Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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29/05/12

Blitz antidroga, la base in Valtrompia

Articolo tratto da bresciaoggi.it

Brescia era uno dei mercati di riferimento della cupola multietnica di trafficanti di droga disarticolata dalle fiamme gialle di Genova.
Per gestire le forniture nella nostra provincia, l'organizzazione aveva come referente un cittadino della Guinea che aveva fissato le proprie basi operative in alloggi di Gardone Valtrompia e Lumezzane.
Lo straniero è riuscito a sfuggire al blitz scattato all'alba di ieri che ha portato in cella altri tre stranieri originari del Gambia e della Nigeria residenti nel milanese. Altri due ordini di custodia cautelare in carcere sono stati notificati a immigrati già detenuti per altri reati a Genova.
Sono salite così a 24 le persone finite in manette nel corso dell'indagine durata due anni. Contestualmente agli arresti sono stati sequestrati un appartamento a Rho, un mini market di prodotti alimentari di origine africana a Milano, 75mila euro in contanti e conti correnti bancari con deposito di 40mila euro, beni e somme ritenute proventi del traffico illecito.
Nel corso delle investigazioni erano stati sequestrati, complessivamente, circa 11 chili di cocaina, importata clandestinamente in Italia attraverso corrieri che «ingurgitano» ovuli riempiti di droga. A dare impulso alle indagini proprio l'arresto di alcuni «ovulatori», come vengono definiti in gergo i contenitori umani di cocaina: ripercorrendo a ritroso la rete dell'organizzazione, le fiamme gialle hanno arrestato 8 nigeriani, 4 gambiani, un congolese, un cittadino della Sierra Leone ed un ivoriano.
Nella gang figurano anche polacchi, portoghesi e romeni.
Nel corso delle diverse operazioni anti-droga sono emersi curiosi retroscena, come la scoperta, durante una perquisizione domiciliare, di alcuni panetti di cocaina, confezionati in maniera praticamente identica ai saponi.
I corrieri di droga inoltre indossavano una «cintura talismano», nella convinzione che li avrebbe protetti dal rischio di una rottura accidentale degli ovuli che avrebbe significato la morte per avvelenamento da stupefacente, ma anche dai controlli della polizia. M.P.

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