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08/05/12

Stop ai lavori: impresa del gardesano vicina alla ndrangheta!

Una notizia che risale ai primi di Aprile, e di cui da noi si è parlato poco e male (qui l’articolo del Bresciaoggi, un copia\incolla molto sbrigativo - e senza citazione! - di pezzi dell’originale di Giovanni Tizian sulla Gazzetta di Modena che trovate qui sotto).
Il quotidiano bresciano ha deciso di omettere i nomi, allora li pubblichiamo noi…

La vicenda prende forma nel modenese, dove un consorzio di imprese vince nell’Ottobre del 2011 un bando della Provincia di Modena.
L’appalto è di 4 milioni di euro in tutto, ma una parte dei lavori viene sub appaltata a ditte esterne. Fra queste c’è la bresciana “G.R.”, a cui viene affidato l’incarico di costruire gli impianti fotovoltaici per due scuole della provincia.
Per una commissione simile (140 mila euro) la legge non prevede ulteriori controlli, ma la Provincia di Modena decide di approfondire, ed invia alla Prefettura di Brescia una richiesta di informazioni, per la quale però la risposta tarda ad arrivare. Ci vogliono 5 mesi prima che l’attesa ed inaspettata notizia giunga finalmente a destinazione: la GR è in odore di mafia!
Pare infatti che dietro al nome della figlia, titolare dell’impresa, si nasconda Giuseppe Ioranni, calabrese della provincia di Reggio, ma da anni trapiantato nel bresciano.
Recentemente condannato a 2 anni e 8 mesi per usura, Ioranni era stato oggetto nel Maggio dello scorso anno di una “informativa supplementare atipica” da parte della Prefettura: la sua “I.G. Impianti elettrici e tecnologici”, ubicata a Bedizzole, ma con sede legale a Molochio (nei pressi di Taurianova, RC), era finita infatti nel mirino della DIA in quanto sospettata di essere vicina a soggetti gravitanti nel mondo della ndrangheta.
La Provincia di Modena reagisce prontamente, togliendo di fatto i lavori alla G.R.

Una storia emblematica che evidenzia quanto sia facile per la criminalità organizzata infiltrarsi nel mondo degli appalti, e, allo stesso tempo, di quanto sia importante il ruolo di vigilanza delle Istituzioni.
Per questo una nota di merito va sicuramente fatta alla Provincia di Modena ed ai Comuni che con essa hanno stilato un protocollo di intesa volontario sulla gestione degli appalti, seguendo il quale si è riusciti a “stanare l’infiltrato”.
Il rammarico invece nasce constatando la freddezza e la superficialità con cui questa notizia è stata colta e rilanciata dai media bresciani.
Evidentemente siamo ancora ben lontani da realtà efficaci come quella emiliana…

L’articolo di Giovanni Tizian per la Gazzetta di Modena:
’Ndrangheta e gli affari del fotovoltaicoPannelli solari in due istituti scolastici superiori: l’installazione subappaltata a una ditta bresciana in odore di illegalità

In quei cantieri tutto sembrava filare liscio. I lavori per costruire gli impianti fotovoltaici nelle scuole Galilei-Luosi di Mirandola e Calvi-Morandi di Finale Emilia, erano cominciati senza intoppi.
Nessuno sospettava della ditta venuta da Brescia, la G.R., che in subappalto era stata incaricata di posare i pannelli solari. Eppure qualcuno la osservava da vicino, da molto vicino. Il motivo è nelle informative della Dia di Milano in cui si legge che la G.R. è riconducibile “a soggetti vicini alla criminalità organizzata”.

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