Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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30/05/12

Rifiuti speciali sotto la Tav bresciana

Articolo tratto  dalla redazione online di brescia.corriere.it

Ancora rifiuti smaltiti illecitamente sotto le grandi opere in corso di realizzazione nella provincia di Brescia.
Dopo il caso Brebemi scoperto a novembre, adesso nel mirino degli investigatori è finita una porzione della nuova rete ferroviaria Tav nella tratta Treviglio-Brescia nel territorio di Castrezzato, i cui lavori erano cominciati all'inizio di marzo .
Dopo accertamenti dei carabinieri della compagnia di Chiari, supportati dal Noe di Brescia, è stato sequestrato un ingente cumulo di materiale (alto almeno 6 metri e lungo circa 30, e di un'altra porzione di circa 150 metri cubi) per compiere accertamenti sulla sua origine, per identificarne i produttori e i responsabili dello smaltimento illecito.
Al momento si tratterebbe di rifiuti speciali non pericolosi, soprattutto cemento (che andrebbe macinato con apposito mulino) misto a materiale ferroso e parti di asfalto. Gli investigatori hanno accertato la presenza di una decina di camion che scaricavano materiale in un'area di circa 70 mila metri quadri, di proprietà della società che sta eseguendo i lavori.
Al momento non risulta alcun indagato.

Redazione Online

Tratto da bsnews.it:

"Il lupo perde il pelo ma non il vizio", è il commento di Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia, alla notizia dell'ennesimo sequestro nei cantieri TAV, avvenuto in seguito all'indagine dei Carabinieri del NOE di Brescia che hanno sequestrato 330 metri cubi di scorie cementizie miste a rottami ferrosi nei cantieri della TAV appena aperti..
"Gli inquinatori senza scrupoli non perdono tempo e a pochi mesi dal sequestro dei cantieri della Brebemi per l'interramento di rifiuti tossici adesso è la volta della TAV.
La criminalità è in perfetta sintonia con l'apertura dei nuovi cantieri delle grandi opere, che anziché rilanciare occupazione e sviluppo diventano aree di stoccaggio di rifiuti speciali".
Una notizia che lascia l'amaro in bocca, anche a fronte della forte esposizione della nostra economia in opere che spesso sembrano concepite più per costare che per servire.
"Non solo l'alta velocità italiana costa il triplo di quanto costi in Europa, circa 34 milioni di euro a chilometro contro i 12 della Spagna - conclude Balotta - ma a quanto pare dovrebbe tristemente e illegalmente assolvere anche al ruolo di discarica di rifiuti speciali".

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