Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

Clicca sulla mappa e scopri quali sono le allerte in provincia di Brescia e
dintorni, dove sono presenti i beni confiscati, dove c'è stato smaltimento illecito di rifiuti o un rogo doloso. Tutti gli eventi sono tracciati e tenuti aggiornati dallo staff della rete.

20/06/12

Mafia e ambiente

Abbiamo raccontato Sabato durante la tappa bresciana di Nonmifermo quali e quanti siano gli interessi della criminalità nel ciclo dei rifiuti ed in quello del cemento (qui il video dell’intervento).
I dati forniti da Legambiente sono agghiaccianti: nel 2010, analizzando 12 delle 29 inchieste condotte a termine dalla autorità giudiziarie, la quantità di rifiuti illecitamente gestiti si aggirava intorno ai 2 Milioni di tonnellate!
26500, di cui 18000 costruiti ex novo, sono invece gli immobili abusivi emersi nello stesso anno.
Numeri da capogiro che ben illustrano la vastità e complessità del fenomeno.
Brescia non può certo definirsi un’isola felice, anzi.
Nel Maggio dell’anno scorso, durante la visita in città della Commissione Parlamentare d’inchiesta sui rifiuti, fu l’allora Procuratore Capo della DDA a spiazzare tutti con le sue dichiarazioni: “20 inchieste aperte riguardo al traffico illecito di rifiuti”, di cui 11 condotte dall’antimafia, alcune delle quali in collaborazione con la Procura di Reggio Calabria. Non male!
Ma è la DNA (Direzione Nazionale Antimafia) stessa, nella relazione sui lavori del 2010, a spiegare come su Brescia questa non sia certo una novità:

pag. 511 “… considerando la persistente stabilità di fenomeni storicamente radicati nel territorio del distretto ([…], lo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi, […])…”.
D’altra parte le notizie riguardanti cave/discariche abusive, cantieri sequestrati o sversamenti di rifiuti tossici nella nostra provincia non si contano…

Ultimi in ordine temporale:
Bresciaoggi, 13.06.2012
"Il camion conduce alla discarica abusiva" di Alfredo Laffranchi
Nel corso di un normale controllo stradale, gli agenti della Polizia locale di Rezzato hanno accertato che un autocarro stava trasportando sabbia in sovraccarico rispetto a quanto il veicolo poteva trasportare.
Poiché l'eccedenza superava il 10 per cento, rispetto al carico permesso, la prosecuzione del viaggio era condizionata dalla immediata riduzione di quanto trasportato in esubero, sino a rientrare nei limiti stabiliti dalla normativa.
Perciò gli agenti hanno invitato il conducente a scaricare la parte eccedente.
La reticenza del conducente a riportare quanto in esubero dove l'aveva caricato ha però insospettito gli agenti della Polizia locale; tra l'altro la scheda di trasporto che permette di verificare sia la provenienza che la destinazione del carico non risultava compilata.
La pattuglia ha così seguito il mezzo per vedere dove avrebbe scaricato la sabbia in esubero. Gli agenti si sono così trovati di fronte ad una cava, a sud della via Papa Paolo VI, della cui esistenza non erano a conoscenza.
«Gli ulteriori accertamenti compiuti in collaborazione con l'Ufficio tecnico del Comune, settore Ecologia e cave - spiegano all'ufficio di Polizia locale - hanno fatto emergere una situazione di totale abusivismo in quanto la cava è priva di qualsiasi titolo autorizzativo.
La cava, di proprietà di una importante ditta bresciana, ricade nell'ambito territoriale estrattivo, ambito oggetto di un dettagliato rilievo topografico effettuato dall'Ufficio tecnico del Comune di Rezzato verso la scorsa fine di aprile.

Bresciaoggi martedì 19 giugno 2012 – PROVINCIA – Pagina 23
ROCCAFRANCA: Rifiuti chimici lungo l´Oglio
Nonostante i controlli aerei svolti grazie all´Airpol si moltiplicano le microdiscariche abusive nell´oasi Torna di attualità l´idea di un servizio di vigilanza
Abbandonati come nelle peggiori discariche, quelle dove per un´assurda pigrizia i rifiuti vengono lasciati fuori dai cancelli. E a Roccafranca questo capita già regolarmente fuori dai cassonetti - come fuori dall´isola ecologica - dove non è insolito trovare persino interi salotti, in primis per ignoranza oltre che per inciviltà: in troppi pensano che i rifiuti voluminosi non abbiano un sostegno logistico dal Comune che, invece, è a disposizione anche per il trasporto di materiale ingombrante.
Ma trovare addirittura rifiuti chimici nel parco dell´Oglio è a dir poco inquietante. Il verde roccafranchese meriterebbe vere ronde di sorveglianza ma il parco non dispone di un adeguato numero di guardie e il Comune, con due vigili, non può certo fare miracoli.
ALCUNE AZIENDE EDILI lasciano regolarmente rifiuti inerti nelle rogge o in mezzo alla campagna. Nei giorni scorsi si è passato il segno, con materiale fortement! e inquinante, a base di calcite e di aggrappanti, ossia materiale chimico che favorisce la tenuta successiva di applicazioni alle pareti.
A dispetto dei controlli che l´ente Parco afferma di avere attivato - anche con il super leggero Airpol che, in base al Patto di pubblica sicurezza, è in forza a Chiari - il cuore dell´area Oglio Nord appariva più controllato negli anni ´80, quando gli agricoltori avevano il terrore di prelevare ghiaia dalla zona. Sentimenti che sembrano tristemente superati, nonostante due anni fa si fosse annunciata l´assunzione di guardie non volontarie.
Nel parco, almeno a Roccafranca, è inoltre scomparsa la segnaletica di tutela, compresi i divieti di accensione fuochi. Ed è impressionante il numero di roghi accesi in questi giorni proprio all´interno dell´area di tutela del fiume: veri e propri barbecue improvvisati ricavati nella radura.

Bresciaoggi mercoledì 20 giugno 2012 – PROVINCIA – Pagina 19
ORZIVECCHI. Allarme inquinamento: pesci senza vita nella roggia
Carpe, vaironi, cavedani , scardole: galleggianti a centinaia, con la pancia rivolta all´insù, tutti senza vita. Una scena agghiacciante, che ieri verso il tardo pomeriggio ha visto di colpo trasformarsi la limpida roggia Cesaresca, nel pieno cuore di Orzivecchi, in un´autentica «fossa comune» per pesci d´acqua dolce. A dare l´allarme alcuni abitanti delle case dirimpetto alla roggia, allertati da un tanfo micidiale, che anche ieri sera continuava a rimbalzare senza tregua tra campi e argini lungo via Coniolo (strada su cui si affaccia la Cesaresca).
Una morìa improvvisa, molto probabilmente dovuta a sversamenti tossici provenienti da un´altra roggia, la Floria, che alimenta la stessa Cesaresca, muovendo dalla zona rurale di Comezzano. Sul posto sono intervenuti due funzionari dell´Arpa che hanno effettuato un sopralluogo ed hanno prelevato campioni di acqua contaminata ed esemplari di pesci. Le cause! , al momento, sono al vaglio dei tecnici e bisognerà attendere i risultati delle analisi per capirne di più. Fatto sta che a Orzivecchi, ieri sera, di fianco alla roggia c´erano i pescatori e gli abitanti del paese, con le mani nei capelli per l´ennesimo caso di inquinamento ambientale nella Bassa. E.ZUP.

E’ dovere anche dei cittadini intervenire per difendere l’ambiente, ancora una volta è la DNA a spiegarlo:
pag. 308 “L’indubitabile presenza della criminalità organizzata NON PUò comunque ESSERE UTILIZZATA E SFRUTTATA PER ERIGERE COMODI PARAVENTI od offrire facili alibi col rituale risultato di SCARICARE ALL’APPARATO REPRESSIVO DELLO STATO LA RESPONSABILITà DELLA SOLUZIONE DEI PROBLEMI.
[…] Il pericolo riguarda l’intero Paese dato che i sodalizi sono in condizione di movimentare rifiuti verso le altre Regioni d’Italia
”.
Non possiamo dunque pretendere che sia solo l’autorità giudiziaria ad occuparsi del problema!
Cosa possiamo fare noi cittadini?
Un’ importante arma a nostra disposizione (che oggi, purtroppo utilizziamo molto raramente) è sicuramente quella che viene definita “segnalazione”.
Attenzione: non si tratta di una vera e propria denuncia, ma di un modo semplice ed efficace per dare un sostanzioso contributo alle autorità.
Per capire meglio di cosa si tratti, e soprattutto come va inoltrata una segnalazione, vi invitiamo a dare un’occhiata a questo studio che abbiamo preparato.

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