Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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dintorni, dove sono presenti i beni confiscati, dove c'è stato smaltimento illecito di rifiuti o un rogo doloso. Tutti gli eventi sono tracciati e tenuti aggiornati dallo staff della rete.

13/03/12

Il vero problema di Brescia? I graffiti!

Brescia è proprio una bella città! «L'ho lasciata dieci anni fa ma mi sento ancora molto legata a questo territorio. Una realtà straordinaria per spessore culturale, solidità dei sentimenti, capacità imprenditoriale di una terra che è sempre avanti agli altri. Con la Franciacorta si è inventata anche un nuovo modello di sviluppo agricolo. Questa terra merita di essere amata. E io infatti la amo molto». Peccato però che ci sia un grosso problema: i graffiti!
”Ci è rimasta un pò male” Annamaria Cancellieri nel tornare a Brescia (dove ricoprì il ruolo di Prefetto dal 2000 al 2003) e trovarla deturpata dai graffiti.
Questo, infatti, è quanto ha dichiarato il Ministro degli Interni ieri alla stampa bresciana a margine degli appuntamenti che la vedono impegnata in una due-giorni nella nostra provincia.
Talmente preoccupata da dedicare qualche minuto a dei suggerimenti su come sconfiggere questa terribile piaga: “serve una presa di coscienza collettiva: il bene comune va preservato”. Dai graffiti…
Ma attenzione: non ci sono solo i graffiti, NATURALMENTE, nella riflessione del Ministro, bisogna parlare anche di cose belle! Per esempio del grado di infiltrazione della criminalità organizzata nella provincia: “L’Osservatorio del Viminale – spiega - non registra in questo momento fenomeni specifici di infiltrazione nei gangli dell'economia locale”.
Ma allora possiamo stare tutti tranquilli!
Già… Peccato però che dal Ministero della Giustizia arrivino informazioni totalmente contrastanti (ma comunicheranno fra di loro?).
Risale solamente ad un mese addietro, infatti, la pubblicazione della relazione annuale della DNA (la Direzione Nazionale Antimafia, l’organismo voluto e creato da Giovanni Falcone prima che fosse ucciso). Relazione in cui, su Brescia, viene raccontata una verità molto diversa da quella enunciata ieri dalla Cancellieri. Relazione che parla di “intensa operatività e pericolosità di sodalizi di matrice ‘ndranghetista che si è delineata concretamente a più riprese sul territorio bresciano”, di un ambito in cui “cercano spazi operativi ed occasioni di arricchimento modelli criminogeni di tipo tradizionale, tra cui quello calabrese che ha sodalizi nettamente preminenti sugli altri”, di “vari filoni investigativi che spaziano dall'associazione di stampo mafioso alla bancarotta fraudolenta in decine di società, commerciali, dalle false fatturazioni alle estorsioni”. Secondo il Ministro degli Interni l’economia bresciana sarebbe al sicuro. La DNA invece scrive: “Alla presenza di tali gruppi è legato il fenomeno delle estorsioni ad alcune attività commerciali, in particolare locali notturni e dei recuperi crediti svolti facendo leva sulla forza di intimidazione derivante dall'appartenere alla criminalità meridionale. Tali gruppi criminali sono inoltre particolarmente attivi nel settore dell 'edilizia ove svolgono anche l 'attività di intermediazione abusiva di manodopera (il caporalato, ndr), attraverso cui riescono ad inserirsi nelle attività imprenditoriali e ad acquisire la gestione dei cantieri edili”.Certo non possiamo pretendere che un Ministro degli Interni sia a conoscenza del lavoro della DDA di Brescia, ma certamente dovrebbe avere cognizione dell’attività del suo stesso Ministero i beni confiscati.
Ebbene per numero di beni confiscati Brescia, con i suoi 123, è la terza provincia del centro-nord Italia dietro solo a Milano e Roma. Riteniamo che questo sia un indice significativo della presenza della criminalità organizzata sul nostro territorio.
E non dimentichiamoci delle 20 inchieste aperte a Brescia sul ciclo dei rifiuti di cui 11 seguite dalla DDA (fra cui alcune condotte a braccetto con quella di Reggio Calabria). Ad annunciarlo alla stampa il 5 Maggio 2011 durante i lavori della Commissione Parlamentare d’inchiesta sui rifiuti fu l’allora Procuratore Nicola Maria Pace.
Lo stesso Pace che solo pochi mesi fa, durante la conferenza stampa riguardante l’Operazione Ticino, ebbe a dire “Ormai non si tratta più di impedire l’infiltrazione della criminalità organizzata, ma di contrastarne il radicamento”.
A parlarne furono gli stessi giornali che oggi riportano candidamente e senza obiezioni le rasserenanti parole del Ministro Cancellieri.
Non sarebbe stato il caso di farle qualche domanda? Ma com’è possibile che a nessuno dei giornalisti presenti sia venuto in mente di chiedere conto alla Cancellieri di quanto appena detto in relazione alle denunce di Pace, ai dati sui beni confiscati o alle esternazioni della DNA?
E non potrebbe il Ministro Cancellieri (che tra l’altro non è nuova a queste uscite “inopportune") documentarsi meglio prima di sbilanciarsi in questo modo?
Non vogliamo essere allarmisti, e non è certamente nostra intenzione paragonare la realtà di Brescia a quella di Palermo o di altre città del sud certamente più “problematiche” della nostra.
Non possiamo però nemmeno accettare che si sottovaluti la questione in questo modo.
La DNA delinea un quadro chiaro e preoccupante della situazione bresciana e riteniamo che sia giunto il momento per tutti di prendere in considerazione un tema che fino ad oggi a Brescia è stato quasi totalmente trascurato: la lotta alla mafia.
Bisognerà aspettare un’operazione Infinito anche a Brescia per cominciare a prendere sul serio il problema?
Non sono sufficienti i numerosi campanelli già emersi?
Ci piacerebbe che anche i politici della nostra città cominciassero ad occuparsi di questo tema, che il contrasto alla criminalità organizzata diventi uno dei punti su cui discutere e dibattere durante l’imminente campagna elettorale.
Ci piacerebbe che i media locali fossero più precisi, più puntuali, più attenti a questi argomenti. E che incalzassero in maniera più incisiva e forte gli amministratori ed i membri delle Istituzioni.
Auspichiamo che dopo aver affrontato la terribile piaga dei graffiti si riesca a provvedere anche agli altri piccoli e quasi insignificanti problemi della nostra città: la criminalità organizzata, l’iper sfruttamento del suolo, l’inquinamento atmosferico, quello dell’acqua e dei terreni e magari che ci si interessasse anche di quei fastidiosi rilevamenti dell’ASL riguardo alla salute dei cittadini di San Polo.

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