Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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23/03/12

La criminalità economico-finanziaria a Brescia

Si è tenuto martedì scorso presso la Facoltà di Economia dell’Università di Brescia il convegno incentrato sul rapporto tra la criminalità organizzata ed il mondo economico-finanziario.
Un seminario davvero interessante: protagonisti diversi rappresentanti delle Forze dell’Ordine e della Magistratura che sono stati in grado di analizzare i diversi aspetti riguardanti il tema sia da un punto di vista generale che entrando nello specifico della nostra realtà.
Si è parlato dunque di riciclaggio di denaro sporco e di quanto questo sia pericolosamente in grado di inquinare l’economia legale di un territorio.
Ma anche di elusione fiscale, frode, evasione, falso in bilancio, bancarotta, manipolazione del mercato, abusivismo bancario e finanziario, usure e di truffe. Tutti reati in grado di “dopare” irrimediabilmente il mercato rendendo sleale la concorrenza nei confronti di chi agisce seguendo le regole. Tutti reati allarmano sulla presenza e sulla forza della criminalità organizzata sul nostro territorio.

Per il resoconto dell’evento vi consigliamo l’articolo del Bresciaoggi che potete trovare qui.
Di particolare interesse ci sono sembrati gli interventi dei comandanti dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, che hanno focalizzato la loro analisi sulla realtà bresciana.
Riportiamo quindi degli estratti dei loro discorsi presi dalla versione cartacea del Bresciaoggi.
Crediamo sia importante riflettere su queste parole visto che raramente capita di sentir parlare di questi temi in riferimento alla specificità di Brescia.
Il comandante provinciale dell´arma dei carabinieri di Brescia, Marco Turchi, ha spiegato la delicatezza delle indagini affidate all´Arma, parlando di sistemi criminali che, circolarmente, muovono ingenti capitali. «E´ il caso di una famiglia albanese - ha raccontato Turchi alla platea -. Diversi fratelli si sono specializzati in diversi reati: c´era chi aveva precedenti per rapina, chi per spaccio. Bene, ora quella famiglia ha società all´estero su cui movimenta un flusso di denaro importante. Stesso discorso per le indagini che riguardano la criminalità e gli appalti pubblici. Facendo controlli su alcuni cantieri per verificare chi faceva movimento terra ci siamo imbattuti in una vera organizzazione che smaltiva rifiuti illegalmente. La legge ci viene incontro su molti aspetti, ma il lavoro di controllo deve comunque essere sempre capillare e solo così si possono ricostruire le mille ramificazioni che corrono sul filo della illegalità e coinvolgono non solo i criminali abituali, ma anche aziende apparentemente sopra ogni sospetto».
Il riferimento è tutto all´operazione dello scorso novembre e ai lavori sulla Brebemi commissionati alla Locatelli. Un esempio di buona «investigazione», come ha sottolineato Turchi, capace di portare alla luce il malcostume. E di colpo il caso Nicoli è diventato oggetto di studio ed esempio di come i carabinieri possono smantellare un´organizzazione ramificata in ogni angolo della società civile.
«Mi rammarica dirlo ma il fenomeno delle false fatture è molto rilevante per quanto riguarda Brescia e la Lombardia - ha sottolineato il comandante provinciale della Guardia di finanza, Bonifacio Bertetti, mostrando a tutti i dati del «nero» bresciano -. Il Pil della regione è di 37 miliardi di euro, riferito al 2009. Secondo una stima il mancato introito Iva è pari a 40 miliardi di euro. I settori più colpiti da questo malcostume sono quelli dei metalli e dei rottami, ma anche nella plastica e dell´edilizia. In questi ambiti parlo sempre di fenomenologia criminale e non di illegalità, perchè queste sono vere e proprie frodi. E il legislatore le punisce severamente tanto che non ha previsto «soglie» di tollerabilità».
Nel concreto le statistiche non lasciano più dubbi. «I reati denunciati nel 2011 sono stati 701 denunciati e le violazioni 424 accertate - ha continuato Bonifacio Bertetti -. Brescia non è certo una provincia virtuosa. Basta confrontare questi numeri con quelli regionali per trarne le dovute conclusioni. E nell’arco dell’ultimo anno c´è stato un incremento di tutti i reati legati alle false fatturazioni o alle frodi carosello. Ma attenzione: non mi sento di dire che sono aumentati i reati, forse ne abbiamo scoperti di più. Quel che è certo è che l´indicazione è palese: 101 milioni di euro nel 2010 di fatture false scoperte, 550 milioni di euro nel 2011. E´ un fenomeno non trascurabile»

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