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25/05/12

IL “No alla mafia” di Arnaldo e Calini

Una bellissima iniziativa organizzata dai licei “Calini” ed “Arnaldo” di Brescia.
I nostri complimenti a questi ragazzi!

Il racconto della giornata da parte del Bresciaoggi:

L'INIZIATIVA. Gli studenti dei due licei hanno organizzato un pomeriggio in cui ricordare tutte le vittime delle violenza
La proiezione del film «I cento passi», un corteo per trasferirsi da una scuola all'altra uno spettacolo musicale e l'intervento del procuratore di Mantova, Nino Condorelli

Un filo rosso lega la strage di Capaci, l'uccisione di Peppino Impastato, la strage di piazza Loggia e il recente attentato di Brindisi.
Un filo che ripercorre la storia, attraversa decenni di morte e mancati colpevoli. Un filo che ieri i ragazzi dei licei Calini e Arnaldo hanno riannodato, ricordando - in occasione del ventennale della morte di Giovanni Falcone, di sua moglie e della scorta -, le vittime di mafia e terrorismo.
E per far sentire che i giovani hanno voglia di legalità, e che vogliono manifestare apertamente il loro dissenso nei confronti di ogni violenza.
Il pomeriggio è iniziato allo scientifico Calini, dove è stato proiettato il film «I cento passi» di Marco Tullio Giordana, dedicato alla storia di Peppino Impastato.
Dopo un breve momento di riflessione sulle tematiche trattate nel film, una quarantina di ragazzi sono partiti alla volta dell'Arnaldo, formando un corteo alla cui testa svettava uno striscione con scritto «Vent'anni in cammino», chiuso da un'altra scritta: «Si può sempre fare qualcosa», una frase di Falcone. Arrivati all'istituto di corso Magenta, gli studenti del Calini si sono uniti a quelli dell'Arnaldo: qui, nel chiostro all'ingresso, più di duecento tra ragazzi, genitori e professori hanno assistito alle celebrazioni organizzate dal gruppo «I giovani e la memoria», con letture e intermezzi musicali, con canzoni come «I cento passi» dei Modena City Ramblers e «Inverno» di Fabrizio De Andrè.
«VOLEVAMO DARE un segnale forte alla città per ribadire i concetti dell'antimafia e della legalità: l'impegno civico è sentito da molti giovani - ha spiegato Emiliano Zanelli, rappresentante d'istituto dell'Arnaldo -: la democrazia deve essere un impegno quotidiano, non è solo la delega al voto ogni cinque anni». «Le istituzioni fanno molto per ricordare, ma il compito spetta a noi giovani, a cui appartiene il futuro - ha ribadito Marco Castelli, rappresentante del Calini -. Oggi ricordiamo Falcone e tutte le vittime, avendo nella mente i fatti di Brindisi: lo scoppio di quella bomba mi ha fatto provare, anche se in minima parte, la paura degli Anni di piombo. Unire due scuole significa fare fronte comune per la legalità».
A chiudere la giornata è stato il procuratore di Mantova, Nino Condorelli, che ha invitato a non pensare a Falcone e Borsellino come a due uomini straordinari e lontani da noi.
«ERANO UOMINI diversi, ma mossi dallo stesso desiderio di legalità - ha affermato -: questo è un bisogno primario, che non può che farci sentire vicinissimi a loro. Dobbiamo fare lo sforzo di sentirli vicini, operanti in ogni cosa che facciamo: dobbiamo essere portatori di una dignità che non può essere calpestata da nessuno».M.VEN..

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