Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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28/02/12

Omertà o non omertà, questo è il dilemma!

Solo un paio di mesi fa il Ministro degli Interni Annamaria Cancellieri aveva rilasciato delle dichiarazioni che avevano destato un certo scalpore nel mondo dell’antimafia, dichiarazioni verso le quali ci eravamo rispettosamente permessi di dissentire (qui il post a cui ci riferiamo). In quell’occasione, infatti, ad alcune domande riguardanti l’infiltrazione mafiosa in Lombardia, in particolare a Milano, la Cancellieri rispose: “La domanda va posta nei termini giusti: se intendiamo come mafia la cultura mafiosa o lo sfruttamento del territorio per lo sviluppo del capitale. Come cultura omertosa a Milano non c’è la mafia. Non c’è la mafia nel senso che i cittadini milanesi sono assolutamente consapevoli del loro diritto di cittadini e non soggiacciono alle prevaricazioni e denunciano, c’è una forte capacità di reazione. Non c’è la cultura di una popolazione assuefatta a fenomeni che purtroppo in altre zone del territorio hanno anche storie diverse. Sotto il profilo dell’omertà e della diffusione del controllo minuzioso del territorio, a Milano non c’è”.

A poche settimane di distanza il Ministro torna sui propri passi e corregge il tiro:

16:02 MAFIA: CANCELLIERI, IN 3 ANNI 6.000 BENI SEQUESTRATI AL NORD

(ANSA) - ROMA, 28 FEB - Dal 2009 ad oggi sono stati sequestrati 5.974 beni alla criminalita' organizzata nelle regioni del Nord, per un valore di circa un miliardo e mezzo di euro. Le confische hanno invece riguardato 1.606 beni. I dati li ha forniti il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, in audizione alla commissione Antimafia. La maggior parte dei sequestri (2.798 per un valore di oltre un miliardo di euro) e' stata fatta in Lombardia; seguono Piemonte (1.658) e Liguria (804).
Cancellieri ha segnalato la ''la difficolta' di intercettare il percorso migratorio delle organizzazioni criminali verso altri contesti ambientali per l'indubbia capacita' di mimetizzare la loro presenza affermandola, generalmente, con modalita' incruente che non contemplano, o non implicano, la commissione di atti di sopraffazione violenta, riservati solo a casi estremi, quanto piuttosto di corruzione''. (ANSA).

16:24 'NDRANGHETA:CANCELLIERI,PREOCCUPA DIFFUSIONE OMERTA' AL NORD (2)

(ANSA) - ROMA, 28 FEB - La 'ndrangheta, ha sottolineato il ministro, ''ha salde radici anche nel Nord Italia e da questo punto di vista conferma la diagnosi di organizzazione criminale oggi piu' pericolosa tra quelle che hanno avuto origine nel nostro Paese''. La mafia calabrese, ha aggiunto, ''a differenza di altre consorterie, costituisce proprie strutture nei territori di nuovo insediamento, collocandovi le cosiddette 'locali', organizzate secondo il modello criminale che vige nelle stesse terre di provenienza''.
''Una presenza cosi' ben articolata - ha evidenziato Cancellieri - autorizza l'ipotesi che la migrazione di elementi 'ndranghetisti verso le regioni del Nord persegua il disegno di mettere a disposizione dell'imprenditoria locale, naturale destinataria degli interessi criminali, servizi di protezione extralegale. Rischia percio' di essere poco attuale e fuorviante l'analisi secondo cui l'infiltrazione delle mafie al Nord sia ancora un fenomeno esclusivamente confinato ad attivita' di riciclaggio o di reinvestimento di capitali illeciti. Si scorgono invece - ha sottolineato - segnali allarmanti di una aggressivita' che rivolge le proprie mire espansive all'intero contesto, con l'intento di accreditarsi come un interlocutore autorevole e imprescindibile delle varie componenti della societa' civile e delle istituzioni''.
''E' quindi da rivisitare seriamente - ha messo in guardia - la considerazione che il trasferimento al Nord delle mafie, specie quella calabrese, non comporti il rischio di uno stabile radicamento, in assenza di 'controllo militare' del territorio e di un brodo culturale favorevole''.
''Il pericolo maggiore - secondo Cancellieri - e' che la risalita delle mafie verso i territori settentrionali venga ad essere percepita come mera 'questione criminale', a cui si debba dare, di conseguenza, una risposta prevalentemente repressiva. Essa invece evoca aspetti di tale complessita' sul piano sociale, culturale e soprattutto politico, da richiedere un impegno, severo e profondo, di uguale complessita'''.(ANSA).

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