Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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dintorni, dove sono presenti i beni confiscati, dove c'è stato smaltimento illecito di rifiuti o un rogo doloso. Tutti gli eventi sono tracciati e tenuti aggiornati dallo staff della rete.

13/02/12

Un week end ‘movimentato’

Da bresciaoggi.it

Un attentato incendiario e un furto di rame sventato.

Una notte «calda», nonostante il termometro sotto lo zero e la neve caduta in città, quella tra sabato e domenica.
Due gli episodi sui quali sta indagando la questura per dare un nome agli autori. Un aiuto prezioso agli investigatori della squadra Volante della Questura verrà probabilmente dato dai colleghi della polizia Scientifica che hanno effettuato i rilievi e che stanno ora individuando le impronte e le tracce lasciate da chi è riuscito a scappare.

L'INCENDIO ha provocato danni limitati (serranda e vetrata annerite dal fumo); resta la gravità dell'episodio accaduto nella notte tra sabato e domenica in Via Albertano da Brescia. Era l'una quando al «113» è giunta la segnalazione di fiamme all'esterno dell'agenzia di assicurazioni Fondiaria Sai. Fiamme che sono state subito spente e che non hanno creato problemi negli uffici. Nelle indagini sono impegnati gli agenti della Volante e della Scientifica. Appurato che chi ha dato fuoco alla serranda ha utilizzato del liquido infiammabile. Escluso che l'origine dell'incendio possa essere individuata nel fuoco acceso utilizzando carta e cartoni da qualche «barbone» per strada per riscaldarsi. La polizia sta visionando i filmati delle telecamere di sicurezza per individuare i responsabili. Una bravata? Una vendetta? Tutte le ipotesi sono per ora al vaglio degli inquirenti e della magistratura.

POCO MENO di un'ora prima altro intervento della polizia. L'allarme ha funzionato e un vigilante della «Città di Brescia» è intervenuto 15 minuti dopo la mezzanotte in via Castagna 29. Quattro ladri avevano sfondato la recinzione, utilizzando a mo' di ariete un camion con semirimorchio della Internationale Geo 29. Stavano rubando due matasse di rame per un peso complessivo di otto quintali quando si sono sentiti scoperti e sono scappati su un'auto scura. Il «palo» ha avvisato i complici che hanno abbandonato mezzo e refurtiva: il valore complessivo è calcolabile in circa 60 mila di euro. Subito sono intervenuti anche gli agenti della squadra Volante che hanno posto sotto sequestro il camion al fine di farlo analizzare dalla Scientifica. Episodi che fanno seguito di poche ore alla rapina in via Martinengo ad una Onlus e ad una spaccata in profumeria in via Cremona in aggiunta ai furti in casa e alle truffe.

F.MO.

 

Malavita locale: è questa la pista seguita dalla polizia per il colpo di venerdì in via Martinengo Cesaresco. Parlavano tra loro in dialetto bresciano i due banditi che alle 21.10 di venerdì hanno messo a segno una rapina ai danni di un obiettivo per certi versi insolito, una onlus. Ciò dimostra che la malavita ora punta a tutto, senza farsi tanti scrupoli, alla ricerca di denaro o di merce da vendere. I banditi, uno armato di bastone e uno di un punteruolo (forse un cacciavite), armi facilmente reperibili, si sono presentati minacciosi negli uffici dell'associazione di volontariato «Laiuto». Nell'ufficio c'era una sola persona, un dipendente della onlus. È stato minacciato col bastone e costretto ad aprire il cassetto che custodiva una somma in contanti non indifferente: 2.560 euro. Fattisi consegnare i soldi, i malviventi si sono allontanati precipitosamente scappando nelle vie della città, deserte data l'ora e il termometro sotto lo zero. PAURA ma nessuna violenza fisica per il dipendente de «Laiuto», che si è trovato davanti i due uomini armati. Ripresosi dallo shock, ha chiamato il 113 segnalando alla questura di aver subito una rapina. In via Martinengo Cesaresco sono intervenuti in prima battuta gli agenti della squadra Volante. «Erano in due e parlavano tra loro in dialetto bresciano», ha detto l'uomo, fornendo alla polizia elementi che potrebbero risultare utili alle indagini. La polizia venerdì sera non ha trovato testimoni. Pare che nessuno abbia visto i banditi scappare. Non si sa neppure se la fuga sia stata a piedi o con una vettura parcheggiata nelle vicinanze. Certo è che i malviventi sapevano della presenza del denaro e che l'ufficio a quell'ora era aperto. Ieri l'ufficio della onlus è rimasto chiuso. Domattina la polizia effettuerà un sopralluogo e il dipendente della onlus volontario sarà probabilmente riascoltato dagli investigatori della sezione antirapine della Mobile. La polizia visionerà i filmati delle camere di sicurezza puntate su via Martinengo Cesaresco. Forse i due malviventi sono stati ripresi in volto.

F.MO.

 

Salò. Mentre andava a fuoco lo studio di un cineoperatore, la moglie e i suoi tre bambini chiedevano imploranti aiuto dal terrazzo di casa, e sono stati salvati da due fratelli, saliti sul tetto scivoloso per la neve. E' accaduto verso le 5.30 del mattino a Salò, in via Pietre Rosse, la strada che da via Garibaldi, in pieno centro storico, conduce alla salita Belvedere, sede dell'ex Enel.
AL PIANO TERRA di un vecchio edificio il noto cineoperatore Mamo Magrograssi (sempre in prima fila a riprendere gli avvenimenti della zona, da quelli di cronaca alle gare sportive, per le televisioni locali e nazionali) tiene la propria attrezzatura: telecamere, computer, videocassette, bobine, materiale di vario genere. Con la famiglia (la moglie Lidia, i bambini Martina, Davide e Alice, che frequentano rispettivamente la prima media, la prima elementare e la materna) abita nei due piani soprastanti. In alto c'è il grande terrazzo. Continua qui.

Sergio Zanca

 

Fatture false per 170 milioni 33 nei guai tra Brescia e Bergamo

Ancora una frode fiscale scoperta dalla Guardia di finanza di Brescia. Ad architettarla due imprenditori di Bienno e di Pisogne che insieme avevano gestito tra il 2006 ed il 2011 due società «cartiere», formalmente operanti nel settore dei rottami ferrosi. I due hanno anche potuto contare sulla complicità del titolare di un’impresa di autotrasporti con sede a Vallio Terme che ha falsamente attestato un rilevante numero di trasporti di rottami. L’attività ispettiva effettuata nei confronti delle due aziende cartiere ha consentito ai militari della tenenza di Pisogne di scoprire fatture false (emesse ed annotate) per 170 milioni di euro ed un’evasione dell’Iva per 600 mila euro. In tutto sono state controllate 30 imprese tra le province di Brescia e Bergamo; 33 le persone denunciate con varie imputazioni, che vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati fiscali, all’emissione e annotazione di fatture false fino alla frode fiscale.

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