a denunciare quello che gli era successo, viene preso per pazzo ed abbandonato.
Ma lui non si da per vinto e dopo due anni di sofferenza e solitudine trova finalmente le persone giuste per portare avanti la sua battaglia: l’ Avv. Giacomo Triolo e tre Magistrati di Padova, che danno inizio alle indagini.
La storia di Cauzzi fortunatamente è a lieto fine: oggi è rientrato in possesso di quasi tutti i suoi beni. Ma solo grazie al suo coraggio ed alla sua incredibile forza di volontà!
L’indifferenza delle tante persone a cui si è rivolto, dei suoi concittadini, dei media bresciani, è colpevole almeno quanto le persone che hanno preso parte al raggiro in cui è stato coinvolto.
Perchè è proprio da questa indifferenza (quando non si sfocia nell’ignoranza, vedi ad esempio le dichiarazioni con cui abbiamo aperto questo post, o addirittura nella connivenza) che la criminalità organizzata trae la linfa vitale con cui crescere.

Di Cauzzi, che abbiamo intervistato mesi fa per il nostro Documentario, finalmente si sono accorti anche i media bresciani.
Ecco il bell’articolo redatto da Matteo Trebeschi per la sezione locale del Corriere della Sera:

«Io, truffato e spogliato di tutto»

Lino CauzziPARLA LINO CAUZZI, L'IMPRENDITORE GARDESANO VITTIMA NEL 2009 DEL RAGGIRO DEI FRATELLI CATAPANO

Via cinque alberghi. Poi le minacce alla famiglia per il silenzio «Non è facile denunciare chi ti minaccia e ti mostra la fotografia di tua figlia. Non mi credeva nessuno, solo la Dda di Napoli: mi hanno interrogato per due giorni»

«Se non li avessi denunciati, sarei stato giudicato complice. Ma non è facile denunciare chi ti minaccia e ti mostra la fotografia di tua figlia».
È la storia di Lino Cauzzi, un imprenditore di Desenzano che tre anni fa è stato costretto a cedere i suoi cinque alberghi al Gruppo Catapano, guidato dai fratelli Giuseppe e Carmine Vincenzo. Raggirato e minacciato da chi avrebbe dovuto diventare suo socio e aiutarlo con i debiti.

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