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08/02/12

Relazione Semestrale della DIA: 'Ndrangheta

L’articolo di Luca Rinaldi per www.linkiesta.it

E' nella lista nera di Cia ed Fbi tra le organizzazioni criminali più pericolose e potenti al mondo. Il potere criminale della criminalità organizzata calabrese nel mondo non è secondo quasi a nessuno. Fiumi di denaro che arrivano nel narcotraffico e che vengono reinvestite in lucrose attività economiche all'apparenza pulite, segno di una vena affaristico-politica che anche gli investigatori della Direzione Investigativa Antimafia hanno annotato nella relazione semestrale pubblicata qualche giorno fa e che stiamo esaminando su questo blog.

Scrive la DIA: <<la peculiarità della pressione mafiosa della 'ndrangheta è leggibile nell'inquinamento di settori della Pubblica Amministrazione locale, con particolare riferimento all'utilizzo di raffinatissimi sistemi intrusivi della sfera politico-amministrativa in Enti territoriali caratterizzati da esigua popolazione a bassa densità abitativa>>. Tradotto in italiano significa che la 'ndrangheta entra nei palazzi della politica locale, in particolare dei comuni più piccoli, tramite uomini (dal candidato politico, al componente dell'ufficio tecnico) non direttamente affiliati ma che tentano di fare gli interessi delle cosche. Un sistema visto al sud, ma anche al nord, dove però con lo scioglimento di alcune giunte si è verificato sempre un certo lassismo, soprattutto con Maroni Ministro dell'Interno.

A preoccupare gli investigatori della DIA è in particolar modo il settore della sanità, che sarebbe quello <<maggiormente esposto al condizionamento mafioso>>. Un condizionamento che si manifesta in Calabria come in altre zone d'Italia. Racconta bene il sistema Giovanni Tizian in questa inchiesta realizzata per Linkiesta.

La DIA dedica poi paragrafi agli atti intimidatori verso le strutture giudiziarie calabresi (atti dimostrativi) e alla centralità dell'organizzazione nel traffico internazionale di stupefacenti, confermando il porto di Gioia Tauro come crocevia per i traffici menzionati.

L'organizzazione, secondo i dati messi a disposizione dalla polizia criminale, si avvale di 136 gruppi criminali e 1.527 affiliati. La classica divisione in province con i clan egemoni viene poi trattata nella relazione.

Un potere quello della 'ndrangheta che ha avuto occasione di svilupparsi e perfezionarsi nel tempo anche grazie a una iniziale disattenzione dei media nel corso degli anni, che ora invece di criminalità organizzata calabrese si occupano più sistematicamente, viste anche le proiezioni di questa al di fuori del territorio regionale.

Interessante sono le dianime investigative di tre centri come Lazio, Lombardia e Piemonte. Se nel Lazio i settori più colpiti dalla penetrazione criminale della 'ndrangheta sono la ristorazione, l'edilizia residenziale, le sale da gioco e il mercato ortofrutticoli, in Lombardia invece si verificano per la DIA <<incessanti tentativi di partecipazione e accordo con i settori della politica locale, dell'imprenditoria e della Pubblica Amministrazione>>.

Per altro non bisogna dimenticare quella definizione di "capitale sociale" della 'ndrangheta utilizzata dai magistrati milanesi nell'indicare tutta quella schiera di funzionari, professionisti e politici che si mettono al servizio delle cosche non solo per paura, ma un numero preoccupante di volte anche per comunanza di interessi.

Sulla Lombardia, anche se questa osservazione andrebbe a pennello anche per altre zone gli investigatori notano come la 'ndrangheta si avvicini ai lavori pubblici vista la trasformazione urbanistica che implica grandi operazioni economico-finanziarie e grandi torte da spartire in particolare tra appalti e sub-appalti come nei casi delle bonifiche, in cui la DIA cita esplicitamente i casi Santa Giulia, Bovisa e Calchi Taleggi.

Fino ad arrivare all'entrata in politica, come dimostra il recente scioglimenti, per quanto riguarda le ramificazioni in Liguria, del comune di Ventimiglia, provincia di Imperia

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